Essere nella materia

E’ più che mai necessario riconoscere il valore della materia in questa nostra ricerca spirituale, per superare le convinzioni che limitano lo sposalizio tra le due parti estreme del nostro percorso di esperienza qui.

 

Lo spirito e la materia sono espressioni della stessa energia che si condensa in modi diversi e non sono invece due entità separate. Questo è importante da comprendere per poter finalmente unire tutte le nostre parti in un continuum fluido e creativo.

 

Quello che sentiamo diviene istantaneamente materia, come un respiro profondo, un’emozione, un pensiero, una parola o una risata. Come distingui lo spirito dalla materia? Quale densità attribuisci ad uno e quale all’altra? Quale differenza c’è tra un maglione comodo e un bel pensiero? Ogni individuo, ogni essere ha una sua peculiarità e questo lo rende unico, eppure esso è composto dalla stessa sostanza di cui è composto tutto il resto. Chiamala energia se ti piace. E’ solo un nome, un’etichetta.

 

Una rosa è sempre una rosa anche se le cambi il nome…

 

Rosa

 

La differenza, la distanza, l’idea per cui una cosa è diversa dall’altra, una cosa è peccaminosa, l’altra è giusta, una è diabolica, l’altra è benedetta, ha portato a tutte le guerre, quelle interiori in primis. Nulla accade fuori se prima non è nato dentro. Inutile spingere affinché i paesi si decidano per la pace, quando dentro di noi esistono conflitti, quando desideriamo fare una cosa poi ne facciamo un’altra perché crediamo in una giustizia preconfezionata. Come possiamo chiedere che una guerra cessi quando dentro di noi è in continuo svolgimento?

 

Osservare se stessi, le proprie opinioni, il proprio modo di vedere, selezionare, giudicare e condividere, ci permette di riconoscere quanto la forma del mondo è la forma di noi stessi, della nostra personalità, delle nostre scelte e del nostro modo di pensare.

 

Noi siamo gli artefici di tutto quello che accade e riconoscere questo potere ci permettere di dare una vera svolta alla nostra vita, senza bisogno di forme eclatanti, manifestando noi stessi nella piena serenità. Perché sono le piccole abitudini quelle più difficili da cambiare…

 

Un incoraggiamento a tutti da parte mia affinché possiamo uscire dalla gabbia della nostra razionalità ed aprirci ad una visione estesa della vita, in cui la manifestazione del nostro essere avviene in modo ricco, spontaneo, felice e fluido, senza la necessità di combattere né isolare, mantenendo una attitudine di scelta e amore, accogliendo quello che c’è come dono che rispecchia la nostra interiorità.

 

Grazie,

Rossella

Libertà

Guarda quello che accade quando sei nello sconforto

e osserva il tuo più profondo essere oppresso dalla restrizione

Il limite della tua anima sta nella tua persona

Tutto quello che impedisce la libera espressione della tua anima

sta nelle gabbie della tua personalità,

nel limite che hai deciso di imporre alla tua espressione, alla tua manifestazione, alla tua magnifica presenza

Il peggior danno che puoi fare alla tua vita è darle un confine, restringendo tutte le infinite possibilità di estensione

Di quello che ti piace conosci ben poco,

di quello che non sopporti hai già fatto larga esperienza

Puoi scegliere

Ora

Puoi andare nella direzione dei tuoi desideri oppure resistere e opprimere il tuo respiro

E’ tua la scelta

Una sola possibilità per volta viene data, ogni momento

e tu segui la direzione che preferisci

Puoi dartela quella possibilità

Sta sempre tutto a te

Ed è la tua libertà

Gioia

I giorni sono esperienze, non tempo.

Approfitta di quello che accade per comprendere a fondo chi sei e cosa vuole la tua profonda essenza.

Ogni disagio ti parla, tutto c’è per aiutarti.

Lascia che accada e godi in libertà, senza dover ripagare.

La gioia è una dote e una possibilità di vita.

Puoi sceglierla.

Oppure negarla.

Sta a te.

J

27.11.15

RossellaTree-with-Flowers-Vector-Graphic

 

Il viaggio dell’eroina ne “Il Diavolo Veste Prada”

 

Il Diavolo Veste Prada

Il viaggio dell’eroina tra cinture e pailettes

Eroina moderna quella rappresentata da Andrea, una ragazza intelligente e piena di iniziativa, con doti di giornalista e serie motivazioni, pronta ad irrompere nel mondo sfruttando le sue qualità.

