Chi ha paura della propria forza?

Quanti sono i desideri non realizzati, le parole non dette… quante volte avresti voluto compiere quel passo e ti sei tirata indietro… quante volte hai avuto una brillante idea e non ti sei messo in moto per concretizzarla… Ti sei chiesto come mai? Spesso, è la paura della propria forza a trattenere.

Crediamo di aver paura di fallire, di sbagliare, di essere brutti e spregevoli… e in effetti è anche così… ma andiamo un po’ più a fondo… Perché c’è una resistenza ad emergere, ad essere belli, potenti, realizzati?… Come mai quando si presenta l’occasione di mostrarsi al mondo ci si tira indietro?… Da dove arriva l’abitudine a stare nell’ombra, a creare situazioni in cui ci si può nascondere anziché mostrare?

Creiamo ciò di cui siamo convinti. Possiamo creare solo quello che è dentro di noi. E se dentro di noi c’è la convinzione che la nostra forza sia nociva, ecco che la tratteniamo.

“Stai zitto”, “Stai buono”, “Non fare casino”, “Sii discreto, non farti vedere più bravo degli altri”, “Chi arriva al successo paga sempre pegno”, “Per diventare ricco devi per forza fregare qualcuno”, “Quelle belle sono donne facili”, “Se sei bella non puoi essere anche intelligente. La bellezza sfiorisce, meglio che coltivi il tuo sapere”, “Tutto muscoli e niente cervello”, “Quelli con l’auto grossa devono compensare qualche altra mancanza…”, “Dove ci sono i soldi, non c’è l’amore”, “Per combinare qualcosa di buono devi uscire dal paese”, “Se vuoi realizzarti, devi mettere da parte la famiglia”, “Meglio in piccolo”, … e così via…

Tutte le convinzioni creano la realtà. In fondo, sono convinzioni che hanno permesso l’accettazione e l’accoglienza nel clan di origine, il quale forniva protezione e sopravvivenza. Sono quindi convinzioni a cui possiamo essere grati e che possiamo sciogliere in qualunque momento. Sta a noi scegliere, è la nostra libertà. Liberarsi delle convinzioni non significa perdere affetto, amore, protezione, cibo e casa.

Liberarsi dalle convinzioni significa mettersi in ascolto di se stessi e seguire con fiducia la propria verità, per vivere una vita soddisfacente e stimolante.

 

NARTA DANZA lungo

 

Adesso, dov’è quell’impeto di gioia che ti porta a vivere nel pieno delle tue potenzialità? Dove hai nascosto la voglia di vivere, tutte le tue idee, i sogni e le aspirazioni? In quale angolo buio si cela il tuo talento?

Ritrova quelle parti di te che sono la tua vitalità, il tuo essere speciale, la tua gioia di esistere.

Le donne hanno paura di essere belle perché sono convinte che saranno prese per stupide o per disponibili a tutto. Allo stesso modo, hanno paura di mostrare la loro intelligenza e cultura perché temono di annoiare e così essere escluse. “Perché chi la vuole una donna intelligente…”

Gli uomini hanno paura di essere ricchi e potenti perché sono convinti che questo significhi fare del male, agire con soprusi, schiacciare gli altri e abbandonare gli affetti.

C’è la paura di fare troppo casino, di togliere spazio a qualcun altro, di essere troppo bravi…

Abbiamo più paura di emergere che paura di ritirarci… Così, cominciamo ad andare dentro, ad ascoltare il nostro corpo, a sentire la nostra verità. Iniziamo a congedare le nostre convinzioni, così da creare lo spazio affinché la nostra energia pura possa manifestarsi in tutta la sua semplice e potente verità.

 

Rossella

Fiore fucsia

Vanità, il mio peccato preferito!

Così dice il diavolo e così lui si diverte a farci cadere nella trappola, come ingenui Narcisi che ogni volta cedono al proprio fascino e crollano per l’ingordigia, frantumando la propria immagine e… affogando. E se questa è mitologia, cari ragazzi, il narcisismo e la vanità sono realtà di tutti i giorni. Ma non sono confinate nella vicina di casa che esce in minigonna, nel collega che si fa bello con la segretaria del capo, o nella coinquilina che occupa il bagno per mezza giornata. No, cari. La vanità è pecca di ognuno di noi, anche i più inciabattati. E su questo smodato bisogno di ricevere complimenti, lusinghe, attenzioni, conferme al proprio valore, ruota tutto il mercato mondiale. Già. Presi in trappola dalle nostre stesse debolezze.

