Concedersi di stare bene

Le hai provate tutte. Massaggi, Yoga, Arte Terapia, Pilates, Costellazioni Familiari, Counseling, Tarocchi, Medicina Cinese, Agopuntura, Psicologo… eppure quel mal di schiena non passa, quel senso di inutilità ti accompagna, la sofferenza sembra essere sempre con te e ti trovi in mezzo ad ogni genere di disagio che si possa malaugurare… Come mai? Le terapie non funzionano? Sei vittima di una congiura cosmica? Sei sfigato a prescindere?

No.

Quello che stai vivendo è il risultato di una profonda convinzione, ovvero quella che tu debba stare male.

Ogni terapia, ogni disciplina umanistica, ogni medicina è valida e può funzionare se nel profondo tu sei davvero intenzionata a stare bene.

Guarda dentro di te con onestà. Ti stai davvero concedendo di stare bene? Sei davvero felice di stare bene? Fai del tuo meglio affinché il benessere sia parte della tua vita?

Oppure quando stai bene in qualche modo ti fai lo sgambetto, saboti i tuoi progetti, ti fai del bene solo in parte, ti senti in colpa nei confronti di chi sta male, rinunci alle cose belle in favore di quelle brutte, orienti i tuoi pensieri verso il peggio…?

Ricordati che stare male è una scelta, così come stare bene.

Chi sceglie di stare male, lo fa per dei motivi, che possono essere il richiamare le attenzioni dei cari o delle unità mediche, il bisogno di rimarcare la propria identità di sacrificio, prendersi una pausa, usare il malessere come scusa per fermarsi… Stare male non è poi una condizione così terribile. Spesso, chi sta male, è contento, perché attraverso il malessere riceve quello che non riesce a concedersi restando in salute.

Perciò prenditi un attimo per te e rifletti… Ti capita di stare male così finalmente hai la scusa per startene a letto? Quando stai male, in qualche modo ti senti al sicuro? La malattia e il disagio ti permettono di evitare sfide che pensi siano troppo grandi per te? La sofferenza rinforza la tua idea di essere umano valoroso e degno di stare al mondo?

Forse sei cresciuta in una famiglia in cui il disagio, la fatica e il sacrificio erano onorati. Siamo figli di una generazione di lavoratori al limite dello stacanovismo, quindi è normale credere che ammazzarsi di fatica, soffrire e privarsi siano buone cose.

Anche queste sono scelte. Ammazzarsi di fatica è una scelta. Lo stai scegliendo perché credi davvero che sia una cosa buona per te? Oppure ti sei raffigurato come uno sgobbone per ricevere l’approvazione dei tuoi genitori e del contesto intorno a te?

Ti vergogni, ti senti in colpa e hai paura di essere escluso quando stai bene? Temi il giudizio altrui quando ti godi le cose belle della vita? Ti giudichi tu stesso, pensando che sei un fannullone, un goloso o esagerato?

 

Bambina-in-altalena

 

Stare bene è una scelta e porta ad una visione di sé piena di possibilità, strade aperte, successi, riconoscimenti e soddisfazioni. Tutto questo richiede una certa forza, la capacità di sostenere il cambiamento da uno stato di sofferenza che riscontra l’approvazione di molti, allo stato di benessere che può essere invidiato, ostacolato e riporta al giudizio che è stato assorbito nell’infanzia.

Stare bene richiede il passare attraverso la paura di essere rifiutati, e quindi restare senza amore, cure e coccole. Stare bene è un grande atto di coraggio.

Ogni scienza, ogni filosofia, ogni medicina esiste per aiutarti ad essere te stesso e manifestare l’Essenza che è in te.

A te, resta solo una cosa da fare: scegliere di stare bene.

 

Rossella

26.10.2017

 

 

http://www.percorsidiconsapevolezza.wordpress.com

Annunci

Obbligati alla felicità

Stai su col morale! Sii felice! Guarda la luce! Sorridi! Illuminati! Vai vanti con coraggio! Esterna la tua gioia! Ama te stesso! Sii in pace con il mondo!

… e l’ombra? La parte oscura? I mostri interiori? Le forze nascoste? La tristezza? La paura? Lo sconforto?…

Quanto spazio c’è, in questo mondo sempre pronto alla prestazione, per tutti quegli aspetti che albergano nella nostra palude interiore?

