Il mese che verrà… Luglio 2017

Luglio è il mese numero 7, Tarocco VII – Il Carro.
 
Il Carro rappresenta il viaggio, interiore ed esteriore. Qualunque viaggio esterno rappresenta un viaggio interiore e qualunque viaggio interiore agisce nell’esterno.
Il Tarocco VII porta al suo interno il XVI – La Torre (16 → 1+6=7).
XVI - La Torre
Ogni viaggio è una distruzione di vecchi schemi costrittivi e apre una nuova visione.
Perciò, che siate in partenza per una vacanza, che stiate pensando di cambiare casa, di modificare il vostro lavoro o spostarvi in qualunque settore della vostra vita, il numero VII vi aiuta in questo passaggio. Il Carro è trainato da quattro animali che si sono scambiati le teste e i corpi in segno di collaborazione. Così, l’invito è di usare tutte le vostre migliori energie per questo movimento, che rappresenta una nuova via sia interiore che esteriore.
 
La domanda è: cosa metti in valigia? Cosa porti con te? Quali sono le doti che ti saranno utili nel nuovo posto in cui stai andando? Qual è la forza dominante che ti permette di stare nel tuo centro?
 
Il mese 7 di quest’anno si inserisce in un anno 10.
2017 → 2+0+1+7=10.
Tarocco X – La Ruota, il cambiamento.
L’abbiamo visto in questo video
 
Perciò questo mese di Luglio, numero 7, dentro a quest’anno 10, diventa 17 (10+7), Tarocco XVII – La Stella, che porta al suo interno VIII – L’Equilibrio (17 → 1+7=8).
La Stella rappresenta la fluidità del seguire la propria via, l’essere canali di energia, ponti tra due sponde, e al suo interno L’Equilibrio ricorda di restare al centro, di non prendere nessuna parte, non farsi carico di cose esterne, e restare leggeri e flessibili.
Considerando tutti questi aspetti, vediamo che…
 
 
QUESTO LUGLIO 2017 CI DICE DI…
 
intraprendere il nostro viaggio interiore ed esteriore valutando, scegliendo e chiamando a raccolta le doti ideali per incamminarci verso la nostra strada, seguendo l’intuito, i desideri e facendoci canali delle immense risorse disponibili dentro di noi e nell’universo.
 
Facciamo attenzione alle opinioni e alle esigenze altrui, perché possono distrarci, appesantire il nostro bagaglio e renderci fragili e stanchi, in un momento in cui è necessario invece essere pieni e ricchi della propria forza.
 
Il viaggio rompe gli schemi, toglie da una situazione per portare verso un’altra, distrugge le convinzioni e crea lo spazio per una visione più chiara ed estesa.
 
Sentirsi tramiti per questo passaggio, conservando uno stato d’animo quieto, pacifico e allo stesso tempo entusiasta ed aggressivo, aiuta ad entrare in modo fluido nella nuova vi(t)a.
 
Questo Luglio 2017 è il tempo giusto, quindi, per mettersi in moto.
 
Buon viaggio!
 
Rossella
 
Rossella e VII
 
 
 
Fiore fucsia
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Intervista

 

Intervista a
Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza
in occasione del Festival Byt

Conferenza
Oltre l’apparenza
Vedere se stessi in quello che accade
Sabato 24 Giugno 2017
Ore 16.30

Tutta la conferenza stampa su
http://www.kyotv.it

Visita il blog
http://www.percorsidiconsapevolezza.wordpress.com

Il mese che verrà… Giugno 2017

Questo Giugno ci accompagna nell’esplorazione di noi stessi e nel riconoscere chi siamo osservando la realtà circostante. Da questo punto di osservazione, è possibile aprire una nuova visione e partire verso il proprio viaggio alla scoperta di sé. Un viaggio sia interiore che esteriore, perché la scoperta di una parte interiore porta verso la realizzazione della stessa nella realtà esteriore.

 

Come avviene tutto questo?

