Alla ricerca del tesoro

Quello che sto notando in modo crescente è la necessità di ogni persona di ritrovare se stessa e di comportarsi secondo quello che sente.

Sembra scontato, sembra un concetto ormai sentito molte volte nella ricerca spirituale. E così è, per certi aspetti. Eppure c’è un nodo che ostacola la vera realizzazione e dentro a cui le persone iniziano a sentirsi scomode. Quello che spesso manca, nella pratica spirituale, è un vero contatto con la propria interiorità. In nome di dogmi spirituali, di regole prese da un maestro, di imperativi cosmici, si tende a compiere un semplice spostamento da una religione all’altra, da un dio ad un altro, da una disciplina ad un’altra, da un ideale all’altro, divenendo seguaci di questa o quella corrente spirituale, che promette il raggiungimento della luce suprema, facendo del proprio meglio per comportarsi come i dettami di quella corrente impongono. Questa è schiavitù, ben lontana dalla tanto anelata felicità.

Tutto è utile per la ricerca interiore. E tutto è di ostacolo. Dipende da come lo si utilizza.

Togliere dalla parete la foto di Gesù e sostituirla con quella del Buddha non garantisce il successo spirituale. Pendere dalle labbra di qualcuno è pendere dalle labbra di qualcuno, chiunque esso sia. Spostare l’attenzione da se stessi a qualcun altro è spostare l’attenzione da se stessi a qualcun altro. Usare le parole di qualcun altro è usare le parole di qualcun altro. Qualunque sia il filone seguito, esso è esterno alla persona. Proiettare è facile, spesso automatico, e capita di trovarsi ad adorare questa o quella disciplina, trasferendo su di essa la propria forza, lasciandola al di fuori di se stessi come un anelito da raggiungere, un oracolo da seguire, un genitore sempre presente che indica la via, favorendo così il progressivo calo di autostima e l’allontanamento da se stessi.

 

Verso la luce

 

Un buon maestro, una buona disciplina, un onesto messaggero invita sempre la persona a diventare autonoma, non impone regole bensì fornisce nuovi spunti, guida verso una visione liberatoria e suggerisce l’ascolto interiore, affinché la persona possa liberarsi delle idee prese in prestito ed inizi a creare una vita che sia in armonia con il proprio sé.

Per ogni persona la vita è diversa, ci sono impegni, relazioni, desideri, idee e passioni diverse. Ogni persona è unica e nessuna regola, nessuna frase, nessuna preghiera può andare bene per tutti.

Una vera ricerca interiore accompagna verso l’esplorazione di sé, guida nelle zone oscure, fornisce strumenti per affrontare paure, spettri, resistenze. Andare dentro se stessi è dura, emergono vergogne, disagi, ricordi, tradimenti, convinzioni consolidate che spingono nella direzione della chiusura. Quando vai dentro di te, scavi e spesso non sai cosa troverai. Il viaggio è con te stesso e con il tuo vissuto.

In questo viaggio, ritrovi talenti, desideri, passioni e capacità nascoste, messe da parte, che sono rimaste in attesa di un tuo sguardo. Qui avviene la magia, la possibilità di mettere te stesso in quello che fai. In questo momento, quando trovi il tesoro, puoi portarlo in superficie ed arricchire la tua vita.

Il percorso di ricerca è del tutto individuale. Ogni disciplina fornisce spunti, suggerimenti, visioni e strumenti utili per questa ricerca.

Null’altro c’è che andare dentro alla ricerca del tesoro.

 

Rossella

Fiore fucsia

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Intervista

 

Intervista a
Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza
in occasione del Festival Byt

Conferenza
Oltre l’apparenza
Vedere se stessi in quello che accade
Sabato 24 Giugno 2017
Ore 16.30

Tutta la conferenza stampa su
http://www.kyotv.it

Visita il blog
http://www.percorsidiconsapevolezza.wordpress.com

Chi ha paura della propria forza?

Quanti sono i desideri non realizzati, le parole non dette… quante volte avresti voluto compiere quel passo e ti sei tirata indietro… quante volte hai avuto una brillante idea e non ti sei messo in moto per concretizzarla… Ti sei chiesto come mai? Spesso, è la paura della propria forza a trattenere.

Crediamo di aver paura di fallire, di sbagliare, di essere brutti e spregevoli… e in effetti è anche così… ma andiamo un po’ più a fondo… Perché c’è una resistenza ad emergere, ad essere belli, potenti, realizzati?… Come mai quando si presenta l’occasione di mostrarsi al mondo ci si tira indietro?… Da dove arriva l’abitudine a stare nell’ombra, a creare situazioni in cui ci si può nascondere anziché mostrare?