 

Sorriso finto

 

Ancora una volta, la visione solare, maschile, fallocentrica, ha preso il sopravvento. Anche nella spiritualità, si guarda solo alla luce e ci si dimentica di tutti quegli aspetti che possono essere sì difficili, ma che allo stesso tempo compongono una parte fondamentale dell’essere.

Ci sono emozioni, sentimenti, stati d’animo considerati meno nobili della felicità… eppure sono essenziali per un’esistenza completa. Un individuo è davvero tale quando ha accolto tutte le parti di sé, quando sa che in lui esistono rabbia, tristezza, sconforto, paura, dubbio e vacillamento… un individuo è davvero forte quando ha riconosciuto le proprie radici, che sono composte anche di quegli stati d’animo che pongono un freno, che chiedono riposo, paura, riflessione, ascolto.

L’aspetto sensibile, femminile, intuitivo è spesso rinnegato in favore dell’azione, della fretta, della conclusione, del risultato, dell’ottenimento, dell’arrivo. Il viaggio viene spesso dimenticato. L’ansia da prestazione prende il sopravvento e ci si identifica con il corridore che deve arrivare “primo e meglio” pena l’esclusione dal gruppo, dal clan, dalla vita.

La luce esiste grazie all’ombra. E viceversa. Esse sono Uno.

Osservando intorno, si possono notare i colori, le forme… tutto esiste grazie ad un gioco di luce ed ombra.

 

Sorriso finto tristezza

 

Esistono la gioia, la forza, la voglia di andare, di costruire, di produrre, di manifestare… allo stesso tempo esistono il bisogno di dormire, di pensare, di sentire, di restare quieti… esiste la tristezza, esiste la rabbia, esiste l’odio come esiste l’amore… Essere completi significa essere integri, ovvero essere composti da tutte le parti.

Perciò, ben vengano i pensieri positivi, il coraggio, la voglia di fare, di esserci, di manifestare… ben venga un cuore felice e palpitante… allo stesso tempo che ci siano braccia aperte per le lacrime, il ringhio, la scontrosità, la chiusura e tutte quelle parti che riflettono i nostri limiti.

Perché noi abbiamo confini, siamo entrati in questa dimensione per sperimentare l’immenso in una forma concreta, delineata e tangibile. Tracciare una linea ci permette di dare forma a quello che sentiamo.

 

Grazie.

 

Rossella Schianchi

30.08.2017

Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza

www.percorsidiconsapevolezza.wordpress.com

 

Fiore fucsia

 

Intervista

 

Intervista a
Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza
in occasione del Festival Byt

Conferenza
Oltre l’apparenza
Vedere se stessi in quello che accade
Sabato 24 Giugno 2017
Ore 16.30

Tutta la conferenza stampa su
http://www.kyotv.it

Visita il blog
http://www.percorsidiconsapevolezza.wordpress.com

Qual è il tuo segreto?

Tutti nascondiamo qualcosa di noi stessi. Da piccole bugie a scheletri nell’armadio, chi non ha mai celato una parte di sé? Chi non ha mai fatto finta di non vedere? E tu, cosa stai nascondendo ora? Qual è la parte di te che non esponi, che tieni nel cassetto, che vivi solo nel mondo intimo della tua immaginazione?

Quello che stai nascondendo resta nell’ombra.

Ecco come si formano i tuoi malesseri, quelli che chiami disagi, malanni, problemi, sintomi, grattacapi. Nascono tutti da lì: dalla parte di te che tieni nascosta. Quello che si muove alla luce del sole è libero, rimane fluido e in totale apertura verso quello che c’è. Ma l’ombra… la parte nascosta… quella trattenuta, velata, talmente protetta da non poter quasi respirare… quella parte… come sta quella parte?

Come sta quella tua verità che hai paura di mostrare?

Quella parte vive in conflitto, sta male, si oppone, scalpita, si manifesta con i pesi, i disagi, i sintomi, le malattie, i problemi. Diventa un mostro perché non vede mai la luce, non riceve amore, è privata delle cure, non si sente dire complimenti e non è spronata a crescere. Chiunque diventerebbe un mostro sofferente in queste condizioni.

Così, qual è la parte di te che nascondi?

Di cosa stai privando il mondo?

Quella tua parte è una benedizione, una meraviglia, un fiore che desidera sbocciare… perché non permetti al mondo di vederlo, di ammirarlo, di ripagarlo, di nutrirsi della sua bellezza?

