Andare verso il padre

La difficoltà a muoversi nel mondo, a confrontarsi con gli altri, ad affermare se stessi e i propri confini, è riconducibile ad un rapporto difficile con la figura paterna. Resta inteso che per figura paterna si intende il padre biologico allo stesso modo di un suo sostituto.

Quando il bambino è nello stato simbiotico con la madre, ha bisogno solo di lei. Quando questa fase è conclusa, il bambino si stacca per andare verso il padre, che è il suo ponte verso il mondo esterno, colui che può insegnargli a catturare le prede, a confrontarsi con gli altri, a definire i propri confini, a raggiungere i suoi obiettivi. Quando un bambino non trova nel padre una guida verso il mondo esterno, vuoi perché il padre è assente, distratto, lo rifiuta, abbandona, abusa di lui o lo prende per un genitore o un amico, il bambino prova una forte delusione che gli provoca dolore. Nasce una ferita.

Il bambino ha comunque bisogno di un riferimento, così ritorna dalla madre, la quale non è più soddisfacente come prima, perché il bambino ha bisogno di altre cose, e vive un’altra delusione. La madre può essere un surrogato, può mettercela tutta per insegnare al bambino ad andare nel mondo, ma non potrà mai sostituire in pieno la figura paterna, per una semplice questione naturale.

Il padre rappresenta il maschile, l’energia maschile che vive in ogni individuo.

Quando l’individuo non ha ricevuto un adeguato esempio, un accompagnamento, una guida verso la gestione della sua energia maschile, questa resterà menomata, acerba, debole, e l’individuo farà molta fatica a relazionarsi con il mondo in modo soddisfacente.

Inoltre, la delusione provata dal bambino è una ferita che provoca dolore, così il bambino registra che avere a che fare con il maschile è qualcosa che fa male, che porta dolore, che ferisce, e così tenderà ad evitarlo nel corso della sua vita.

Evitare il maschile significa evitare tutti quegli aspetti che hanno a che fare con esso, come appunto l’affermarsi nel mondo, portare avanti progetti, mostrarsi, usare il denaro, essere aggressivi ed offensivi, proteggere il proprio territorio, sostenere le proprie idee. Il maschile ha preso il sopravvento nella nostra società ed ha portato ad una assuefazione – cemento, arrivismo, supremazia, violenza -, andando all’eccesso e diventando distruttivo anziché creativo, perciò è comprensibile come una persona che ha una ferita con il maschile tenda a volersene allontanare. Così nascono le correnti alternative, ecologiche, alla ricerca di uno stato più naturale di vita. Niente di male in questo.

La crepa sta nel fatto che spesso queste correnti nascono da una ferita e sono perciò reazioni, non sono prese di coscienza consapevoli dettate dalla profonda essenza del singolo individuo. Sono correnti che permettono a chi si è sentito ferito di trovare un nido sicuro in cui non dover affrontare quei temi così dolorosi. Scelte personali, tutto è possibile. Quello che nuoce è il fatto che, pur essendo all’apparenza buone cose, quando le azioni arrivano da una ferita, portano la sua matrice, e perciò dolore. Non è l’apparenza che conta, bensì il contenuto.

Gli individui si trovano così a mangiare crudo, vegetale, con le bacchette, arrivando ad attendere che il frutto cada dalla pianta per poterlo mangiare. Fanno di tutto per non essere aggressive, per non ferire. A quel punto, mi chiedo, come pensano di integrare il cibo nel loro corpo? Attendono che il frutto si decomponga spontaneamente distribuendo le sue proprietà nel sangue, oppure lo masticano e lo digeriscono, usando denti e succhi gastrici? Il nostro corpo è aggressivo per natura, i denti servono a rompere, strappare, mordere, i succhi gastrici distruggono. L’energia maschile è dentro di noi.

Sintomi del corpo come difficoltà digestive, problemi ai denti e alle gengive, infiammazioni, allergie, mostrano come l’individuo stia reprimendo l’energia maschile. Il nostro corpo è fatto per distruggere, afferrare, aggredire, imporsi. Sono doti che ha fornito la natura. Allo stesso modo, il nostro corpo è fatto per ricevere, sentire, aprirsi. Un sano equilibrio tra energia maschile ed energia femminile è lo stato auspicabile.

Quando i denti si ammalano è perché non vengono usati, quando le gengive si ritraggono significa che la rabbia è trattenuta, quando la digestione è difficoltosa, quando i succhi gastrici risalgono l’esofago, il corpo sta comunicando una sofferenza nell’aspetto maschile, una necessità di esprimerlo nella vita. Anche le allergie sono campi di battaglia che vengono allestiti all’interno del corpo anziché nella vita. Il corpo comunica e ci ricorda chi siamo.