 

Ora, chissenefrega se la più famosa marca di bibite cerca di venderci il suo ultimo ritrovato in fatto di bollicine che ti stimolano anche quello che non si può dire… non è questo il punto. Ognuno fa il proprio gioco. Il punto, fondamentale, vitale, ornamentale… visto che parliamo di vanità… è che passiamo spesso il nostro tempo cercando palliativi alla nostra insicurezza personale. Eh… su su… prendiamo tutti un bel respiro…

 

Quante volte ti è capitato di prendere in mano il telefono pensando: “Vediamo se qualcuno mi ha scritto…”, “Vediamo se qualcuno ha commentato…”, “Vediamo in quanti hanno visto la mia foto…”… molte volte, vero? Sì. Questa è vanità. Ovvero la ricerca di situazioni, oggetti, cose varie che rinforzino l’idea del proprio essere belli, bravi, capaci, intelligenti, amati, voluti, eccetera eccetera eccetera…

 

Oh! In questo momento, scoccano le ore 15.15…

… guarda un po’…

… parli del Diavolo…

XV - Il Diavolo

 

“Vanità, il mio peccato preferito!” è l’eccezionale battuta che Al Pacino sfodera alla fine del film “L’Avvocato del Diavolo”, fissando con la cera lacca quella ruota di agghiaccianti e allo stesso tempo bollenti situazioni, scelte, relazioni e compromessi che conducono all’esasperazione, alla morte del cuore, alla distruzione dell’essere, alla perdita dei propri valori personali… tutto per sentirsi dire: “Bravo!” e quindi colmare quella voragine emotiva che è la carenza affettiva.

 

Al Pacino Taglio

 

Ora, se Narciso è mitologia e Al Pacino è cinematografia… la vanità e la voragine emotiva restano sempre cose di tutti i giorni. Sulla guarigione del vuoto emotivo rimando ad altri momenti… per oggi mi basta far soffermare la vostra attenzione su quanto quello che fate sia frutto della vostra gioiosa e amorevole verità interiore e quanto invece nasca per colmare un senso di vuoto che fa molto molto male. Siamo qui per trasformarci, quindi state tranquilli… tutto si risolve… iniziamo dal primo passo, ovvero fare attenzione a quello che succede davvero dentro di noi. Poi da lì, si compie tutto il resto…

 

Siate fiduciosi, l’Angelo della Guarigione è sempre dentro di noi… però… anche Lucifero era un Angelo… mmmh… e così scopriamo che anche il Diavolo è dentro di noi!! ODDIIIIIIOOO!!!!

 

… ma magari del Diavolo parliamo un’altra volta…

 

Andate in pace.

 

Amen.

 

Rossella

 

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Rossella e la Visione Simbolica

CHI SONO

Rossella Schianchi

Simbologa, Tarologa, Medium, accompagnatrice nel percorso di ricerca del sé

Nata a Milano, ho viaggiato in Italia ed Europa, approdando nella quieta ed artistica Faenza. Continuo a viaggiare per piacere e per lavoro, mentre i simboli e la vita in quanto rappresentazione dell’io mi accompagnano nella scoperta di ciò sentiamo nel profondo. Il mio intento è liberare l’essere in una fluida espressione di ciò che è vero ed essenziale.

COSA POSSO FARE PER TE

Quello che posso fare per te è interpretare la tua realtà in modo da scoprire le origini delle situazioni che vivi, i motivi che ti hanno spinto a creare la tua vita così com’è ora e così sciogliere i nodi che impediscono il libero fluire della tua naturale essenza.

Quando comprendi quali sono le convinzioni che ti hanno portato a costruire una vita difficile, che ti stanca e ti svuota, puoi fare spazio alle cose in cui credi e realizzare a pieno il tuo vero essere.

QUAL È IL METODO

Il metodo è caratterizzato dalla Visione Simbolica e si basa sul presupposto secondo cui quello che la persona vive è una proiezione di quello che essa ha dentro di sé. Questa proiezione accade per permettere alla persona di riconoscere se stessa, come in uno specchio.

La persona è creatrice della propria realtà e questa presa di coscienza le permette di osservarsi e risvegliarsi dagli automatismi che la portano a ripetere situazioni distruttive, in modo da utilizzare la sua energia per creare la vita che sente nel profondo.