Può darsi che tu sia stata ferita. Può darsi che tu abbia già provato a mostrare quella parte nel tuo modo unico e speciale. Può darsi che la persona a cui l’hai mostrata non sia stata in grado di apprezzarla. E così non l’hai fatto più. L’hai nascosta e rinchiusa nel posto più oscuro di te.

Ma sai… ci sono tante persone nel mondo… non tutte vedono le cose allo stesso modo, non tutte apprezzano le stesse cose, non tutte possono accogliere con gioia quello che tu offri loro. Ci sono tante persone nel mondo. Tante persone che attendono il tuo dono e che ne hanno bisogno.

La prima di queste persone sei tu.

Puoi iniziare a vedere quella tua parte. Inizia a riconoscerla, ad apprezzarla tu stessa. Inizia a goderne nel tuo intimo. Inizia ad immaginare di poter vivere quella parte in totale libertà. Inizia a sentire che quella parte è bella nel suo essere vera, così com’è. Immagina che ci siano persone che sanno apprezzarla in modo puro. Vedi te stessa mentre lasci fiorire quella parte e sei presente a te stessa, nel pieno delle tue forze e della tua consapevolezza.

Sentiti grande, adulta, tranquilla, solida. Senti che sei presente a te stessa, che la tua parte fluisce con spontaneità, che è un’onda che in modo naturale nasce da te e si diffonde nel mondo. Il mondo è felice e ne è nutrito.

Tutti abbiamo delle parti nascoste, che compongono la nostra ombra. Tutti abbiamo bisogno di vedere persone coraggiose e amorevoli che mostrano se stesse in tranquillità, in fiducia. Tutti abbiamo dei segreti che vorremmo condividere…

 

E tu… qual è il tuo segreto?

 

Sinistra

Rossella e la Visione Simbolica

CHI SONO

Rossella Schianchi

Simbologa, Tarologa, Medium, accompagnatrice nel percorso di ricerca del sé

Nata a Milano, ho viaggiato in Italia ed Europa, approdando nella quieta ed artistica Faenza. Continuo a viaggiare per piacere e per lavoro, mentre i simboli e la vita in quanto rappresentazione dell’io mi accompagnano nella scoperta di ciò sentiamo nel profondo. Il mio intento è liberare l’essere in una fluida espressione di ciò che è vero ed essenziale.

COSA POSSO FARE PER TE

Quello che posso fare per te è interpretare la tua realtà in modo da scoprire le origini delle situazioni che vivi, i motivi che ti hanno spinto a creare la tua vita così com’è ora e così sciogliere i nodi che impediscono il libero fluire della tua naturale essenza.

Quando comprendi quali sono le convinzioni che ti hanno portato a costruire una vita difficile, che ti stanca e ti svuota, puoi fare spazio alle cose in cui credi e realizzare a pieno il tuo vero essere.

QUAL È IL METODO

Il metodo è caratterizzato dalla Visione Simbolica e si basa sul presupposto secondo cui quello che la persona vive è una proiezione di quello che essa ha dentro di sé. Questa proiezione accade per permettere alla persona di riconoscere se stessa, come in uno specchio.

La persona è creatrice della propria realtà e questa presa di coscienza le permette di osservarsi e risvegliarsi dagli automatismi che la portano a ripetere situazioni distruttive, in modo da utilizzare la sua energia per creare la vita che sente nel profondo.

QUALI STRUMENTI UTILIZZO

L’ascolto è la base del mio approccio. Le parole che usi, gli atteggiamenti, il modo in cui parli e ti muovi, sono tutti simboli che mi raccontano di te. Io sono un canale, perciò ascoltare il tuo essere in tutte le sue manifestazioni è essenziale per comprendere il meccanismo che si muove in te.

Utilizzo la mia sensibilità e le mie conoscenze per accompagnarti nel tuo percorso di evoluzione. In questa ricerca, possono essermi di aiuto anche Tarocchi, Numerologia e Cabala. Sono medium, perciò posso canalizzare per te le entità di supporto al tuo percorso di crescita interiore.

DOVE MI PUOI TROVARE

Ricevo a Faenza e in altre città quando vengono organizzati degli incontri. Perciò puoi organizzare un incontro nella tua città, se hai piacere, oppure venire a trovarmi, frequentare uno dei miei corsi o seminari, oppure consultarmi via internet.