Creiamo ciò di cui siamo convinti. Possiamo creare solo quello che è dentro di noi. E se dentro di noi c’è la convinzione che la nostra forza sia nociva, ecco che la tratteniamo.

“Stai zitto”, “Stai buono”, “Non fare casino”, “Sii discreto, non farti vedere più bravo degli altri”, “Chi arriva al successo paga sempre pegno”, “Per diventare ricco devi per forza fregare qualcuno”, “Quelle belle sono donne facili”, “Se sei bella non puoi essere anche intelligente. La bellezza sfiorisce, meglio che coltivi il tuo sapere”, “Tutto muscoli e niente cervello”, “Quelli con l’auto grossa devono compensare qualche altra mancanza…”, “Dove ci sono i soldi, non c’è l’amore”, “Per combinare qualcosa di buono devi uscire dal paese”, “Se vuoi realizzarti, devi mettere da parte la famiglia”, “Meglio in piccolo”, … e così via…

Tutte le convinzioni creano la realtà. In fondo, sono convinzioni che hanno permesso l’accettazione e l’accoglienza nel clan di origine, il quale forniva protezione e sopravvivenza. Sono quindi convinzioni a cui possiamo essere grati e che possiamo sciogliere in qualunque momento. Sta a noi scegliere, è la nostra libertà. Liberarsi delle convinzioni non significa perdere affetto, amore, protezione, cibo e casa.

Liberarsi dalle convinzioni significa mettersi in ascolto di se stessi e seguire con fiducia la propria verità, per vivere una vita soddisfacente e stimolante.

 

NARTA DANZA lungo

 

Adesso, dov’è quell’impeto di gioia che ti porta a vivere nel pieno delle tue potenzialità? Dove hai nascosto la voglia di vivere, tutte le tue idee, i sogni e le aspirazioni? In quale angolo buio si cela il tuo talento?

Ritrova quelle parti di te che sono la tua vitalità, il tuo essere speciale, la tua gioia di esistere.

Le donne hanno paura di essere belle perché sono convinte che saranno prese per stupide o per disponibili a tutto. Allo stesso modo, hanno paura di mostrare la loro intelligenza e cultura perché temono di annoiare e così essere escluse. “Perché chi la vuole una donna intelligente…”

Gli uomini hanno paura di essere ricchi e potenti perché sono convinti che questo significhi fare del male, agire con soprusi, schiacciare gli altri e abbandonare gli affetti.

C’è la paura di fare troppo casino, di togliere spazio a qualcun altro, di essere troppo bravi…

Abbiamo più paura di emergere che paura di ritirarci… Così, cominciamo ad andare dentro, ad ascoltare il nostro corpo, a sentire la nostra verità. Iniziamo a congedare le nostre convinzioni, così da creare lo spazio affinché la nostra energia pura possa manifestarsi in tutta la sua semplice e potente verità.

 

Rossella

Fiore fucsia

Il mese che verrà… Giugno 2017

Questo Giugno ci accompagna nell’esplorazione di noi stessi e nel riconoscere chi siamo osservando la realtà circostante. Da questo punto di osservazione, è possibile aprire una nuova visione e partire verso il proprio viaggio alla scoperta di sé. Un viaggio sia interiore che esteriore, perché la scoperta di una parte interiore porta verso la realizzazione della stessa nella realtà esteriore.

 

Come avviene tutto questo?

 

Giugno è il mese numero 6, Tarocco VI Amanti.

Le due figure si guardano. Indossano maschere, sono una il riflesso dell’altra. Si tengono per mano e tutto nella carta parla di collaborazione, di unione, di inizio di un viaggio insieme. È l’unione delle parti, il maschile e il femminile, il bianco e il nero, il fuoco e l’acqua, con un intento di evoluzione (l’unione è benedetta dall’Eremita – il maestro interiore, il ricercatore).

 

VI

Come si inserisce questo Giugno 6 – VI nell’anno 2017?

2017 + 6 = 2023

2 + 0 + 2 + 3 = 7

 

 

7 – VII Il Carro

Il viaggio dell’eroe. Il cavaliere parte alla ricerca del Graal, ovvero della sua verità interiore. Parte insieme alla sua forza e a tutte le sue risorse che collaborano per scoprire l’essenza. Un viaggio che parte dal centro per arrivare al centro.