 

Giugno è il mese numero 6, Tarocco VI Amanti.

Le due figure si guardano. Indossano maschere, sono una il riflesso dell’altra. Si tengono per mano e tutto nella carta parla di collaborazione, di unione, di inizio di un viaggio insieme. È l’unione delle parti, il maschile e il femminile, il bianco e il nero, il fuoco e l’acqua, con un intento di evoluzione (l’unione è benedetta dall’Eremita – il maestro interiore, il ricercatore).

 

VI

Come si inserisce questo Giugno 6 – VI nell’anno 2017?

2017 + 6 = 2023

2 + 0 + 2 + 3 = 7

 

 

7 – VII Il Carro

Il viaggio dell’eroe. Il cavaliere parte alla ricerca del Graal, ovvero della sua verità interiore. Parte insieme alla sua forza e a tutte le sue risorse che collaborano per scoprire l’essenza. Un viaggio che parte dal centro per arrivare al centro.

 

VI e VII sono consequenziali. Così, questo Giugno 2017 ci accompagna in un passaggio delicato, in cui incontriamo gli altri come specchi di noi e grazie ad essi possiamo iniziare un sincero viaggio verso la scoperta del nostro io profondo.

 

Giugno 2017.

Osservare gli altri come riflesso di se stessi, prendere per mano le parti di sé che di solito vengono nascoste e iniziare un viaggio insieme ad esse, muovendosi dentro e fuori, in armonia con la propria verità interiore.

 

Buon viaggio!!

Rossella

Fiore fucsia

Vanità, il mio peccato preferito!

Così dice il diavolo e così lui si diverte a farci cadere nella trappola, come ingenui Narcisi che ogni volta cedono al proprio fascino e crollano per l’ingordigia, frantumando la propria immagine e… affogando. E se questa è mitologia, cari ragazzi, il narcisismo e la vanità sono realtà di tutti i giorni. Ma non sono confinate nella vicina di casa che esce in minigonna, nel collega che si fa bello con la segretaria del capo, o nella coinquilina che occupa il bagno per mezza giornata. No, cari. La vanità è pecca di ognuno di noi, anche i più inciabattati. E su questo smodato bisogno di ricevere complimenti, lusinghe, attenzioni, conferme al proprio valore, ruota tutto il mercato mondiale. Già. Presi in trappola dalle nostre stesse debolezze.

 

Ora, chissenefrega se la più famosa marca di bibite cerca di venderci il suo ultimo ritrovato in fatto di bollicine che ti stimolano anche quello che non si può dire… non è questo il punto. Ognuno fa il proprio gioco. Il punto, fondamentale, vitale, ornamentale… visto che parliamo di vanità… è che passiamo spesso il nostro tempo cercando palliativi alla nostra insicurezza personale. Eh… su su… prendiamo tutti un bel respiro…

 

Quante volte ti è capitato di prendere in mano il telefono pensando: “Vediamo se qualcuno mi ha scritto…”, “Vediamo se qualcuno ha commentato…”, “Vediamo in quanti hanno visto la mia foto…”… molte volte, vero? Sì. Questa è vanità. Ovvero la ricerca di situazioni, oggetti, cose varie che rinforzino l’idea del proprio essere belli, bravi, capaci, intelligenti, amati, voluti, eccetera eccetera eccetera…

 

Oh! In questo momento, scoccano le ore 15.15…

… guarda un po’…

… parli del Diavolo…

XV - Il Diavolo

 

“Vanità, il mio peccato preferito!” è l’eccezionale battuta che Al Pacino sfodera alla fine del film “L’Avvocato del Diavolo”, fissando con la cera lacca quella ruota di agghiaccianti e allo stesso tempo bollenti situazioni, scelte, relazioni e compromessi che conducono all’esasperazione, alla morte del cuore, alla distruzione dell’essere, alla perdita dei propri valori personali… tutto per sentirsi dire: “Bravo!” e quindi colmare quella voragine emotiva che è la carenza affettiva.