COME CONTATTARMI

Puoi scrivermi a info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com, su Skype al nome Rossella Schianchi Percorsi di Consapevolezza, oppure sulla Pagina Facebook Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza. Da lì decideremo come e quando sentirci per una eventuale consulenza o altro.

Puoi nel frattempo consultare il blog percorsidiconsapevolezza.wordpress.com, il canale YouTube Percorsi di Consapevolezza e ascoltare le trasmissioni radiofoniche che conduco su Radio Web Sonora: Percorsi di Consapevolezza e Dialoghi con l’Essenza, contatti medianici per la ricerca interiore.

Grazie e buona vita.

Rossella

LOGO

Tu sei il creatore, non la creazione

Non aspettarti di creare te stessa, di essere davvero te quando lasci che qualcosa emerga. Quella è solo liberazione, pulizia, alleggerimento.

Il vero te accade mentre avviene tutto questo.

Tu non sei la tua creazione, non sei il pittore, non sei il cantante.

Tu sei.

E quello che esce da te è semplicemente liberazione, pulizia, sfogo e scarico di tutto quello che hai assorbito. Tu non sei quello che fai, che produci, che dici, che pensi.

arcobaleno-amore

Tu sei.

Sei. Sei. Tu sei. Nell’essere risiede la tua verità. E l’essere vibra di continuo, si manifesta attraverso quello che fai, che vedi, che pensi. Si manifesta come un’immagine allo specchio. Tu vedi te stesso riflesso nello specchio, ma non puoi vederti in modo diretto. Puoi osservare te stesso all’opera, puoi riconoscerti nei tuoi amici, nella casa in cui abiti, nelle cose che vedi, ma niente di tutto questo sei tu. Tu non sei il tuo corpo, non sei i tuoi vestiti, non sei quello che fai, non sei quello che crei. Non puoi vederti in modo diretto, perché tu sei e puoi solo riconoscere le parti di te grazie a quello che ti sta intorno. Tu sei, è l’essere l’unica verità.

Tu sperimenti, metti te stesso in quello che fai, ma niente di questo sei tu. Tu sei l’origine, ciò da cui tutto nasce. Tu sei la fonte e niente di quello che fai può essere paragonato alla fonte. Ne è solo un riflesso. Perché puoi scegliere che cosa manifestare di te sapendo che nulla di ciò che fai sei tu. Tu sei. E sei tutto. E tu scegli che cosa manifestare di questo tutto. Ogni manifestazione è una parte, solo una parte, del tutto. E non è identificabile con il tutto. Perché la creazione è solo una piccola espressione del creatore.

 

Rossella Schianchi

20.10.2016

 

FEMMINILE E MASCHILE INTERIORE – L’ARMONIA DELLA CREAZIONE

FEMMINILE E MASCHILE INTERIORE
L’ARMONIA DELLA CREAZIONE
 
Femminile è l’ascolto
Maschile è l’azione
L’azione ispirata dà vita alla creazione.
Quando femminile e maschile sono in armonia
si manifesta la speciale ed unica individualità
che ci permette di vivere pienamente e realizzare ciò che siamo.
 
Consideriamo l’aspetto femminile e maschile
all’interno di noi e nel contesto collettivo e simbolico
per riconoscerne l’influenza nella nostra vita
ed aprire lo sguardo su come queste due parti
possono collaborare per generare la magnificenza
che è in ognuno di noi e che si esprime nelle grandi imprese
come nei semplici movimenti di ogni giorno
 
Femminile e Maschile
Femminile e Maschile insieme
permettono il costante nutrimento
e l’espressione naturale della persona
 
Ne parliamo a casa di Debora
Giovedì 28 Luglio dalle ore 20
in una serata interattiva con Rossella Schianchi
 
dove i partecipanti sono invitati a stimolare approfondimenti,
porre domande ed essere parte integrante della ricerca.
 
Ingresso a quota libera consapevole
Vestiti comodi
 
Per informazioni e prenotazioni: 327-2128603 Debora
 
°
INVITIAMO A LEGGERE L’ARTICOLO
Madre e Padre – Unire
 
° ° °
 
Visita la Pagina
e il blog
 
° ° °
 
Visita la Pagina
Debora Perini Naturopata – Prendersi cura di Sè naturalmente
 
° ° °

La tua Radice

non ti serve una identificazione,
perché hai la tua radice
e quella è la tua stabilità,
lì sei tu.
quella è la tua fonte,
la tua anima rigenerante.
quella è la tua base.

quello che accade dopo è l’espressione
e può andare in molte direzioni.

