Uomini che hanno paura di ferire

Costretti in uno stereotipo che li vede come il “sesso forte” o come gli stupratori della società, molti uomini sensibili, delicati, amorevoli e pronti a dedicare la loro anima in una vita felice e piacevole, si scontrano con ideali di competizione, arrivismo e dinamicità che li portano a chiudere il loro cuore in un angolo buio dell’animo e spremere il loro essere per conformarsi ed ottenere riconoscimento dal mondo esterno.

Chiusi nella gabbia della forza, della prestanza, del numero uno, gli uomini si sentono costretti a rispondere a richieste che forzano il loro animo, impediscono alla loro vulnerabilità di emergere e li conducono verso una progressiva distruzione, in nome di risultati da dimostrare.

Per molti uomini, la vita non è così. Per molti uomini, la donna non è un oggetto, l’auto migliore non è quella più grossa, la serata ideale non è andare a caccia.

Per molti uomini, la vita è piacere, condivisione, apprezzamenti, prendersi il tempo per scegliere, dare il meglio di sé, starsene tranquilli con un amore tra le braccia. Per molti uomini, il fallo non è un’arma, il corpo è un luogo in cui vivere sensazioni ed emozioni, il successo è costruire qualcosa di bello.

 

Uomo fiore

 

Molti uomini, cresciuti in un ambiente di maschi dominanti, distruttori e despoti, hanno paura della loro forza, hanno paura delle loro idee, hanno paura di fare male, perché hanno visto solo la parte devastante dell’energia maschile.

In questo mondo che vede gli uomini come carnefici e le donne come vittime, esistono uomini che hanno paura di esternare la propria forza, perché hanno avuto davanti agli occhi esempi distruttivi. Così, si tirano indietro, si nascondono, si limitano e si sforzano di essere quello che non sono.

In questo mondo, che vuole il maschio come sempre sicuro di sé e dominatore del territorio, esistono uomini che hanno paura, paura di non andare bene, paura di non essere accolti nella loro sensibilità, paura di non farcela, paura di non poter vivere secondo la propria aspirazione.

In questo mondo, ci sono uomini che sentono di avere un tesoro dentro di sé e vogliono donarlo, condividerlo, regalarlo a chi amano, e temono che questo tesoro non possa essere apprezzato.

Ci sono uomini che hanno paura di ferire, ci sono uomini che piangono, ci sono uomini che ascoltano il proprio cuore.

Ci sono uomini che riescono a superare l’illusione di essere supereroi e iniziano ad essere uomini.

 

Rossella

30.06.2017

Fiore fucsia

Alla ricerca del tesoro

Quello che sto notando in modo crescente è la necessità di ogni persona di ritrovare se stessa e di comportarsi secondo quello che sente.

Sembra scontato, sembra un concetto ormai sentito molte volte nella ricerca spirituale. E così è, per certi aspetti. Eppure c’è un nodo che ostacola la vera realizzazione e dentro a cui le persone iniziano a sentirsi scomode. Quello che spesso manca, nella pratica spirituale, è un vero contatto con la propria interiorità. In nome di dogmi spirituali, di regole prese da un maestro, di imperativi cosmici, si tende a compiere un semplice spostamento da una religione all’altra, da un dio ad un altro, da una disciplina ad un’altra, da un ideale all’altro, divenendo seguaci di questa o quella corrente spirituale, che promette il raggiungimento della luce suprema, facendo del proprio meglio per comportarsi come i dettami di quella corrente impongono. Questa è schiavitù, ben lontana dalla tanto anelata felicità.

Tutto è utile per la ricerca interiore. E tutto è di ostacolo. Dipende da come lo si utilizza.