 

Al Pacino Taglio

 

Ora, se Narciso è mitologia e Al Pacino è cinematografia… la vanità e la voragine emotiva restano sempre cose di tutti i giorni. Sulla guarigione del vuoto emotivo rimando ad altri momenti… per oggi mi basta far soffermare la vostra attenzione su quanto quello che fate sia frutto della vostra gioiosa e amorevole verità interiore e quanto invece nasca per colmare un senso di vuoto che fa molto molto male. Siamo qui per trasformarci, quindi state tranquilli… tutto si risolve… iniziamo dal primo passo, ovvero fare attenzione a quello che succede davvero dentro di noi. Poi da lì, si compie tutto il resto…

 

Siate fiduciosi, l’Angelo della Guarigione è sempre dentro di noi… però… anche Lucifero era un Angelo… mmmh… e così scopriamo che anche il Diavolo è dentro di noi!! ODDIIIIIIOOO!!!!

 

… ma magari del Diavolo parliamo un’altra volta…

 

Andate in pace.

 

Amen.

 

Rossella

 

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Rossella e la Visione Simbolica

CHI SONO

Rossella Schianchi

Simbologa, Tarologa, Medium, accompagnatrice nel percorso di ricerca del sé

Nata a Milano, ho viaggiato in Italia ed Europa, approdando nella quieta ed artistica Faenza. Continuo a viaggiare per piacere e per lavoro, mentre i simboli e la vita in quanto rappresentazione dell’io mi accompagnano nella scoperta di ciò sentiamo nel profondo. Il mio intento è liberare l’essere in una fluida espressione di ciò che è vero ed essenziale.

COSA POSSO FARE PER TE

Quello che posso fare per te è interpretare la tua realtà in modo da scoprire le origini delle situazioni che vivi, i motivi che ti hanno spinto a creare la tua vita così com’è ora e così sciogliere i nodi che impediscono il libero fluire della tua naturale essenza.

Quando comprendi quali sono le convinzioni che ti hanno portato a costruire una vita difficile, che ti stanca e ti svuota, puoi fare spazio alle cose in cui credi e realizzare a pieno il tuo vero essere.

QUAL È IL METODO

Il metodo è caratterizzato dalla Visione Simbolica e si basa sul presupposto secondo cui quello che la persona vive è una proiezione di quello che essa ha dentro di sé. Questa proiezione accade per permettere alla persona di riconoscere se stessa, come in uno specchio.

La persona è creatrice della propria realtà e questa presa di coscienza le permette di osservarsi e risvegliarsi dagli automatismi che la portano a ripetere situazioni distruttive, in modo da utilizzare la sua energia per creare la vita che sente nel profondo.

QUALI STRUMENTI UTILIZZO

L’ascolto è la base del mio approccio. Le parole che usi, gli atteggiamenti, il modo in cui parli e ti muovi, sono tutti simboli che mi raccontano di te. Io sono un canale, perciò ascoltare il tuo essere in tutte le sue manifestazioni è essenziale per comprendere il meccanismo che si muove in te.

Utilizzo la mia sensibilità e le mie conoscenze per accompagnarti nel tuo percorso di evoluzione. In questa ricerca, possono essermi di aiuto anche Tarocchi, Numerologia e Cabala. Sono medium, perciò posso canalizzare per te le entità di supporto al tuo percorso di crescita interiore.

DOVE MI PUOI TROVARE

Ricevo a Faenza e in altre città quando vengono organizzati degli incontri. Perciò puoi organizzare un incontro nella tua città, se hai piacere, oppure venire a trovarmi, frequentare uno dei miei corsi o seminari, oppure consultarmi via internet.

COME CONTATTARMI

Puoi scrivermi a info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com, su Skype al nome Rossella Schianchi Percorsi di Consapevolezza, oppure sulla Pagina Facebook Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza. Da lì decideremo come e quando sentirci per una eventuale consulenza o altro.