QUALI STRUMENTI UTILIZZO

L’ascolto è la base del mio approccio. Le parole che usi, gli atteggiamenti, il modo in cui parli e ti muovi, sono tutti simboli che mi raccontano di te. Io sono un canale, perciò ascoltare il tuo essere in tutte le sue manifestazioni è essenziale per comprendere il meccanismo che si muove in te.

Utilizzo la mia sensibilità e le mie conoscenze per accompagnarti nel tuo percorso di evoluzione. In questa ricerca, possono essermi di aiuto anche Tarocchi, Numerologia e Cabala. Sono medium, perciò posso canalizzare per te le entità di supporto al tuo percorso di crescita interiore.

DOVE MI PUOI TROVARE

Ricevo a Faenza e in altre città quando vengono organizzati degli incontri. Perciò puoi organizzare un incontro nella tua città, se hai piacere, oppure venire a trovarmi, frequentare uno dei miei corsi o seminari, oppure consultarmi via internet.

COME CONTATTARMI

Puoi scrivermi a info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com, su Skype al nome Rossella Schianchi Percorsi di Consapevolezza, oppure sulla Pagina Facebook Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza. Da lì decideremo come e quando sentirci per una eventuale consulenza o altro.

Puoi nel frattempo consultare il blog percorsidiconsapevolezza.wordpress.com, il canale YouTube Percorsi di Consapevolezza e ascoltare le trasmissioni radiofoniche che conduco su Radio Web Sonora: Percorsi di Consapevolezza e Dialoghi con l’Essenza, contatti medianici per la ricerca interiore.

Grazie e buona vita.

Rossella

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Il Plesso Solare e la Forza Alchemica

Energia, potenza, vitalità, fiducia in se stessi, coraggio… tutto questo è insito nel nostro Plesso Solare. Ma quanti di noi possono affermare di vivere a pieno queste qualità? Mi duole affermare che per la maggior parte delle persone, tutto questo potere creativo è celato dietro ad una corazza di risentimento, paure, emozioni distruttive, sfiducia nelle proprie qualità e nella possibilità che i propri desideri possano avere un campo di realizzazione.

Il potere è qualcosa che spaventa, il potere è stato identificato con le “persone cattive”, quelle che fanno male al mondo. Eppure il potere è una forza naturale in noi. Siamo quindi degli esseri diabolici e distruttivi? Sì. Ma non solo. Tutto dipende da come decidiamo di usare le nostre energie, ovvero gli strumenti che sono a nostra disposizione. Non esiste una via unica, non esiste una sola possibilità, non esiste un unico e giusto modo di essere. Esiste la capacità individuale di sentire, elaborare, scegliere ed agire. Il mondo è a disposizione di tutti coloro che desiderano mettere se stessi nella creazione.

Quindi, come possiamo esercitare questo potere in modo creativo? Come possiamo essere soddisfatti del nostro operato, nutrirci ed essere pieni di vitalità? Le antiche tradizioni vengono in nostro aiuto e in questa sede desidero porre l’attenzione sui Tarocchi.

Il Plesso Solare, nell’Albero Sefirotico (Albero della Vita della Cabbalah) corrisponde al segno del Sagittario, ovvero al Tarocco XIV – L’Alchimia. Questo luogo mette in relazione la pancia, Yesod, associata alla Luna, Tarocco II – La Papessa, con il cuore, Tipharet, associato al Sole, Tarocco XIX – Il Sole. Ecco come risultano.

 

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Sfera 6 – Tipharet – Tarocco XIX – Il Sole

 

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Percorso 25 – Samekh – Tarocco XIV – L’Alchimia

 

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Sfera 9 – Yesod – Tarocco II – La Papessa

 

Come spesso viene insegnato, è bene partire dal basso. Così, il percorso di manifestazione del proprio potere personale, comincia con la Luna. Ma come… parliamo di potere, di realizzazione, di manifestazione, di spaccare il mondo e inondarlo con le nostre magie… e cominciamo dalla Luna? Eh sì. Curioso… specialmente per questa società che vuole tutto subito, lo vuole perfetto, maestoso e possibilmente in grado di schiacciare tutti gli avversari. Beh, questa società ha molto ancora da imparare… E torniamo alla nostra Luna. Cominciamo dalla sensibilità, dall’ascolto, dalla quiete, dal silenzio, dalla percezione. Cominciamo con il ricevere.