 

VI e VII sono consequenziali. Così, questo Giugno 2017 ci accompagna in un passaggio delicato, in cui incontriamo gli altri come specchi di noi e grazie ad essi possiamo iniziare un sincero viaggio verso la scoperta del nostro io profondo.

 

Giugno 2017.

Osservare gli altri come riflesso di se stessi, prendere per mano le parti di sé che di solito vengono nascoste e iniziare un viaggio insieme ad esse, muovendosi dentro e fuori, in armonia con la propria verità interiore.

 

Buon viaggio!!

Rossella

Fiore fucsia

Rossella e la Visione Simbolica

CHI SONO

Rossella Schianchi

Simbologa, Tarologa, Medium, accompagnatrice nel percorso di ricerca del sé

Nata a Milano, ho viaggiato in Italia ed Europa, approdando nella quieta ed artistica Faenza. Continuo a viaggiare per piacere e per lavoro, mentre i simboli e la vita in quanto rappresentazione dell’io mi accompagnano nella scoperta di ciò sentiamo nel profondo. Il mio intento è liberare l’essere in una fluida espressione di ciò che è vero ed essenziale.

COSA POSSO FARE PER TE

Quello che posso fare per te è interpretare la tua realtà in modo da scoprire le origini delle situazioni che vivi, i motivi che ti hanno spinto a creare la tua vita così com’è ora e così sciogliere i nodi che impediscono il libero fluire della tua naturale essenza.

Quando comprendi quali sono le convinzioni che ti hanno portato a costruire una vita difficile, che ti stanca e ti svuota, puoi fare spazio alle cose in cui credi e realizzare a pieno il tuo vero essere.

QUAL È IL METODO

Il metodo è caratterizzato dalla Visione Simbolica e si basa sul presupposto secondo cui quello che la persona vive è una proiezione di quello che essa ha dentro di sé. Questa proiezione accade per permettere alla persona di riconoscere se stessa, come in uno specchio.

La persona è creatrice della propria realtà e questa presa di coscienza le permette di osservarsi e risvegliarsi dagli automatismi che la portano a ripetere situazioni distruttive, in modo da utilizzare la sua energia per creare la vita che sente nel profondo.

QUALI STRUMENTI UTILIZZO

L’ascolto è la base del mio approccio. Le parole che usi, gli atteggiamenti, il modo in cui parli e ti muovi, sono tutti simboli che mi raccontano di te. Io sono un canale, perciò ascoltare il tuo essere in tutte le sue manifestazioni è essenziale per comprendere il meccanismo che si muove in te.

Utilizzo la mia sensibilità e le mie conoscenze per accompagnarti nel tuo percorso di evoluzione. In questa ricerca, possono essermi di aiuto anche Tarocchi, Numerologia e Cabala. Sono medium, perciò posso canalizzare per te le entità di supporto al tuo percorso di crescita interiore.

DOVE MI PUOI TROVARE

Ricevo a Faenza e in altre città quando vengono organizzati degli incontri. Perciò puoi organizzare un incontro nella tua città, se hai piacere, oppure venire a trovarmi, frequentare uno dei miei corsi o seminari, oppure consultarmi via internet.

COME CONTATTARMI

Puoi scrivermi a info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com, su Skype al nome Rossella Schianchi Percorsi di Consapevolezza, oppure sulla Pagina Facebook Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza. Da lì decideremo come e quando sentirci per una eventuale consulenza o altro.

Puoi nel frattempo consultare il blog percorsidiconsapevolezza.wordpress.com, il canale YouTube Percorsi di Consapevolezza e ascoltare le trasmissioni radiofoniche che conduco su Radio Web Sonora: Percorsi di Consapevolezza e Dialoghi con l’Essenza, contatti medianici per la ricerca interiore.

Grazie e buona vita.

Rossella

LOGO

Trasmissione Radiofonica!

Dialoghi con l’Essenza diventa una trasmissione radiofonica!

 

Sono molto felice di presentarvi questa nuova avventura… Radio Web Sonora, che da anni supporta il mio lavoro di ricerca, apre insieme a me le porte alla divulgazione dei messaggi che finora sono stati trasmessi attraverso di me, come medium, alle persone che lo chiedevano.

 

Nella trasmissione verranno proposti brevi estratti, da ascoltare in rilassamento, e sarò felice di ricevere le vostre opinioni, richieste e condivisioni… tramite mail info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com o sul sito di Radio Web Sonora.