Puoi nel frattempo consultare il blog percorsidiconsapevolezza.wordpress.com, il canale YouTube Percorsi di Consapevolezza e ascoltare le trasmissioni radiofoniche che conduco su Radio Web Sonora: Percorsi di Consapevolezza e Dialoghi con l’Essenza, contatti medianici per la ricerca interiore.

Grazie e buona vita.

Rossella

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Il Plesso Solare e la Forza Alchemica

Energia, potenza, vitalità, fiducia in se stessi, coraggio… tutto questo è insito nel nostro Plesso Solare. Ma quanti di noi possono affermare di vivere a pieno queste qualità? Mi duole affermare che per la maggior parte delle persone, tutto questo potere creativo è celato dietro ad una corazza di risentimento, paure, emozioni distruttive, sfiducia nelle proprie qualità e nella possibilità che i propri desideri possano avere un campo di realizzazione.

Il potere è qualcosa che spaventa, il potere è stato identificato con le “persone cattive”, quelle che fanno male al mondo. Eppure il potere è una forza naturale in noi. Siamo quindi degli esseri diabolici e distruttivi? Sì. Ma non solo. Tutto dipende da come decidiamo di usare le nostre energie, ovvero gli strumenti che sono a nostra disposizione. Non esiste una via unica, non esiste una sola possibilità, non esiste un unico e giusto modo di essere. Esiste la capacità individuale di sentire, elaborare, scegliere ed agire. Il mondo è a disposizione di tutti coloro che desiderano mettere se stessi nella creazione.

Quindi, come possiamo esercitare questo potere in modo creativo? Come possiamo essere soddisfatti del nostro operato, nutrirci ed essere pieni di vitalità? Le antiche tradizioni vengono in nostro aiuto e in questa sede desidero porre l’attenzione sui Tarocchi.

Il Plesso Solare, nell’Albero Sefirotico (Albero della Vita della Cabbalah) corrisponde al segno del Sagittario, ovvero al Tarocco XIV – L’Alchimia. Questo luogo mette in relazione la pancia, Yesod, associata alla Luna, Tarocco II – La Papessa, con il cuore, Tipharet, associato al Sole, Tarocco XIX – Il Sole. Ecco come risultano.

 

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Sfera 6 – Tipharet – Tarocco XIX – Il Sole

 

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Percorso 25 – Samekh – Tarocco XIV – L’Alchimia

 

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Sfera 9 – Yesod – Tarocco II – La Papessa

 

Come spesso viene insegnato, è bene partire dal basso. Così, il percorso di manifestazione del proprio potere personale, comincia con la Luna. Ma come… parliamo di potere, di realizzazione, di manifestazione, di spaccare il mondo e inondarlo con le nostre magie… e cominciamo dalla Luna? Eh sì. Curioso… specialmente per questa società che vuole tutto subito, lo vuole perfetto, maestoso e possibilmente in grado di schiacciare tutti gli avversari. Beh, questa società ha molto ancora da imparare… E torniamo alla nostra Luna. Cominciamo dalla sensibilità, dall’ascolto, dalla quiete, dal silenzio, dalla percezione. Cominciamo con il ricevere.

Perché se è vero che la creazione è dare, è anche vero che “cosa puoi dare se non hai nulla?”. Cosa puoi dare se non hai prima ricevuto? Lo so che per la coscienza religiosa bisogna dare, dare, dare, e mai chiedere. Ma le prigioni le lascio volentieri a chi le gradisce. Io preferisco le vie che mi conducono alla verità. Così, passiamo prima dall’ascolto, dal ricevere, dal sentirci amati, accolti, nutriti e voluti. Cominciamo con il chiudere gli occhi, respirare, INspirare (in = dentro), portare dentro l’aria, ricevere la vita, l’ossigeno, le intuizioni. Cominciamo dal nostro subconscio. E accettiamo di essere ricettivi, di essere passivi, di metterci nelle mani della vita. Lasciamoci portare.