Perché se è vero che la creazione è dare, è anche vero che “cosa puoi dare se non hai nulla?”. Cosa puoi dare se non hai prima ricevuto? Lo so che per la coscienza religiosa bisogna dare, dare, dare, e mai chiedere. Ma le prigioni le lascio volentieri a chi le gradisce. Io preferisco le vie che mi conducono alla verità. Così, passiamo prima dall’ascolto, dal ricevere, dal sentirci amati, accolti, nutriti e voluti. Cominciamo con il chiudere gli occhi, respirare, INspirare (in = dentro), portare dentro l’aria, ricevere la vita, l’ossigeno, le intuizioni. Cominciamo dal nostro subconscio. E accettiamo di essere ricettivi, di essere passivi, di metterci nelle mani della vita. Lasciamoci portare.

Diamo spazio a questa Papessa che siede sul suo trono, detiene la chiave della verità e si pone come canale ricettivo, affinché attraverso di lei le intuizioni possano diventare doni materiali. Yesod corrisponde al secondo chakra, che viene definito “La sacra dimora del sé”, a comprovare – ancora – che è nelle parti basse che risiede la connessione con il profondo… L’autonomia (autonomia = che ha in sé la propria legge) è propria di questo centro.

 

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Una volta che abbiamo ricevuto, abbiamo sentito, abbiamo colto l’intuizione, inizia il processo alchimistico. Già, la via verso l’espressione non è immediata. Anche qui, ci vuole pazienza… qualità poco apprezzata in un mondo frenetico, eppure una dote indispensabile per una vita sana e salva. Il Tarocco corrispondente all’alchimia è il XIV, chiamato anche Arte o Temperanza.

 

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Qui avviene la sintesi alchemica, qui dove c’è l’intestino, dove risiedono quasi tutti gli organi della digestione, qui da dove i nutrienti vengono distribuiti a tutto il corpo. Perché sì, ricordiamocelo, ogni processo energetico è accompagnato da un processo fisico. E viceversa. Corpo e spirito viaggiano insieme e l’anima è nutrita dalla realizzazione dei nostri desideri, che sono i suoi. Tutto quello che facciamo avviene allo stesso tempo su diversi piani. Nulla è separato e tutto è unito, così come insegna la sintesi alchemica. Unire. Unire gli opposti, fonderli insieme, realizzare qualcosa di unico, quell’oro che è rappresentazione della propria luce interiore, della propria verità.

Il Tarocco XIV porta con sé una iscrizione, che si legge alle spalle della figura dalle due teste unite: Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem – Visita l’interno della Terra, rettificando, troverai la pietra nascosta (cit. Akron- Hajo Banzhaf). Quel rettificando è a mio avviso la chiave. Rettifica, correggi, aggiusta… quello che vedi non è la soluzione, è necessaria una modifica, una interpretazione, una comprensione, una trasmutazione, per trovare la pietra nascosta.

Così, siamo al processo alchemico, quello più difficile, quello in cui bisogna dosare, restare concentrati, muoversi secondo il proprio intuito e utilizzare tutto il proprio potere magico. Così come fa l’intestino. Ed è proprio qui, nell’intestino, che infatti nasce la nostra forza ed anche la maggior parte dei malesseri, da quelli digestivi, al mal di testa, alle allergie. È l’intestino il nostro motore. Il Plesso Solare è chiamato anche Plesso Celiaco, ovvero dell’intestino, perciò è chiaro come, pur comprendendo molti organi, sia a questo cervello che il Plesso fa per lo più riferimento.

Ah… quanto la sto facendo lunga!! Eppure avrei ancora molto da dirvi… Qualcosa lascerò indietro. Intanto, andiamo avanti. Una volta attuato il processo alchimistico, ecco che finalmente possiamo portare alla luce la nostra intuizione! Ecco che il nostro Sole può manifestarsi! Evviva!!