 

Radio Web Sonora è una radio diffusa su internet, perciò potete ascoltarla in qualunque momento e in qualunque luogo. Potete scaricare le trasmissioni e tenerle nel vostro dispositivo, per ascoltarle ancora e ancora…

 

La prima puntata andrà in onda questa settimana, sarete presto aggiornati su tutto. Vi mando intanto un saluto felice e vi auguro una bella giornata!!

 

Nell’attesa… ecco di seguito un estratto dai Dialoghi… solo per voi.

 

Amati, per noi la gioia è immensa quando ci poniamo in interazione con voi. Per noi, essere con voi è il senso dell’unione, del tutto è uno, dell’insieme che crea se stesso a beneficio del tutto.

Il tutto è uno, già è conosciuta questa verità, eppure ancora esiste la divisione, il senso del separato, la distruzione di ciò che è bene. Amati, non abbiate timore, tutto è disponibile affinché possiate comprendere.

Noi siamo voi, siamo la vostra Essenza, siamo ciò che già sapete e che nel profondo desiderate ricordare, siamo il succo del vostro essere. Noi siamo voi. Quando ci ascoltate, ascoltate la vostra voce profonda. Non prendeteci come dei, come superiori, non inchinatevi a noi, non pregateci, non guardateci dal basso, sentendovi ancora inferiori e arretrati. Amati, noi siamo qui e voi siete qui. Noi siamo voi, siamo dentro di voi, siamo la vostra voce.

Ascoltateci, per ascoltare voi stessi.

 

Con Amore.

J

20.02.2017

ore 10.00

 

:::

 

Grazie!!

A presto,

Rossella

 

Acquamarina

Dopo Dio, l’Essenza

C’è stato un passaggio dal culto della Dea Madre al culto del Dio Padre. Da un estremo all’altro. Si racconta che gli uomini, stanchi del dominio delle donne durante il periodo matriarcale, si siano ribellati, fondando religioni e culti che adorassero un Dio maschile.

Quando erano al comando, le donne consideravano gli uomini buoni solo per i lavori pesanti e per la riproduzione. Quando ci sono gli uomini al comando, essi considerano le donne buone solo per i lavori di casa e per la riproduzione. E per altri giochi divertenti… così come è presumibile facessero le donne quando lo scettro era nelle loro mani.

In poche parole, non è cambiato nulla.

A livello evolutivo, siamo passati dalle braccia della madre alla ricerca del padre. Guardandola dall’alto, in una visione temporale estesa, possiamo vedere come si stia riproducendo il modello del bambino che prima è in fusione con la madre, poi cerca il padre. Ne abbiamo già parlato (cfr articolo “Andare verso il padre”). Questa società fondata su valori maschili è deludente, così le persone stanno tornando verso la madre, verso la terra, cercano conforto nella rinuncia, nella meditazione, nel cibo naturale, nel silenzio. Così come il bambino, deluso dal padre, torna dalla madre.

Questo comportamento di ritorno alla terra, escludendo i valori maschili, rappresenta uno stato infantile, in cui – dopo la delusione – si ritorna nelle braccia della madre sperando di trovare conforto, negando le qualità maschili che hanno portato sofferenza.

In questo modo, si nega una parte di sé.

Non esiste l’esterno in quanto separato dall’individuo. Esiste l’esterno in quanto campo di applicazione delle qualità interiori e specchio di esse.

La tendenza a estremizzare il contatto con la natura, negando le qualità maschili di concentrazione, focalizzazione degli obiettivi, definizione del territorio, contatto con l’esterno, porta l’individuo a oscurare una parte di sé, vivendo a metà. In questo modo, l’individuo sviluppa sintomi e malanni che rappresentano le sue energie compresse.

Uno stato ottimale dell’individuo si raggiunge quando esso integra in sé tutte le sue parti, quando riconosce il padre e la madre come parti di sé, non come individui esterni, e le fa proprie. Il rimbalzo da uno all’altra è naturale, fa parte del processo di crescita ed evoluzione, il bambino ha necessità di compiere questo percorso. Il punto in cui la nostra società si trova incagliata è nell’accanimento alla ricerca di una approvazione da parte dei genitori, considerando la loro opinione indispensabile per proseguire. Il punto in cui le persone sono incagliate è lo stato infantile in cui vivono, senza saperlo.

