Vanità, il mio peccato preferito!

Così dice il diavolo e così lui si diverte a farci cadere nella trappola, come ingenui Narcisi che ogni volta cedono al proprio fascino e crollano per l’ingordigia, frantumando la propria immagine e… affogando. E se questa è mitologia, cari ragazzi, il narcisismo e la vanità sono realtà di tutti i giorni. Ma non sono confinate nella vicina di casa che esce in minigonna, nel collega che si fa bello con la segretaria del capo, o nella coinquilina che occupa il bagno per mezza giornata. No, cari. La vanità è pecca di ognuno di noi, anche i più inciabattati. E su questo smodato bisogno di ricevere complimenti, lusinghe, attenzioni, conferme al proprio valore, ruota tutto il mercato mondiale. Già. Presi in trappola dalle nostre stesse debolezze.

 

Ora, chissenefrega se la più famosa marca di bibite cerca di venderci il suo ultimo ritrovato in fatto di bollicine che ti stimolano anche quello che non si può dire… non è questo il punto. Ognuno fa il proprio gioco. Il punto, fondamentale, vitale, ornamentale… visto che parliamo di vanità… è che passiamo spesso il nostro tempo cercando palliativi alla nostra insicurezza personale. Eh… su su… prendiamo tutti un bel respiro…

 

Quante volte ti è capitato di prendere in mano il telefono pensando: “Vediamo se qualcuno mi ha scritto…”, “Vediamo se qualcuno ha commentato…”, “Vediamo in quanti hanno visto la mia foto…”… molte volte, vero? Sì. Questa è vanità. Ovvero la ricerca di situazioni, oggetti, cose varie che rinforzino l’idea del proprio essere belli, bravi, capaci, intelligenti, amati, voluti, eccetera eccetera eccetera…

 

Oh! In questo momento, scoccano le ore 15.15…

… guarda un po’…

… parli del Diavolo…

XV - Il Diavolo

 

“Vanità, il mio peccato preferito!” è l’eccezionale battuta che Al Pacino sfodera alla fine del film “L’Avvocato del Diavolo”, fissando con la cera lacca quella ruota di agghiaccianti e allo stesso tempo bollenti situazioni, scelte, relazioni e compromessi che conducono all’esasperazione, alla morte del cuore, alla distruzione dell’essere, alla perdita dei propri valori personali… tutto per sentirsi dire: “Bravo!” e quindi colmare quella voragine emotiva che è la carenza affettiva.

 

Al Pacino Taglio

 

Ora, se Narciso è mitologia e Al Pacino è cinematografia… la vanità e la voragine emotiva restano sempre cose di tutti i giorni. Sulla guarigione del vuoto emotivo rimando ad altri momenti… per oggi mi basta far soffermare la vostra attenzione su quanto quello che fate sia frutto della vostra gioiosa e amorevole verità interiore e quanto invece nasca per colmare un senso di vuoto che fa molto molto male. Siamo qui per trasformarci, quindi state tranquilli… tutto si risolve… iniziamo dal primo passo, ovvero fare attenzione a quello che succede davvero dentro di noi. Poi da lì, si compie tutto il resto…

 

Siate fiduciosi, l’Angelo della Guarigione è sempre dentro di noi… però… anche Lucifero era un Angelo… mmmh… e così scopriamo che anche il Diavolo è dentro di noi!! ODDIIIIIIOOO!!!!

 

… ma magari del Diavolo parliamo un’altra volta…

 

Andate in pace.

 

Amen.

 

Rossella

 

venere-risponde2

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2 pensieri riguardo “Vanità, il mio peccato preferito!

  1. Vanitas vanitatis dicevano i latini… Tutto è vanità.
    Bella foto eh 😉

    Orco diavolo… Superbia e vanità vanno a braccetto!

    Mi piace

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