J
12.7.16
Rossella

 

Radici Donna

Vegano-nonvegano… Te Stesso

Questo è il mio commento ad una discussione sul vegano-nonvegano, a cui sono stata invitata a partecipare.

°

Il mio parere non è vegano. Il mio parere è comprensivo di tutta quella che sono.

Dividere per settori e catalogare è un modo per poter additare chi crediamo essere di una sezione sbagliata e così sentirci al sicuro nella nostra categoria, che difendiamo. Quando io so di essere nel giusto e considero qualcuno nello sbagliato, mi sono salvata dai pericoli, sono dal lato dei buoni. E il paradiso è garantito.

Quando riconosco la mia scelta come mia ed unica responsabilità e lascio liberi gli altri di scegliere, sono in una visione globale in cui non esistono il bene o il male. Esiste la libertà di espressione.

La questione alimentare tocca corde sensibili. Si tratta di cibo, anzitutto una fonte di sostentamento, su cui le persone proiettano molto di loro stesse: gli affetti, i ricordi, le ideologie, le paure.
Se manca cibo in tavola, non è solo la fame a farsi sentire. Intervengono la paura di morire, la sensazione di isolamento, la tristezza, il ricordo dei bei tempi andati, …

Così, alla base di una scelta alimentare c’è un significato simbolico che rappresenta una scelta interiore che va oltre l’etica, la morale o la scienza. Le allergie e le intolleranze lo dimostrano in modo chiaro. Si è allergici a quello che il cibo rappresenta, non al componente.

Questo vale per tutte le scelte e per tutti gli atteggiamenti della vita. Ogni scelta ha un significato simbolico ed appoggiarsi alla spiegazione scientifica, etica, morale, è un modo per mettere nella ragione ciò che invece è dell’interiorità.

Quando qualcuno difende strenuamente gli animali degli allevamenti, quando si accanisce contro gli allevatori, sta difendendo una parte di sé, sta proiettando sull’animale una parte di sé che si è sentita trattata male. Sta attivando il gioco di vittima e carnefice.

Accade lo stesso con i bambini. Sui bambini vengono proiettate le proprie emozioni. Così, il genitore cresce il bimbo mettendo se stesso. Quando un genitore tratta il figlio come un laboratorio asettico oppure come un barile in cui scaricare tutto il cibo possibile, sta proiettando delle sue paure, delle sue emozioni.

Il figlio è condizionato dalle scelte dei genitori finché non è adulto e su ciò c’è da mettersi l’anima in pace. Anche quando si trattano i bambini come povere creature indifese, sbandierando ideologie che possono dar loro il meglio, si sta proiettando la propria parte indifesa, il proprio sentirsi vittime, su di loro. Renderli liberi ed autonomi è il grande compito del genitore.

Il mio punto di vista sta nel riconoscere cosa c’è dietro un’affermazione senza attaccarmi all’affermazione stessa.

Hanno ragione i vegani a dire che il corpo umano non è strutturato per digerire la carne e i latticini. Hanno ragione i carnivori a dire che una bistecca non ha mai ucciso nessuno. Appunto, si tratta di ragione. Ma quali sono i motivi che spingono a una certa scelta?

Qui si sta cercando una linea guida che vada bene per tutti. E perché? Perché così siamo tutti buoni e bravi e salvi? Non esiste una linea guida per tutti. E non esistono i buoni o i cattivi. Siamo tutti diversi. Ognuno ha la sua storia, le sue emozioni e le sue necessità.

Vallo a dire a un eschimese che non può mangiare il pesce… vallo a dire a un indigeno australiano che deve mangiare anche un po’ di carne… Ognuno di noi è diverso.

Che l’articolo sia fuorviante l’hanno già detto ed è chiaro. I media tirano acqua al mulino di chi paga. Il punto sta nella scelta individuale consapevole, che nasce dall’aver ascoltato se stessi. Quando la scelta giunge da dentro di me, non ho bisogno di dare spiegazioni. Quando la scelta nasce da una regola a cui mi sto affidando, allora ti spiegherò tutto nei dettagli.