La persona vive in stato infantile quando non è in contatto con se stessa e cerca l’approvazione altrui prima di compiere un passo, oppure sente di essere salva quando viene approvata dall’esterno. In altre parole, è dipendente.

E’ un aggancio sottile, non sempre identificabile al primo sguardo, specie nei casi in cui la persona mostra molta forza, intraprendenza e attività. Sono proprio quelli che “non devono chiedere niente a nessuno” ad aver escluso una parte di sé dalla loro vita, visto che il contatto con gli altri, la collaborazione e lo scambio sono indispensabili per una vita completa. Perciò, è utile prendersi il tempo e lo spazio per osservare i propri comportamenti chiedendosi con onestà se in qualche modo essi dipendono dall’approvazione ed opinione altrui oppure nascono in modo spontaneo dal proprio essere.

Tengo a ricordare che per genitore non si intende solo quello biologico o che ci ha allevato. Il genitore è un ruolo, non una persona, perciò può essere il capoufficio, la collega, il vicino di casa, l’amica. Chiunque l’individuo ritenga qualcuno da cui dipendere.

 

albero-luce

 

Quando l’individuo riconosce in sé le parti della madre e del padre, quando l’individuo diventa padre di se stesso e madre di se stesso, ecco che può tendere all’Uno, al riconoscimento della propria Essenza.

La madre e il padre sono parti di sé, che collaborano, interagiscono, in quanto componenti di un Tutto più esteso e indefinibile. Nel momento in cui si parla di Dio o di Dea, non si sta parlando dell’Uno, si sta parlando di una parte di sé, che esiste ed è indispensabile, ma non è la Totalità. Può essere utile meditare su queste parti, permettere che emergano, svilupparle e dare loro la forma che rappresenti l’Essenza. L’esclusione di una delle parti allontana l’individuo dal Tutto.

Così, possiamo renderci conto di come la fase evolutiva attuale rappresenti il momento in cui il bambino resta deluso dal padre. Alcuni stanno ancora cercando la sua approvazione e sono coloro che si affannano per raggiungere, per fare, per dimostrare, per scalare le vette del successo. Quelli che l’hanno già fatto, si stanno ritirando tra le braccia della madre, rinunciano ai benefici dell’energia maschile e si rannicchiano nel nido, coltivando il proprio orto lontano dal caos ed evitando di esporsi.

In entrambi i casi non c’è un errore o qualcosa di sbagliato. Non è l’azione in sé a essere buona o cattiva. Ciò su cui porre l’attenzione è l’origine del comportamento, se esso deriva da una ferita, da una identificazione con il bambino, oppure dal profondo sé.

Riconoscendo questo, possiamo comportarci da adulti e integrare la madre e il padre – come tutte le altre parti – dentro di noi, anziché continuare a cercare la loro approvazione, permettendo a queste parti di maturare e orientarci verso l’ascolto dell’Essenza.

L’essere umano ha adorato la Dea (madre), poi ha adorato il Dio (padre). Ora, ha la possibilità di volgere lo sguardo dentro se stesso e riconoscere la Dea e il Dio dentro di sé, integrandoli, mettendoli in comunicazione e dando loro una forma che corrisponda alla propria Essenza, riconoscendo così di essere Uno, appartenente al Tutto.

 

Rossella

19.11.2016

Quando arriva il gatto

C’è un gatto. E c’è un ragazzo. C’è l’amore e c’è il bisogno. C’è la paura, c’è la società che non ti aiuta, ci sono le persone che si mettono a rischio per darti una possibilità. C’è la famiglia con cui non riesci a comunicare. C’è la droga. C’è la solitudine. C’è la disperazione. Ci sono le lacrime, i mal di pancia, ci sono le fusa e le coccole. C’è il cibo che scarseggia, c’è la voglia di rimettersi in piedi. Ci sono i soldi contati e le sterline che volano in spreco. C’è il guardare dall’alto al basso. C’è il volto di chi è onesto. C’è l’amore, ancora. L’amore.

Ci sono i fiati sospesi, c’è il riconoscersi. C’è la semplicità del quotidiano e l’inarrivabile eppure possibile occasione per essere diversi.

C’è un gatto. E c’è un ragazzo. E c’è un mondo intorno che è come una giostra gustosa e spietata. E intanto, c’è ancora il gatto. E c’è ancora il ragazzo. Perché loro intendono esserci e fanno di tutto per restare.