Diamo spazio a questa Papessa che siede sul suo trono, detiene la chiave della verità e si pone come canale ricettivo, affinché attraverso di lei le intuizioni possano diventare doni materiali. Yesod corrisponde al secondo chakra, che viene definito “La sacra dimora del sé”, a comprovare – ancora – che è nelle parti basse che risiede la connessione con il profondo… L’autonomia (autonomia = che ha in sé la propria legge) è propria di questo centro.

 

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Una volta che abbiamo ricevuto, abbiamo sentito, abbiamo colto l’intuizione, inizia il processo alchimistico. Già, la via verso l’espressione non è immediata. Anche qui, ci vuole pazienza… qualità poco apprezzata in un mondo frenetico, eppure una dote indispensabile per una vita sana e salva. Il Tarocco corrispondente all’alchimia è il XIV, chiamato anche Arte o Temperanza.

 

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Qui avviene la sintesi alchemica, qui dove c’è l’intestino, dove risiedono quasi tutti gli organi della digestione, qui da dove i nutrienti vengono distribuiti a tutto il corpo. Perché sì, ricordiamocelo, ogni processo energetico è accompagnato da un processo fisico. E viceversa. Corpo e spirito viaggiano insieme e l’anima è nutrita dalla realizzazione dei nostri desideri, che sono i suoi. Tutto quello che facciamo avviene allo stesso tempo su diversi piani. Nulla è separato e tutto è unito, così come insegna la sintesi alchemica. Unire. Unire gli opposti, fonderli insieme, realizzare qualcosa di unico, quell’oro che è rappresentazione della propria luce interiore, della propria verità.

Il Tarocco XIV porta con sé una iscrizione, che si legge alle spalle della figura dalle due teste unite: Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem – Visita l’interno della Terra, rettificando, troverai la pietra nascosta (cit. Akron- Hajo Banzhaf). Quel rettificando è a mio avviso la chiave. Rettifica, correggi, aggiusta… quello che vedi non è la soluzione, è necessaria una modifica, una interpretazione, una comprensione, una trasmutazione, per trovare la pietra nascosta.

Così, siamo al processo alchemico, quello più difficile, quello in cui bisogna dosare, restare concentrati, muoversi secondo il proprio intuito e utilizzare tutto il proprio potere magico. Così come fa l’intestino. Ed è proprio qui, nell’intestino, che infatti nasce la nostra forza ed anche la maggior parte dei malesseri, da quelli digestivi, al mal di testa, alle allergie. È l’intestino il nostro motore. Il Plesso Solare è chiamato anche Plesso Celiaco, ovvero dell’intestino, perciò è chiaro come, pur comprendendo molti organi, sia a questo cervello che il Plesso fa per lo più riferimento.

Ah… quanto la sto facendo lunga!! Eppure avrei ancora molto da dirvi… Qualcosa lascerò indietro. Intanto, andiamo avanti. Una volta attuato il processo alchimistico, ecco che finalmente possiamo portare alla luce la nostra intuizione! Ecco che il nostro Sole può manifestarsi! Evviva!!

 

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Il Sole, la luce, la festa, la celebrazione! Il cuore, l’io, la bellezza, il bambino… quello che siamo dentro, Luna, viene alla luce, Sole. Così, possiamo finalmente dare. Possiamo donare al mondo la nostra essenza, possiamo mostrare la nostra verità, possiamo ESpirare (es = fuori), possiamo portare fuori quello che era dentro. E “potere” è proprio il verbo che accompagna questo centro, il Plesso Solare. “Io Posso” è il suo motto. Il verbo crea, perciò ripetere a se stessi, anche ad alta voce, la frase “Io Posso”, permette a questo centro di risvegliarsi ed attivare tutte le risorse necessarie all’espressione di sé. Un altro modo per attivare questo centro è massaggiare la parte (si trova tra lo sterno e l’ombelico) in senso orario, con olii essenziali. Ci sono anche esercizi Yoga specifici per questo centro. Vi rimando a testi che si occupano nel dettaglio di queste tecniche.

