Il viaggio verso l’ignoto

Se nel reale confronto con se stessi ci fosse la certa possibilità, perciò una garanzia, di vedere in modo chiaro la propria natura, allora credo che chiunque, o comunque molte persone, molte più di quante siano ora, affronterebbero il viaggio.

Ciò che spaventa della ricerca, e perciò frena molti dall’intraprenderla, è il non sapere cosa si troverà. In una sola parola: l’ignoto. È questo a spaventare, più che la possibilità di trovare dentro di sé un cantante anziché un impiegato di banca.

Il nostro essere, tutto il nostro essere, è fatto di simboli, con i simboli comunica e attraverso i simboli si esprime. I simboli sono soggetti ad interpretazione, un fattore variabile. Nulla di certo è garantito quando si incontra un simbolo. Un simbolo non dice sì o no, non esprime giudizi su una direzione o quell’altra.

Un simbolo mostra un’attitudine, qualcosa di profondo che va al di là della mera apparenza, del semplice fare.

Un simbolo porta nelle profondità, in cui risiedono le verità dell’individuo. Un simbolo va compreso con una parte di sé che di solito viene ignorata o considerata poco utile: la sensibilità. Per interpretare al meglio, e non di certo del tutto, un simbolo, è necessario porsi in apertura, al di là delle abitudini, delle convenzioni e dei desideri personali.

Un simbolo, così come un sogno, distrugge le proprie convinzioni per mostrare la verità del momento.

Chi è pronto a vedere, e così mettere in pratica, la verità?

Non si tratta di passare da una buona azione ad un’altra, di togliere una maschera e sostituirla con una nuova o diversa, di uscire da un gruppo di appartenenza per entrare in un altro.

Non si tratta di abbandonare una certezza per sposarne un’altra.

Entrare in contatto con il simbolo significa aprirsi all’esperienza dell’ignoto e di un continuo cambio di identità, che nulla ha a che vedere con le maschere indossate per placare le ansie costanti, e molto si avvicina alla reale, perciò concreta, quotidiana, viva e presente, esperienza dell’essere.

 

 

Rossella Schianchi

7.1.2018

 

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La Creazione – Rossella Schianchi – 2017

 

 

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Uomini che hanno paura di ferire

Costretti in uno stereotipo che li vede come il “sesso forte” o come gli stupratori della società, molti uomini sensibili, delicati, amorevoli e pronti a dedicare la loro anima in una vita felice e piacevole, si scontrano con ideali di competizione, arrivismo e dinamicità che li portano a chiudere il loro cuore in un angolo buio dell’animo e spremere il loro essere per conformarsi ed ottenere riconoscimento dal mondo esterno.

Chiusi nella gabbia della forza, della prestanza, del numero uno, gli uomini si sentono costretti a rispondere a richieste che forzano il loro animo, impediscono alla loro vulnerabilità di emergere e li conducono verso una progressiva distruzione, in nome di risultati da dimostrare.

Per molti uomini, la vita non è così. Per molti uomini, la donna non è un oggetto, l’auto migliore non è quella più grossa, la serata ideale non è andare a caccia.

Per molti uomini, la vita è piacere, condivisione, apprezzamenti, prendersi il tempo per scegliere, dare il meglio di sé, starsene tranquilli con un amore tra le braccia. Per molti uomini, il fallo non è un’arma, il corpo è un luogo in cui vivere sensazioni ed emozioni, il successo è costruire qualcosa di bello.

 

Uomo fiore

 

Molti uomini, cresciuti in un ambiente di maschi dominanti, distruttori e despoti, hanno paura della loro forza, hanno paura delle loro idee, hanno paura di fare male, perché hanno visto solo la parte devastante dell’energia maschile.

In questo mondo che vede gli uomini come carnefici e le donne come vittime, esistono uomini che hanno paura di esternare la propria forza, perché hanno avuto davanti agli occhi esempi distruttivi. Così, si tirano indietro, si nascondono, si limitano e si sforzano di essere quello che non sono.

In questo mondo, che vuole il maschio come sempre sicuro di sé e dominatore del territorio, esistono uomini che hanno paura, paura di non andare bene, paura di non essere accolti nella loro sensibilità, paura di non farcela, paura di non poter vivere secondo la propria aspirazione.

In questo mondo, ci sono uomini che sentono di avere un tesoro dentro di sé e vogliono donarlo, condividerlo, regalarlo a chi amano, e temono che questo tesoro non possa essere apprezzato.

Ci sono uomini che hanno paura di ferire, ci sono uomini che piangono, ci sono uomini che ascoltano il proprio cuore.

Ci sono uomini che riescono a superare l’illusione di essere supereroi e iniziano ad essere uomini.

 

Rossella

30.06.2017

Fiore fucsia