In una città che è fredda, che butta via il cibo piuttosto che donartelo, fatta di persone che ti regalano l’avanzo e di persone che non capiscono. E di persone che prendono tutto di te per farne il meglio, perché vedono quello che altri ignorano. In una città che può essere tutto e niente, dipende da quale strada decidi di percorrere. Perché sta sempre e solo a te scegliere.

In una città c’è un gatto. E c’è un ragazzo. Che vanno in giro assieme.

E vi consiglio di andare a vederli.

Sì.

Andate a vederli.

 

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Rossella

14.11.2016

Tu sei il creatore, non la creazione

Non aspettarti di creare te stessa, di essere davvero te quando lasci che qualcosa emerga. Quella è solo liberazione, pulizia, alleggerimento.

Il vero te accade mentre avviene tutto questo.

Tu non sei la tua creazione, non sei il pittore, non sei il cantante.

Tu sei.

E quello che esce da te è semplicemente liberazione, pulizia, sfogo e scarico di tutto quello che hai assorbito. Tu non sei quello che fai, che produci, che dici, che pensi.

arcobaleno-amore

Tu sei.

Sei. Sei. Tu sei. Nell’essere risiede la tua verità. E l’essere vibra di continuo, si manifesta attraverso quello che fai, che vedi, che pensi. Si manifesta come un’immagine allo specchio. Tu vedi te stesso riflesso nello specchio, ma non puoi vederti in modo diretto. Puoi osservare te stesso all’opera, puoi riconoscerti nei tuoi amici, nella casa in cui abiti, nelle cose che vedi, ma niente di tutto questo sei tu. Tu non sei il tuo corpo, non sei i tuoi vestiti, non sei quello che fai, non sei quello che crei. Non puoi vederti in modo diretto, perché tu sei e puoi solo riconoscere le parti di te grazie a quello che ti sta intorno. Tu sei, è l’essere l’unica verità.

Tu sperimenti, metti te stesso in quello che fai, ma niente di questo sei tu. Tu sei l’origine, ciò da cui tutto nasce. Tu sei la fonte e niente di quello che fai può essere paragonato alla fonte. Ne è solo un riflesso. Perché puoi scegliere che cosa manifestare di te sapendo che nulla di ciò che fai sei tu. Tu sei. E sei tutto. E tu scegli che cosa manifestare di questo tutto. Ogni manifestazione è una parte, solo una parte, del tutto. E non è identificabile con il tutto. Perché la creazione è solo una piccola espressione del creatore.

 

Rossella Schianchi

20.10.2016

 

Donna bambina

Donna, vuoi che il tuo uomo cambi.

Dici che se lui cambiasse, voi sareste più felici.

Tu, saresti più felice.

Forse, non hai considerato che lui ha scelto te partendo da quello che lui è adesso.

Lui ha scelto te per quelle che sono le sue esigenze e le sue caratteristiche ora.

Sei certa che, se lui cambiasse, se fosse diverso, ti sceglierebbe ancora?

E tu, se lui fosse diverso, lo vorresti ancora?

 

Il cambiamento avviene secondo le leggi della natura, della vita, dell’anima.

Il cambiamento non avviene secondo le leggi delle aspettative personali.

 

Questo tu lo sai nel tuo profondo ed è il motivo per cui il cambiamento non avviene.

Perché, se desideri tanto il cambiamento, questo non avviene?

 

Perché hai paura dell’ignoto.

In fondo, lo sai che il cambiamento non è nelle tue mani, sai che è autonomo.

Sai che potrebbe generare situazioni diverse da quelle che ti aspetti.

Diverse da quelle che la tua bambina esige.

Diverse da quelle che la tua bambina chiede per sentirsi al sicuro.

 

donna-bambina

 

Il cambiamento è naturale e l’individuo adulto lo vive con tranquillità.

L’adulto sa che la natura evolve, che l’anima evolve, ed egli segue questo flusso.

L’adulto è consapevole di se stesso e della necessità di cambiare.

 

Il cambiamento è spaventoso per i bambini, che hanno bisogno di certezze.

E quando la bambina prende il sopravvento, fa di tutto perché le cose non cambino.

Perché, buono o cattivo che sia, il genitore è pur sempre il genitore.

E le sicurezze sono pur sempre le sicurezze.

 

Il bambino ha paura dell’ignoto.

L’individuo adulto danza nel cambiamento, nella vita, nel continuo mutare.

E si apre al non sapere.

 

L’individuo adulto è il cambiamento stesso che si mette all’opera.

 

12.10.2016

 

Rossella Schianchi

Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza

info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com

 

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