Dinamiche sul lavoro

– Domanda sulle dinamiche al lavoro. Perché con i capi uomini c’è una sudditanza come fosse il padre? E con le donne capo cosa cambia? Grazie! R.

la ragione per cui esistono tali dinamiche è presto svelata nel riconoscere come ci si approccia al lavoro senza aver avuto una maturazione in quanto adulti ed autonomi a livello profondo.

la crescita del corpo è isolata da quella del carattere e ancora l’anima è un aspetto a sé.

perciò amati vi trovate ad affrontare il lavoro e le persone nel mondo senza aver ancora affrontato i vostri genitori e le vicende che avvengono dentro casa. portate con voi le strutture della famiglia di origine nelle relazioni di ogni genere. ricercando ancora e ancora quella condizione, per l’appunto, familiare. è quella che conoscete. quello che conoscete vi permette di essere più comodi e di restare nei ruoli che avete scelto di vestire all’interno della vostra famiglia di origine.

avrete spesso sentito dire che un capo è come il padre. qualcuno che dice: “il mio capo è proprio come mio padre”, usando disprezzo o mostrando insofferenza, fa comprendere lo stato di assoggettamento non tanto al padre, bensì al ruolo che la persona stessa ha scelto di coprire e che ancora porta con sé.

in questo momento storico molti stanno comprendendo la necessità di ascoltare se stessi per realizzare una vita felice. è la naturale conseguenza di un periodo in cui le regole stabilivano comportamenti da adottare ad ogni costo, andando oltre ogni opinione personale.

ora, amati, le cose sono molto diverse. molti individui si stanno svegliando, ed insieme a loro altri ancora.

il padre autoritario della società che sta svanendo lo si può ritrovare nei luoghi di lavoro in cui vige la stessa regola. lo si ritrova nelle vesti del capo. come il capo-famiglia. sempre di capo si tratta, sempre di vertice, di superiorità. ed è calzante il termine che hai usato: sudditanza. perché è ciò che accade. ci sono livelli. qualcuno sta sopra, qualcuno sta sotto.

questo avviene a causa dello stato di dipendenza che viene protratto oltre il termine naturale. la dipendenza è naturale nell’infante, nel cucciolo, il quale – passata la fase dell’introduzione alla vita – viene invitato e spinto dal genitore stesso a diventare adulto e crearsi una propria autonomia. amati, questo avviene in modo naturale in natura, tra gli esseri umani persiste invece un essere dipendenti gli uni dagli altri. questo atteggiamento porta peso e priva della libertà.

quando vi approcciate al mondo esterno al nucleo familiare, lo fate con un atteggiamento infantile. nessuno vi ha educato a diventare adulti, perciò continuate ad essere bambini che dipendono da un genitore. ecco la necessità di trovare qualcuno (nelle relazioni, nel lavoro, nelle amicizie) che ricordi il genitore e che si comporti come tale.

ricordati, amato, che ogni individuo porta la propria storia, perciò le sfumature e le differenze sono infinite.

il bambino che si è occupato dei propri genitori tenderà ad occuparsi degli altri a cui delega il ruolo di genitori.

il bambino che è stato del tutto dipendente da uno o entrambi i genitori tenderà a cercare qualcuno che si occupi di lui.

il bambino che aveva liti continue con il padre tenderà ad avere liti continue con il capo sul lavoro o chi con riveste per lui il ruolo di padre.

perciò le situazioni sono diverse. tu hai notato una relazione padre-figlio come sudditanza. ci possono essere altre qualità. tutte che riportano al ruolo che il bambino ha scelto di rivestire per corrispondere alle richieste dei genitori.

queste dinamiche vengono portate avanti finché l’individuo non si sveglia, si desta da questo automatismo ed inizia ad ascoltarsi profondamente.

a quel punto, il movimento cambia e si direziona verso la naturale espressione delle qualità dell’essere.

puoi notare lo stato di rilassatezza di chi ascolta la propria anima e lo stato di tensione di chi segue regole e ruoli pre imposti. è naturale.

così, amato, segui il tuo sentire più profondo e ama quello che esiste intorno a te, perché ti sta mostrando la via verso la realizzazione.

Grazie.

J

5.7.16

Rossella

 

Meditazione lavoro

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