Il mese che verrà… Giugno 2017

Questo Giugno ci accompagna nell’esplorazione di noi stessi e nel riconoscere chi siamo osservando la realtà circostante. Da questo punto di osservazione, è possibile aprire una nuova visione e partire verso il proprio viaggio alla scoperta di sé. Un viaggio sia interiore che esteriore, perché la scoperta di una parte interiore porta verso la realizzazione della stessa nella realtà esteriore.

 

Come avviene tutto questo?

 

Giugno è il mese numero 6, Tarocco VI Amanti.

Le due figure si guardano. Indossano maschere, sono una il riflesso dell’altra. Si tengono per mano e tutto nella carta parla di collaborazione, di unione, di inizio di un viaggio insieme. È l’unione delle parti, il maschile e il femminile, il bianco e il nero, il fuoco e l’acqua, con un intento di evoluzione (l’unione è benedetta dall’Eremita – il maestro interiore, il ricercatore).

 

VI

Come si inserisce questo Giugno 6 – VI nell’anno 2017?

2017 + 6 = 2023

2 + 0 + 2 + 3 = 7

 

 

7 – VII Il Carro

Il viaggio dell’eroe. Il cavaliere parte alla ricerca del Graal, ovvero della sua verità interiore. Parte insieme alla sua forza e a tutte le sue risorse che collaborano per scoprire l’essenza. Un viaggio che parte dal centro per arrivare al centro.

 

VI e VII sono consequenziali. Così, questo Giugno 2017 ci accompagna in un passaggio delicato, in cui incontriamo gli altri come specchi di noi e grazie ad essi possiamo iniziare un sincero viaggio verso la scoperta del nostro io profondo.

 

Giugno 2017.

Osservare gli altri come riflesso di se stessi, prendere per mano le parti di sé che di solito vengono nascoste e iniziare un viaggio insieme ad esse, muovendosi dentro e fuori, in armonia con la propria verità interiore.

 

Buon viaggio!!

Rossella

Fiore fucsia

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Esprimersi

“Come faccio a esprimermi?”

è la domanda che mi è stata posta poco fa da una donna durante una lettura di Tarocchi.

“Mi rendo conto che gli avvenimenti mi stanno spronando a questo, ma non so come fare”

Ho perciò estratto un Tarocco con la richiesta “Come esprimersi” ed è uscita

PRINCIPESSA COPPE

 

Esprimersi è un’onda. ES – da dentro a fuori.

Non è una prestazione o un obiettivo. Esprimere in sé è la meta, ed è nel momento in cui nasce il moto interiore. Esprimere è portare fuori  l’ispirazione, l’istinto, l’intuito, la spontaneità. E’ quel momento in cui ti viene un’idea e la scrivi o la dici, il momento in cui ti viene sonno e vai a riposare mettendo da parte i doveri, è la fame che chiama fuori orario. Esprimere è dare spazio alla voce interiore, e quando lo fai ne trai un immenso piacere.

Il piacere è nell’esprimere, non nelle sue conseguenze.

Siamo abituati a pensare che esprimere significhi fare qualcosa di grandioso e molto visibile. Questa è prestazione e non c’entra non l’espressione. Anzi. Quando svolgi una prestazione sei teso, devi corrispondere a richieste e aspettative.Quando esprimi, sei rilassato, stai bene, non c’è tensione, ti muovi facilmente.

L’espressione è un flusso, non ci sono ostacoli o spigoli.

L’espressione nasce da se stessi, in un momento. Esprimere è l’atto in sé di rendere azione un sentimento. Può essere un discorso, una canzone, un dipinto, oppure fare ordine, mettersi a dormire, guardare un film, aprire il giornale, contemplare il profilo delle colline. L’espressione è ciò che nasce da dentro. ES – da dentro a fuori.

L’espressione è molto diversa dall’omologazione.

Facciamo così fatica ad esprimerci perché siamo abituati a seguire degli schemi, dei modi di comportamento, delle norme di conversazione, dei doveri quotidiani. Così quando la voce interiore parla, noi siamo pronti a screditarla, giudicandola con i modi più crudi.

Le armi più brutali le usiamo contro noi stessi.

Così, quell’idea geniale, quel buon consiglio che viene da dentro, quella necessità profonda, vengono zittite in nome di altro che corrisponda all’idea di giustizia e regolarità a cui abbiamo dato credito.

Esprimere è seguire la propria spontaneità, l’intelligenza interiore.

E sapere che in quel modo stiamo facendo bene a noi stessi, facendo bene al tutto. Il benessere è la chiave per ogni nostra azione, fare quello che ci fa sentire bene, entusiasti, rilassati, contenti, felici, allegri, in pace e propositivi. Quando senti che una cosa ti fa bene, falla.

Il piacere ti guida nella giusta direzione.

Grazie,

Rossella