Un rapporto conflittuale con il denaro, l’odio nei suoi confronti, la difficoltà a guadagnarlo o reperirlo, è sintomo di una difficoltà a relazionarsi con la parte maschile della vita, una paura ad andare nel mondo. Il denaro è stato creato per favorire gli scambi, per rendere più agevole il contatto con l’esterno, con il “fuori da casa”. Quando una persona sta in casa (la casa simbolicamente rappresenta la madre) non ha bisogno di denaro. Infatti, la mancanza di denaro spesso porta le persone a restare a casa, a non uscire. La frase tipica è “Non ho soldi, non posso andare da nessuna parte”, ed è chiaro che è solo una scusa. Quelle persone si privano del denaro per evitare il contatto con il mondo esterno. Sappiamo tutti che possiamo uscire di casa anche senza denaro: possiamo andare al parco, in biblioteca, possiamo andare a trovare un’amica o fare un giro per la città, possiamo passeggiare per i campi e fare molte cose utilizzando il baratto.

La mancanza di denaro non è un reale impedimento a fare le cose, ma la sua mancanza può diventare una scusa per non farle. Così diventa chiaro come l’individuo boicotta l’arrivo del denaro e non sviluppa la sua capacità di reperirlo in modo da avere una scusa per non andare nel mondo e restare nelle braccia sicure delle sue abitudini (madre). Sarebbe più consapevole riconoscere questa difficoltà ed ammetterlo a se stessi, senza usare scuse, confrontandosi con la propria ferita.

Ma il confronto, l’abbiamo detto, è parte dell’energia maschile. Chi ha difficoltà, rancore o ferite con il maschile tende a non confrontarsi con nulla, nemmeno con se stesso, non esprime la propria opinione, dice che va sempre tutto bene oppure si lamenta del sistema, di come va il mondo, ma non fa nulla per cambiare. La lamentela è specchio di una ferita, di un bambino che mostra il suo disagio ma non ha le capacità per fare qualcosa, visto che subisce la situazione.

 

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L’Imperatore – Archetipo del Padre

 

Andare verso il padre significa ritrovare quell’energia maschile, offensiva, aggressiva, territoriale che è propria di ogni individuo e che è necessaria per una vita sana ed appagante. E’ possibile guarire ogni ferita e così anche quella con il padre. Si può non avere un buon rapporto con il proprio padre, ma si può guarire quel trauma originario, in modo da liberare l’energia trattenuta e riconoscerla come benefica.

Tutti abbiamo bisogno di figure di riferimento, siamo emulatori, anche questo fa parte della natura. Perciò, quando una persona non trova nei propri genitori degli esempi da seguire – ed è normale perché il genitore è un essere umano e non un essere onnipotente ed assoluto -, può cercarli altrove, in altre persone. L’adulto si comporta così. Cerca quello che gli serve in giro per il mondo, senza accanirsi sui genitori. Il bambino invece ha bisogno sempre e solo di un’unica figura e si ostina su quella, che è il genitore.

Andare nel mondo è un moto individuale. Ogni individuo può scegliere se farlo con un camper, con l’auto super lusso, a piedi, attraversando i campi o sfrecciando per le autostrade, costruendo tavole di legno oppure scarpe. Non è la forma che conta, bensì la sua energia motrice. Quando un movimento nasce dal cuore, dall’essenza, questo porta con sé la stessa qualità di amore che l’ha originato. Per quello vediamo persone felici che sono molto diverse tra di loro. Non è quello che fanno che le rende felici, è la felicità stessa che ha generato quello che fanno. E quello che fanno è intriso di felicità. Si nutrono e nutrono in un ciclo continuo.

Allo stesso modo, si può scegliere di utilizzare i soldi oppure il baratto, di mangiare carne oppure verdura, di vestire sintetico oppure naturale, di amare un uomo oppure una donna. Sono scelte individuali che non possono essere catalogate come buone o cattive a prescindere, sono tutte espressioni di qualcosa che nasce all’interno dell’individuo. Tutto è simbolo e tutto è disponibile per essere compreso.

Quando si è in contatto con se stessi, è possibile riconoscere nodi e talenti, e favorire quell’alchimia della creazione che è la collaborazione tra femminile e maschile.

 

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L’Arte – o Temperanza – Archetipo del mescolare

 

Rossella

10.11.2016

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2 pensieri riguardo “Andare verso il padre

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