Così, quando desideriamo fare qualcosa ma abbiamo paura, non ci sentiamo adatti, pensiamo di non farcela… pratichiamo un esercizio che risvegli il Plesso Solare. Possiamo pronunciare la frase “Io Posso”, oppure massaggiare la parte o fare dei movimenti. Ognuno di noi usa lo strumento con cui si trova più in sintonia. È importante, sempre, partire da se stessi. Tutti gli esercizi sono utili, ma nessuno è efficace senza un coinvolgimento profondo. È necessaria la disponibilità a mettersi in gioco, ad attraversare le zone oscure, a confrontarsi con il proprio dolore e a superare i nodi che si sono creati nel tempo.

Tutto è possibile, quando lo senti.

Grazie per questo ascolto. Una cosa ancora… Abbiamo detto che ciò che avviene dentro avviene anche fuori, perciò, in relazione al Plesso, all’intestino e al Tarocco XIV, possiamo osservare che, quando i processi alchemici non si sviluppano, quando un’idea resta bloccata, quando un’intuizione viene riposta nel cassetto ed ignorata, ecco che l’intestino manifesta a livello fisico questa scelta. Il corpo manifesta ciò che è stato deciso dalla mente. Tutto quello che resta bloccato nel livello sottile, resta bloccato nel livello denso, fisico. Così, possono svilupparsi allergie (che sono il rifiuto di una parte della vita), mal di stomaco, problemi al fegato, e così via. Le emozioni vengono vissute nel Plesso Solare e qui possiamo dare spazio alla nostra sintesi alchemica, dove emozione, intuizione e pensiero collaborano insieme per la nostra piena realizzazione.

Il Plesso corrisponde al Sagittario, il centauro, colui che, dalla condizione animale, passa a quella umana per puntare al divino.

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Ci sentiamo alla prossima per approfondimenti o altri temi… è sempre gradita la vostra partecipazione. Potete scrivere a info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com.

Oggi, quando ho detto ad un’amica che stavo lavorando sul Plesso Solare, lei mi ha chiesto: “È per un seminario?”. Io le ho risposto che era per un articolo… ma… un seminario su questo punto così magnifico del nostro sistema sarebbe molto interessante!! Chissà…

Intanto, se volete leggere altro, vi rimando a questi precedenti articoli che hanno qualcosa in comune con quello che abbiamo detto finora:

Vergogna ed espressione

Madre e Padre – Unire

Corpo Esoterico

 

Buona manifestazione di voi stessi!!

Grazie e a presto.

Rossella

 

 

*  *  *

Andare verso il padre

La difficoltà a muoversi nel mondo, a confrontarsi con gli altri, ad affermare se stessi e i propri confini, è riconducibile ad un rapporto difficile con la figura paterna. Resta inteso che per figura paterna si intende il padre biologico allo stesso modo di un suo sostituto.

Quando il bambino è nello stato simbiotico con la madre, ha bisogno solo di lei. Quando questa fase è conclusa, il bambino si stacca per andare verso il padre, che è il suo ponte verso il mondo esterno, colui che può insegnargli a catturare le prede, a confrontarsi con gli altri, a definire i propri confini, a raggiungere i suoi obiettivi. Quando un bambino non trova nel padre una guida verso il mondo esterno, vuoi perché il padre è assente, distratto, lo rifiuta, abbandona, abusa di lui o lo prende per un genitore o un amico, il bambino prova una forte delusione che gli provoca dolore. Nasce una ferita.

Il bambino ha comunque bisogno di un riferimento, così ritorna dalla madre, la quale non è più soddisfacente come prima, perché il bambino ha bisogno di altre cose, e vive un’altra delusione. La madre può essere un surrogato, può mettercela tutta per insegnare al bambino ad andare nel mondo, ma non potrà mai sostituire in pieno la figura paterna, per una semplice questione naturale.