 

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Il Sole, la luce, la festa, la celebrazione! Il cuore, l’io, la bellezza, il bambino… quello che siamo dentro, Luna, viene alla luce, Sole. Così, possiamo finalmente dare. Possiamo donare al mondo la nostra essenza, possiamo mostrare la nostra verità, possiamo ESpirare (es = fuori), possiamo portare fuori quello che era dentro. E “potere” è proprio il verbo che accompagna questo centro, il Plesso Solare. “Io Posso” è il suo motto. Il verbo crea, perciò ripetere a se stessi, anche ad alta voce, la frase “Io Posso”, permette a questo centro di risvegliarsi ed attivare tutte le risorse necessarie all’espressione di sé. Un altro modo per attivare questo centro è massaggiare la parte (si trova tra lo sterno e l’ombelico) in senso orario, con olii essenziali. Ci sono anche esercizi Yoga specifici per questo centro. Vi rimando a testi che si occupano nel dettaglio di queste tecniche.

Così, quando desideriamo fare qualcosa ma abbiamo paura, non ci sentiamo adatti, pensiamo di non farcela… pratichiamo un esercizio che risvegli il Plesso Solare. Possiamo pronunciare la frase “Io Posso”, oppure massaggiare la parte o fare dei movimenti. Ognuno di noi usa lo strumento con cui si trova più in sintonia. È importante, sempre, partire da se stessi. Tutti gli esercizi sono utili, ma nessuno è efficace senza un coinvolgimento profondo. È necessaria la disponibilità a mettersi in gioco, ad attraversare le zone oscure, a confrontarsi con il proprio dolore e a superare i nodi che si sono creati nel tempo.

Tutto è possibile, quando lo senti.

Grazie per questo ascolto. Una cosa ancora… Abbiamo detto che ciò che avviene dentro avviene anche fuori, perciò, in relazione al Plesso, all’intestino e al Tarocco XIV, possiamo osservare che, quando i processi alchemici non si sviluppano, quando un’idea resta bloccata, quando un’intuizione viene riposta nel cassetto ed ignorata, ecco che l’intestino manifesta a livello fisico questa scelta. Il corpo manifesta ciò che è stato deciso dalla mente. Tutto quello che resta bloccato nel livello sottile, resta bloccato nel livello denso, fisico. Così, possono svilupparsi allergie (che sono il rifiuto di una parte della vita), mal di stomaco, problemi al fegato, e così via. Le emozioni vengono vissute nel Plesso Solare e qui possiamo dare spazio alla nostra sintesi alchemica, dove emozione, intuizione e pensiero collaborano insieme per la nostra piena realizzazione.

Il Plesso corrisponde al Sagittario, il centauro, colui che, dalla condizione animale, passa a quella umana per puntare al divino.

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Ci sentiamo alla prossima per approfondimenti o altri temi… è sempre gradita la vostra partecipazione. Potete scrivere a info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com.

Oggi, quando ho detto ad un’amica che stavo lavorando sul Plesso Solare, lei mi ha chiesto: “È per un seminario?”. Io le ho risposto che era per un articolo… ma… un seminario su questo punto così magnifico del nostro sistema sarebbe molto interessante!! Chissà…

Intanto, se volete leggere altro, vi rimando a questi precedenti articoli che hanno qualcosa in comune con quello che abbiamo detto finora:

Vergogna ed espressione

Madre e Padre – Unire

Corpo Esoterico

 

Buona manifestazione di voi stessi!!

Grazie e a presto.

Rossella

 

 

*  *  *

Emergere

Dalle stalle alle stelle. E’ quello che si aspetta chi si sente nello sconforto, chi sta toccando il fondo, chi si ritrova senza speranze e vorrebbe, in un istante, modificare la propria condizione, essere fuori da quello stato terribile e godere di una condizione agiata e confortevole.

Se è pur vero che tutto è possibile, che alla lotteria si può vincere, che il destino può girare a proprio favore, è anche vero che dietro ad un comportamento di questo tipo si cela un individuo che teme il confronto, che non riesce a compiere un passo alla volta, che teme il giudizio, il fallimento, la vergogna e l’errore. In fondo a tutto questo, c’è la paura di perdere l’amore, l’approvazione, l’appoggio e il sostegno delle persone che l’individuo identifica come fondamentali per la propria sopravvivenza. Ed esiste una sola persona fondamentale per la sopravvivenza dell’individuo: la madre (intesa come chi ne fa le veci). Ogni altra persona, per quanto importante, amata, ricca e divertente, è facoltativa. Questo non significa che non sia preziosa, nutriente e meravigliosa. Significa soltanto che l’individuo, pur con dispiacere, può vivere senza.

Quando un individuo crede che una persona sia fondamentale per la sua sopravvivenza, ne è dipendente, e sta proiettando su di essa la madre.