Siamo così abituati a dare ascolto ad altri, a farci dire cosa dobbiamo fare, a dividere il bene dal male, che anche quando cerchiamo sinceramente di farci del bene, cerchiamo una nuova regola a cui affidarci, mentre il grande immenso timoniere saggio e amorevole è dentro di noi. E non siamo abituati ad ascoltarlo.

Tutti cerchiamo di stare bene, è il fine ultimo della vita. Il benessere. E ognuno lo fa a modo proprio. Il nonno di 110 anni morto felice con una vita di sigarette o il vegano morto felice con una vita di carote. Qual è la differenza? Ognuno ha la sua storia e non può esserci una regola per tutti, perché siamo vivi, non siamo macchine.

Ci sono diverse paure: quella della contaminazione, dell’invasione… ce ne sono tante. Ognuno ha le proprie che nascono dall’esperienza. E’ quello il punto. Quando guardi dentro te stesso, quando ti interessa uscire dalle regole imposte e muoverti nella tua naturalezza, riconosci che non esistono il bene e il male, esiste quello che ti piace, quello che scegli, quello che vuoi portare al mondo. Ed è un modo pacifico.

Il contenzioso, come dicevi tu, nasce perché ci si accanisce, perché si vuole avere ragione, perché si ritiene che qualcuno sbagli e si vuole fargli cambiare idea per portarlo dalla propria parte. Perché non è possibile concepire il diverso, per una mente che divide.

Nella vita c’è tutto e la natura lo insegna. Quando ascolti il cuore, sai che esiste tutto e tutto ha libertà di esistere. Definisci i tuoi confini e sai fin dove arrivi tu e fin dove puoi accogliere, sai cosa rifiutare e sai cosa favorire. E’ un moto pacifico. Riconosci la diversità. Riconosci il tutto.

Quando ascolti te stesso, hai trovato la pace. E pace sei. E pace porti.

Grazie.

Rossella

 

Albero e Luce

Madre e Padre – Unire

E’ un periodo, questo, in cui si vuol sentir parlare di obiettivi, di spiritualità, di cose da raggiungere, di cosmo… non si vuol sentir parlare di radici, di terra, di profondità, di essenza, di responsabilità. Si vuole andare verso il cosmo e non si vuole andare dentro se stessi. Si esercita una forza maschile e si ignora quella femminile.

Siamo stati così tanto tempo senza gli uomini, che andavano in guerra, al lavoro, nei campi, in sacerdozio, all’estero… abbiamo fatto il pieno delle donne, delle madri, delle zie, delle nonne, delle suore, sempre presenti, a fare tutto, a chiederci di sostituire chi mancava… abbiamo fatto il pieno delle donne e ci mancano gli uomini.

Mancano alle donne come agli uomini. La figura maschile è mancata e la stiamo cercando da molti anni. Stiamo andando sulla luna, esploriamo il cielo, l’universo, spacchiamo gli atomi, rincorriamo obiettivi, attendiamo un voto, un responso, uno sprono, una gratificazione, cerchiamo qualcuno che ci dia una direzione, chiediamo agli altri che cosa dobbiamo fare. Cerchiamo il padre.

Nel frattempo sfruttiamo la terra, vediamo la materia con brama, pretendiamo che ci venga dato, la terra ci pesa, il denaro ci pesa, le cose materiali ci pesano e siamo così frustrati nella ricerca continua del fare, nello sfinirci verso la spasmodica corsa verso il padre, da stancarci al punto da non vedere lo squilibrio e da chiedere alla madre, alle cose, alla materia, di nutrirci, compensare e sostenerci.

La madre è la terra. Il padre è il cielo. Tutto quello che va verso l’altro corrisponde al padre, tutto quello che va verso il basso corrisponde alla madre.

Da tempo ormai non vogliamo sentir parlare di basso se non in maniera bieca. Tutto quello che è basso è svilente, tutto quello che corrisponde alla terra, alla stabilità, alle radici, all’oscuro – ovvero alla madre – lo troviamo noioso e di poco valore. Allo stesso tempo lo pretendiamo. Mentre tessiamo lodi per il pensiero, le scoperte, gli obiettivi raggiunti, il fare, l’azione – ovvero il padre – stressandoci per raggiungere qualcosa che non sappiamo nemmeno descrivere. Perché manca la radice, perché il movimento parte da una fuga e
non da una stabilità.