Il padre rappresenta il maschile, l’energia maschile che vive in ogni individuo.

Quando l’individuo non ha ricevuto un adeguato esempio, un accompagnamento, una guida verso la gestione della sua energia maschile, questa resterà menomata, acerba, debole, e l’individuo farà molta fatica a relazionarsi con il mondo in modo soddisfacente.

Inoltre, la delusione provata dal bambino è una ferita che provoca dolore, così il bambino registra che avere a che fare con il maschile è qualcosa che fa male, che porta dolore, che ferisce, e così tenderà ad evitarlo nel corso della sua vita.

Evitare il maschile significa evitare tutti quegli aspetti che hanno a che fare con esso, come appunto l’affermarsi nel mondo, portare avanti progetti, mostrarsi, usare il denaro, essere aggressivi ed offensivi, proteggere il proprio territorio, sostenere le proprie idee. Il maschile ha preso il sopravvento nella nostra società ed ha portato ad una assuefazione – cemento, arrivismo, supremazia, violenza -, andando all’eccesso e diventando distruttivo anziché creativo, perciò è comprensibile come una persona che ha una ferita con il maschile tenda a volersene allontanare. Così nascono le correnti alternative, ecologiche, alla ricerca di uno stato più naturale di vita. Niente di male in questo.

La crepa sta nel fatto che spesso queste correnti nascono da una ferita e sono perciò reazioni, non sono prese di coscienza consapevoli dettate dalla profonda essenza del singolo individuo. Sono correnti che permettono a chi si è sentito ferito di trovare un nido sicuro in cui non dover affrontare quei temi così dolorosi. Scelte personali, tutto è possibile. Quello che nuoce è il fatto che, pur essendo all’apparenza buone cose, quando le azioni arrivano da una ferita, portano la sua matrice, e perciò dolore. Non è l’apparenza che conta, bensì il contenuto.

Gli individui si trovano così a mangiare crudo, vegetale, con le bacchette, arrivando ad attendere che il frutto cada dalla pianta per poterlo mangiare. Fanno di tutto per non essere aggressive, per non ferire. A quel punto, mi chiedo, come pensano di integrare il cibo nel loro corpo? Attendono che il frutto si decomponga spontaneamente distribuendo le sue proprietà nel sangue, oppure lo masticano e lo digeriscono, usando denti e succhi gastrici? Il nostro corpo è aggressivo per natura, i denti servono a rompere, strappare, mordere, i succhi gastrici distruggono. L’energia maschile è dentro di noi.

Sintomi del corpo come difficoltà digestive, problemi ai denti e alle gengive, infiammazioni, allergie, mostrano come l’individuo stia reprimendo l’energia maschile. Il nostro corpo è fatto per distruggere, afferrare, aggredire, imporsi. Sono doti che ha fornito la natura. Allo stesso modo, il nostro corpo è fatto per ricevere, sentire, aprirsi. Un sano equilibrio tra energia maschile ed energia femminile è lo stato auspicabile.

Quando i denti si ammalano è perché non vengono usati, quando le gengive si ritraggono significa che la rabbia è trattenuta, quando la digestione è difficoltosa, quando i succhi gastrici risalgono l’esofago, il corpo sta comunicando una sofferenza nell’aspetto maschile, una necessità di esprimerlo nella vita. Anche le allergie sono campi di battaglia che vengono allestiti all’interno del corpo anziché nella vita. Il corpo comunica e ci ricorda chi siamo.