Rispetto alla guarigione di questo passaggio, dalla dipendenza all’autonomia, rimando ad altri articoli e contesti.

In questo momento pongo l’attenzione sulla difficoltà a muovere i primi passi, ad alzare la testa, se non il posteriore, mettere lo sguardo a se stessi, osservarsi con onestà e prendere delle decisioni, mettendole in pratica.

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Fintanto che le idee restano tali e rimangono nella propria mente, si rimane al sicuro, si evitano confronti, giudizi, scontri e anche ripensamenti. Quando ci si mette in gioco, si rischia. Si rischia di perdere, di sbagliare, di accorgersi che bisogna cambiare strada e magari rimettere tutto in discussione. In poche parole, quando ci si mette in gioco, si cresce, si cambia, ci si trasforma. Ed è quello che il bambino, dipendente dalla madre, non vuole.

L’individuo adulto, o nella fase di crescita, si stacca dalle sicurezze fornite da una persona a lui esterna e le costruisce dentro se stesso. Costruire significa un mattone alla volta, significa considerare la situazione, ponderare, decidere, tentare, rifare daccapo se necessario, essere dentro ad un processo in continua mutazione, aperto e disponibile alle novità, che possono essere avverse tanto quanto favorevoli. In che modo l’individuo affronta tutto questo? Come può un individuo essere pronto ad interfacciarsi con quello che arriva se non sa che cosa sia?

L’individuo ascolta se stesso. Questa è la nuova ancora, la nuova sicurezza, il nuovo punto di riferimento. La propria interiorità, l’intuizione, il sentimento.

In una società di tendenza maschile, in cui anche nella spiritualità si sentono motti del tipo “supera i tuoi limiti”, “fallo adesso o mai più”, e simili, l’aspetto femminile di ascolto, intuizione, fiducia nelle sensazioni, viene dimenticato. Eppure, è il punto di partenza.

 

Rossella

Mercoledì 11 Gennaio 2017

info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com

 

Dopo Dio, l’Essenza

C’è stato un passaggio dal culto della Dea Madre al culto del Dio Padre. Da un estremo all’altro. Si racconta che gli uomini, stanchi del dominio delle donne durante il periodo matriarcale, si siano ribellati, fondando religioni e culti che adorassero un Dio maschile.

Quando erano al comando, le donne consideravano gli uomini buoni solo per i lavori pesanti e per la riproduzione. Quando ci sono gli uomini al comando, essi considerano le donne buone solo per i lavori di casa e per la riproduzione. E per altri giochi divertenti… così come è presumibile facessero le donne quando lo scettro era nelle loro mani.

In poche parole, non è cambiato nulla.

A livello evolutivo, siamo passati dalle braccia della madre alla ricerca del padre. Guardandola dall’alto, in una visione temporale estesa, possiamo vedere come si stia riproducendo il modello del bambino che prima è in fusione con la madre, poi cerca il padre. Ne abbiamo già parlato (cfr articolo “Andare verso il padre”). Questa società fondata su valori maschili è deludente, così le persone stanno tornando verso la madre, verso la terra, cercano conforto nella rinuncia, nella meditazione, nel cibo naturale, nel silenzio. Così come il bambino, deluso dal padre, torna dalla madre.

Questo comportamento di ritorno alla terra, escludendo i valori maschili, rappresenta uno stato infantile, in cui – dopo la delusione – si ritorna nelle braccia della madre sperando di trovare conforto, negando le qualità maschili che hanno portato sofferenza.

In questo modo, si nega una parte di sé.

Non esiste l’esterno in quanto separato dall’individuo. Esiste l’esterno in quanto campo di applicazione delle qualità interiori e specchio di esse.

La tendenza a estremizzare il contatto con la natura, negando le qualità maschili di concentrazione, focalizzazione degli obiettivi, definizione del territorio, contatto con l’esterno, porta l’individuo a oscurare una parte di sé, vivendo a metà. In questo modo, l’individuo sviluppa sintomi e malanni che rappresentano le sue energie compresse.

Uno stato ottimale dell’individuo si raggiunge quando esso integra in sé tutte le sue parti, quando riconosce il padre e la madre come parti di sé, non come individui esterni, e le fa proprie. Il rimbalzo da uno all’altra è naturale, fa parte del processo di crescita ed evoluzione, il bambino ha necessità di compiere questo percorso. Il punto in cui la nostra società si trova incagliata è nell’accanimento alla ricerca di una approvazione da parte dei genitori, considerando la loro opinione indispensabile per proseguire. Il punto in cui le persone sono incagliate è lo stato infantile in cui vivono, senza saperlo.