Togliere dalla parete la foto di Gesù e sostituirla con quella del Buddha non garantisce il successo spirituale. Pendere dalle labbra di qualcuno è pendere dalle labbra di qualcuno, chiunque esso sia. Spostare l’attenzione da se stessi a qualcun altro è spostare l’attenzione da se stessi a qualcun altro. Usare le parole di qualcun altro è usare le parole di qualcun altro. Qualunque sia il filone seguito, esso è esterno alla persona. Proiettare è facile, spesso automatico, e capita di trovarsi ad adorare questa o quella disciplina, trasferendo su di essa la propria forza, lasciandola al di fuori di se stessi come un anelito da raggiungere, un oracolo da seguire, un genitore sempre presente che indica la via, favorendo così il progressivo calo di autostima e l’allontanamento da se stessi.

 

Verso la luce

 

Un buon maestro, una buona disciplina, un onesto messaggero invita sempre la persona a diventare autonoma, non impone regole bensì fornisce nuovi spunti, guida verso una visione liberatoria e suggerisce l’ascolto interiore, affinché la persona possa liberarsi delle idee prese in prestito ed inizi a creare una vita che sia in armonia con il proprio sé.

Per ogni persona la vita è diversa, ci sono impegni, relazioni, desideri, idee e passioni diverse. Ogni persona è unica e nessuna regola, nessuna frase, nessuna preghiera può andare bene per tutti.

Una vera ricerca interiore accompagna verso l’esplorazione di sé, guida nelle zone oscure, fornisce strumenti per affrontare paure, spettri, resistenze. Andare dentro se stessi è dura, emergono vergogne, disagi, ricordi, tradimenti, convinzioni consolidate che spingono nella direzione della chiusura. Quando vai dentro di te, scavi e spesso non sai cosa troverai. Il viaggio è con te stesso e con il tuo vissuto.

In questo viaggio, ritrovi talenti, desideri, passioni e capacità nascoste, messe da parte, che sono rimaste in attesa di un tuo sguardo. Qui avviene la magia, la possibilità di mettere te stesso in quello che fai. In questo momento, quando trovi il tesoro, puoi portarlo in superficie ed arricchire la tua vita.

Il percorso di ricerca è del tutto individuale. Ogni disciplina fornisce spunti, suggerimenti, visioni e strumenti utili per questa ricerca.

Null’altro c’è che andare dentro alla ricerca del tesoro.

 

Rossella

Fiore fucsia

Intervista

 

Intervista a
Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza
in occasione del Festival Byt

Conferenza
Oltre l’apparenza
Vedere se stessi in quello che accade
Sabato 24 Giugno 2017
Ore 16.30

Tutta la conferenza stampa su
http://www.kyotv.it

Visita il blog
http://www.percorsidiconsapevolezza.wordpress.com

Chi ha paura della propria forza?

Quanti sono i desideri non realizzati, le parole non dette… quante volte avresti voluto compiere quel passo e ti sei tirata indietro… quante volte hai avuto una brillante idea e non ti sei messo in moto per concretizzarla… Ti sei chiesto come mai? Spesso, è la paura della propria forza a trattenere.

Crediamo di aver paura di fallire, di sbagliare, di essere brutti e spregevoli… e in effetti è anche così… ma andiamo un po’ più a fondo… Perché c’è una resistenza ad emergere, ad essere belli, potenti, realizzati?… Come mai quando si presenta l’occasione di mostrarsi al mondo ci si tira indietro?… Da dove arriva l’abitudine a stare nell’ombra, a creare situazioni in cui ci si può nascondere anziché mostrare?

Creiamo ciò di cui siamo convinti. Possiamo creare solo quello che è dentro di noi. E se dentro di noi c’è la convinzione che la nostra forza sia nociva, ecco che la tratteniamo.

“Stai zitto”, “Stai buono”, “Non fare casino”, “Sii discreto, non farti vedere più bravo degli altri”, “Chi arriva al successo paga sempre pegno”, “Per diventare ricco devi per forza fregare qualcuno”, “Quelle belle sono donne facili”, “Se sei bella non puoi essere anche intelligente. La bellezza sfiorisce, meglio che coltivi il tuo sapere”, “Tutto muscoli e niente cervello”, “Quelli con l’auto grossa devono compensare qualche altra mancanza…”, “Dove ci sono i soldi, non c’è l’amore”, “Per combinare qualcosa di buono devi uscire dal paese”, “Se vuoi realizzarti, devi mettere da parte la famiglia”, “Meglio in piccolo”, … e così via…

Tutte le convinzioni creano la realtà. In fondo, sono convinzioni che hanno permesso l’accettazione e l’accoglienza nel clan di origine, il quale forniva protezione e sopravvivenza. Sono quindi convinzioni a cui possiamo essere grati e che possiamo sciogliere in qualunque momento. Sta a noi scegliere, è la nostra libertà. Liberarsi delle convinzioni non significa perdere affetto, amore, protezione, cibo e casa.