Un rapporto conflittuale con il denaro, l’odio nei suoi confronti, la difficoltà a guadagnarlo o reperirlo, è sintomo di una difficoltà a relazionarsi con la parte maschile della vita, una paura ad andare nel mondo. Il denaro è stato creato per favorire gli scambi, per rendere più agevole il contatto con l’esterno, con il “fuori da casa”. Quando una persona sta in casa (la casa simbolicamente rappresenta la madre) non ha bisogno di denaro. Infatti, la mancanza di denaro spesso porta le persone a restare a casa, a non uscire. La frase tipica è “Non ho soldi, non posso andare da nessuna parte”, ed è chiaro che è solo una scusa. Quelle persone si privano del denaro per evitare il contatto con il mondo esterno. Sappiamo tutti che possiamo uscire di casa anche senza denaro: possiamo andare al parco, in biblioteca, possiamo andare a trovare un’amica o fare un giro per la città, possiamo passeggiare per i campi e fare molte cose utilizzando il baratto.

La mancanza di denaro non è un reale impedimento a fare le cose, ma la sua mancanza può diventare una scusa per non farle. Così diventa chiaro come l’individuo boicotta l’arrivo del denaro e non sviluppa la sua capacità di reperirlo in modo da avere una scusa per non andare nel mondo e restare nelle braccia sicure delle sue abitudini (madre). Sarebbe più consapevole riconoscere questa difficoltà ed ammetterlo a se stessi, senza usare scuse, confrontandosi con la propria ferita.

Ma il confronto, l’abbiamo detto, è parte dell’energia maschile. Chi ha difficoltà, rancore o ferite con il maschile tende a non confrontarsi con nulla, nemmeno con se stesso, non esprime la propria opinione, dice che va sempre tutto bene oppure si lamenta del sistema, di come va il mondo, ma non fa nulla per cambiare. La lamentela è specchio di una ferita, di un bambino che mostra il suo disagio ma non ha le capacità per fare qualcosa, visto che subisce la situazione.

 

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L’Imperatore – Archetipo del Padre

 

Andare verso il padre significa ritrovare quell’energia maschile, offensiva, aggressiva, territoriale che è propria di ogni individuo e che è necessaria per una vita sana ed appagante. E’ possibile guarire ogni ferita e così anche quella con il padre. Si può non avere un buon rapporto con il proprio padre, ma si può guarire quel trauma originario, in modo da liberare l’energia trattenuta e riconoscerla come benefica.

Tutti abbiamo bisogno di figure di riferimento, siamo emulatori, anche questo fa parte della natura. Perciò, quando una persona non trova nei propri genitori degli esempi da seguire – ed è normale perché il genitore è un essere umano e non un essere onnipotente ed assoluto -, può cercarli altrove, in altre persone. L’adulto si comporta così. Cerca quello che gli serve in giro per il mondo, senza accanirsi sui genitori. Il bambino invece ha bisogno sempre e solo di un’unica figura e si ostina su quella, che è il genitore.

Andare nel mondo è un moto individuale. Ogni individuo può scegliere se farlo con un camper, con l’auto super lusso, a piedi, attraversando i campi o sfrecciando per le autostrade, costruendo tavole di legno oppure scarpe. Non è la forma che conta, bensì la sua energia motrice. Quando un movimento nasce dal cuore, dall’essenza, questo porta con sé la stessa qualità di amore che l’ha originato. Per quello vediamo persone felici che sono molto diverse tra di loro. Non è quello che fanno che le rende felici, è la felicità stessa che ha generato quello che fanno. E quello che fanno è intriso di felicità. Si nutrono e nutrono in un ciclo continuo.

Allo stesso modo, si può scegliere di utilizzare i soldi oppure il baratto, di mangiare carne oppure verdura, di vestire sintetico oppure naturale, di amare un uomo oppure una donna. Sono scelte individuali che non possono essere catalogate come buone o cattive a prescindere, sono tutte espressioni di qualcosa che nasce all’interno dell’individuo. Tutto è simbolo e tutto è disponibile per essere compreso.

Quando si è in contatto con se stessi, è possibile riconoscere nodi e talenti, e favorire quell’alchimia della creazione che è la collaborazione tra femminile e maschile.

 

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L’Arte – o Temperanza – Archetipo del mescolare

 

Rossella

10.11.2016