La persona vive in stato infantile quando non è in contatto con se stessa e cerca l’approvazione altrui prima di compiere un passo, oppure sente di essere salva quando viene approvata dall’esterno. In altre parole, è dipendente.

E’ un aggancio sottile, non sempre identificabile al primo sguardo, specie nei casi in cui la persona mostra molta forza, intraprendenza e attività. Sono proprio quelli che “non devono chiedere niente a nessuno” ad aver escluso una parte di sé dalla loro vita, visto che il contatto con gli altri, la collaborazione e lo scambio sono indispensabili per una vita completa. Perciò, è utile prendersi il tempo e lo spazio per osservare i propri comportamenti chiedendosi con onestà se in qualche modo essi dipendono dall’approvazione ed opinione altrui oppure nascono in modo spontaneo dal proprio essere.

Tengo a ricordare che per genitore non si intende solo quello biologico o che ci ha allevato. Il genitore è un ruolo, non una persona, perciò può essere il capoufficio, la collega, il vicino di casa, l’amica. Chiunque l’individuo ritenga qualcuno da cui dipendere.

 

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Quando l’individuo riconosce in sé le parti della madre e del padre, quando l’individuo diventa padre di se stesso e madre di se stesso, ecco che può tendere all’Uno, al riconoscimento della propria Essenza.

La madre e il padre sono parti di sé, che collaborano, interagiscono, in quanto componenti di un Tutto più esteso e indefinibile. Nel momento in cui si parla di Dio o di Dea, non si sta parlando dell’Uno, si sta parlando di una parte di sé, che esiste ed è indispensabile, ma non è la Totalità. Può essere utile meditare su queste parti, permettere che emergano, svilupparle e dare loro la forma che rappresenti l’Essenza. L’esclusione di una delle parti allontana l’individuo dal Tutto.

Così, possiamo renderci conto di come la fase evolutiva attuale rappresenti il momento in cui il bambino resta deluso dal padre. Alcuni stanno ancora cercando la sua approvazione e sono coloro che si affannano per raggiungere, per fare, per dimostrare, per scalare le vette del successo. Quelli che l’hanno già fatto, si stanno ritirando tra le braccia della madre, rinunciano ai benefici dell’energia maschile e si rannicchiano nel nido, coltivando il proprio orto lontano dal caos ed evitando di esporsi.

In entrambi i casi non c’è un errore o qualcosa di sbagliato. Non è l’azione in sé a essere buona o cattiva. Ciò su cui porre l’attenzione è l’origine del comportamento, se esso deriva da una ferita, da una identificazione con il bambino, oppure dal profondo sé.

Riconoscendo questo, possiamo comportarci da adulti e integrare la madre e il padre – come tutte le altre parti – dentro di noi, anziché continuare a cercare la loro approvazione, permettendo a queste parti di maturare e orientarci verso l’ascolto dell’Essenza.

L’essere umano ha adorato la Dea (madre), poi ha adorato il Dio (padre). Ora, ha la possibilità di volgere lo sguardo dentro se stesso e riconoscere la Dea e il Dio dentro di sé, integrandoli, mettendoli in comunicazione e dando loro una forma che corrisponda alla propria Essenza, riconoscendo così di essere Uno, appartenente al Tutto.

 

Rossella

19.11.2016

Allo Specchio

Seminario di incontro con se stessi

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Domenica 20 Novembre 2016

dalle 15 alle 18

 

Incontro divulgativo ed esperienziale sul riflesso di noi stessi

nella realtà che noi stessi creiamo per poterci ritrovare.

Verranno esaminati gli argomenti:

specchio magico – simbologia e passaggio iniziatico

risonanza – l’inconscio crea la realtà che viviamo

proiezioni – vediamo noi stessi in quello che c’è intorno

ombra – quello che di noi nascondiamo per pregiudizio

presenza e consapevolezza – per riconoscere se stessi

e creare la vita in sintonia con la propria essenza

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Rossella Schianchi – Simbologa e ricercatrice del sé

Info: 320.8363935 – info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com

PRENOTARE ENTRO GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE

Il seminario si tiene in Via Paganelli, 18 – Faenza (RA)

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