Il movimento è maschile e senza la sua radice femminile diventa puro stress.

Ci hanno abituato a vedere le donne come scontate e come meri dispensatori di cibo e sostegno. E così le trattiamo. Allo stesso tempo abbiamo visto gli uomini come conquistatori del mondo. E così li trattiamo.
Vogliamo soldi, ma senza la spiritualità. Oppure tendiamo alla spiritualità negando i soldi. Vediamo sempre uno senza l’altra. Perché?

Perché non abbiamo visto un’armonia tra madre e padre, non abbiamo visto gli uomini e le donne unirsi per collaborare e creare qualcosa insieme.

Abbiamo visto gli uomini andare via da casa per fare la guerra, per andare al lavoro, per inseguire i loro obiettivi. E abbiamo visto le donne fare le manifestazioni, andare contro gli uomini, voler diventare come gli uomini. Abbiamo visto le donne dimenticarsi di accudire la vita. Le abbiamo viste a casa, dimenticandosi di loro stesse.

Non abbiamo visto fiorire le donne. E non abbiamo visto fiorire gli uomini. Abbiamo visto le une contro gli altri. Non abbiamo visto la collaborazione, perciò non sappiamo che esiste e che la possiamo esercitare partendo da dentro noi stessi. Non sappiamo che lo spirito e la materia danzano insieme, non sappiamo che il femminile e il maschile dentro di noi esistono affinché l’energia si muova da una verso l’altro in una continua onda di vita e creazione…

Tutto questo non l’abbiamo visto. L’abbiamo letto, certamente l’abbiamo letto e l’abbiamo sentito dire da molti maestri. Ma non l’abbiamo VISTO.

Noi siamo esseri emulatori. Facciamo quello che vediamo.
Ripetiamo l’esempio di chi è intorno a noi.

Abbiamo visto maestri spirituali senza una compagna. Abbiamo visto donne scienziate e donne medico e donne simbologhe girare il mondo per diffondere le loro scoperte, senza un compagno.

Non abbiamo visto gli uomini e le donne collaborare.

Non li abbiamo visti. E non sappiamo che è possibile.

Vediamo grandi obiettivi raggiunti e vediamo la terra soffrire.

Vediamo involucri di plastica dimenticati sull’erba in nome di un commercio e una de-responsabilizzazione degli individui, in cui “tanto ci pensa qualcun altro”, “a me cosa me ne frega”, “ho altro da fare, non posso pensare a queste cose”. Vediamo un affannoso muoversi alla ricerca di qualcosa, dimenticandosi di cercare se stessi. Vediamo una grandissima rabbia nei confronti della terra – della figura madre – che è stata troppo presente, che viene data per scontata, che non abbiamo imparato ad accudire, da cui pretendiamo e a cui non diamo valore. E allo stesso tempo vediamo l’elogio dell’uomo, dell’irraggiungibile, della missione, della medaglia al valore, del nuovo, del super tecnologico, del fittizio, del fallico, della legge del più forte.

Vediamo uno squilibrio. E lo squilibrio esercitiamo.

Ma stiamo male. E questo è un dono, un immenso segnale per ritrovare l’armonia.

Questa è la salvezza. Unire.

E parte da dentro.

Non l’abbiamo visto fare, se non da pochi. Perciò l’esempio è dato da pochi. Così, possiamo iniziare noi.

Ognuno di noi può iniziare.

Ad ascoltarsi, a dare spazio all’aspetto femminile, a sentire qual è la sua via. E così percorrerla. Senza negare la partenza puntando all’obiettivo. Sapendo che tutto è uno. Che la partenza è l’obiettivo, che uno non esiste senza l’altra. L’obiettivo esiste quando esiste la partenza, altrimenti è puro vagare.

Quando il femminile e il maschile collaborano, viene data vita alla creazione.

Quando maschile e femminile sono insieme, la materia ha un grande valore spirituale e lo spirito si manifesta nella materia. Esse sono INSIEME.

Quando si parte dalle radici, si può andare verso il cielo mantenendo solida la connessione con se stessi e realizzando la propria verità, senza farsi confondere da tutte le arie che tirano…

Questo è possibile mettendo insieme, unendo.

Nessuno vince.

Tutti collaborano, per la vita di tutti.

 

Rossella Schianchi

7.7.2016

 

Femminile e Maschile