Liberarsi dalle convinzioni significa mettersi in ascolto di se stessi e seguire con fiducia la propria verità, per vivere una vita soddisfacente e stimolante.

 

NARTA DANZA lungo

 

Adesso, dov’è quell’impeto di gioia che ti porta a vivere nel pieno delle tue potenzialità? Dove hai nascosto la voglia di vivere, tutte le tue idee, i sogni e le aspirazioni? In quale angolo buio si cela il tuo talento?

Ritrova quelle parti di te che sono la tua vitalità, il tuo essere speciale, la tua gioia di esistere.

Le donne hanno paura di essere belle perché sono convinte che saranno prese per stupide o per disponibili a tutto. Allo stesso modo, hanno paura di mostrare la loro intelligenza e cultura perché temono di annoiare e così essere escluse. “Perché chi la vuole una donna intelligente…”

Gli uomini hanno paura di essere ricchi e potenti perché sono convinti che questo significhi fare del male, agire con soprusi, schiacciare gli altri e abbandonare gli affetti.

C’è la paura di fare troppo casino, di togliere spazio a qualcun altro, di essere troppo bravi…

Abbiamo più paura di emergere che paura di ritirarci… Così, cominciamo ad andare dentro, ad ascoltare il nostro corpo, a sentire la nostra verità. Iniziamo a congedare le nostre convinzioni, così da creare lo spazio affinché la nostra energia pura possa manifestarsi in tutta la sua semplice e potente verità.

 

Rossella

Fiore fucsia

Il mese che verrà… Giugno 2017

Questo Giugno ci accompagna nell’esplorazione di noi stessi e nel riconoscere chi siamo osservando la realtà circostante. Da questo punto di osservazione, è possibile aprire una nuova visione e partire verso il proprio viaggio alla scoperta di sé. Un viaggio sia interiore che esteriore, perché la scoperta di una parte interiore porta verso la realizzazione della stessa nella realtà esteriore.

 

Come avviene tutto questo?

 

Giugno è il mese numero 6, Tarocco VI Amanti.

Le due figure si guardano. Indossano maschere, sono una il riflesso dell’altra. Si tengono per mano e tutto nella carta parla di collaborazione, di unione, di inizio di un viaggio insieme. È l’unione delle parti, il maschile e il femminile, il bianco e il nero, il fuoco e l’acqua, con un intento di evoluzione (l’unione è benedetta dall’Eremita – il maestro interiore, il ricercatore).

 

VI

Come si inserisce questo Giugno 6 – VI nell’anno 2017?

2017 + 6 = 2023

2 + 0 + 2 + 3 = 7

 

 

7 – VII Il Carro

Il viaggio dell’eroe. Il cavaliere parte alla ricerca del Graal, ovvero della sua verità interiore. Parte insieme alla sua forza e a tutte le sue risorse che collaborano per scoprire l’essenza. Un viaggio che parte dal centro per arrivare al centro.

 

VI e VII sono consequenziali. Così, questo Giugno 2017 ci accompagna in un passaggio delicato, in cui incontriamo gli altri come specchi di noi e grazie ad essi possiamo iniziare un sincero viaggio verso la scoperta del nostro io profondo.

 

Giugno 2017.

Osservare gli altri come riflesso di se stessi, prendere per mano le parti di sé che di solito vengono nascoste e iniziare un viaggio insieme ad esse, muovendosi dentro e fuori, in armonia con la propria verità interiore.

 

Buon viaggio!!

Rossella

Fiore fucsia