Andrea è nel rifiuto del suo femminile, veste con abiti che nascondono la sua bellezza e ritiene che certe frivolezze non siano importanti. Miranda (la Dea Madre), le farà notare più avanti che dietro alla sua presunta ribellione al sistema c’è un mare di stilisti e addetti al settore che hanno lavorato per portare nel grande magazzino a poco prezzo il maglione che lei indossa e che crede tanto anti-convenzionale. In ultima analisi, alla radice di quel maglione c’è proprio una scelta di Miranda.

Ecco il divertente video che mostra quel momento.

 

Prima di questo, Andrea si sottopone ad un colloquio con Miranda, direttrice della rivista Runway (Via di Fuga), nome alternativo che sottindende “Vogue”, la nota rivista del nostro tempo. Inizia così il suo viaggio archetipico. Essendo del tutto al di fuori dello standard richiesto, interviene in suo aiuto Nigel, il Vecchio Saggio, che le illustra tutte le regole dell’ambiente. Le dona abiti nuovi e alla moda, le racconta che nella minestra di mais c’è la cellulite e le spiega che Runway è più di una rivista, è un punto di arrivo, una carriera, un mito insomma. La rimonta estetica di Andrea nel film viene coronata con la canzone “Vogue” di Madonna.

Andrea attraversa tutti i passaggi indispensabili per il viaggio dell’eroina. Rompe le regole da lei stessa accettate e le tocca poi ricercare gli oggetti più assurdi e impossibili per recuperare terreno. Questo viene rappresentato nel momento in cui Andrea sale le scale della casa di Miranda (cosa che le era stata vietata) sedotta dalle figlie gemelle di Miranda, suscitando la stima e anche la perfidia di lei che le chiede di procurare alle gemelle il manoscritto del libro non ancora uscito di Harry Potter (altro viaggio dell’eroe). Andrea si dà quasi per vinta, quando poi interviene un amico ad aiutarla ed Andrea riesce a sorprendere Miranda.

Il viaggio prosegue, Miranda crolla sotto l’ennesimo matrimonio fallito e si mostra vulnerabile e piangente agli occhi di Andrea. Ecco l’incontro con la Madre sofferente che porta Andrea a riconnettersi con il femminile e a chiedersi se quella vita sia davvero ciò che desidera.

Dopo altre delusioni, insieme alla rottura del suo fidanzamento. Andrea prende la sua decisione e si separa da quel mondo, ormai forte e sicura di sé. Ha superato le prove, sa che può farcela.

Il film si conclude con una Andrea bella ed intelligente, un’eroina integra, che sostiene e supera un colloquio per un giornale alla sua altezza (aiutata da un commento spietato ma a suo modo lusinghiero di Miranda). Andrea veste in modo da valorizzare la sua bellezza senza scendere al compromesso del tacco esagerato ed inizia la sua carriera come giornalista seria quale si ritiene.

Allo stesso tempo recupera il fidanzamento e mostra così il completamento del viaggio, l’unione di un lavoro appagante con una vita sentimentale piena.

L’eroina ha ritrovato se stessa, ha integrato le sue parti ed ha così concluso il viaggio alla ricerca di sé, portando a termine il processo di individuazione.

IL Diavolo Veste Prada è un bello sotto molti aspetti, da vedere in una chiave allegra e profonda, riconoscendo nei personaggi tutte le parti di sé e prendendone spunto per manifestare a pieno il proprio sé.

Bibliografia consigliata

L’uomo e i suoi simboli” – Carl Gustav Jung e aa.vv.

Il viaggio dell’eroina” – Maureen Murdock

Don(n)a

DON(N)A

Creata donna, mi sento chiamare uomo, essere umano.

Chiamatemi anima, essenza, fiamma di vita, creatura…

non chiamatemi uomo.

Non lo sono.

Non mi sento questo.

Questo genere che conquista,

che perde la sua dignità, il suo cuore, la sua forza

in una eterna e sempre rinnovata guerra.

No, non sono io.

Che l’intero spirito della creazione possa sempre guidarmi,

che la Madre di tutte le cose sappia sempre indicarmi il giusto gesto,

che io possa essere donna, in ogni mia movenza.

Creo l’onda del piacere,

passo dopo passo disegno le forme dell’utero che accoglie,

dona, genera.

In ogni respiro, sono donna.

Mi hanno insegnato ad essere uguale,

mi hanno detto che siamo tutti esseri umani,

mi hanno dato l’esempio.

TERRA-madre-terra

E l’ho seguito, perdendo la mia natura.

Ora mi inchino e chiedo perdono alla fonte,

umile e disponibile mi preparo a ricevere le intuizioni necessarie per creare,

per proseguire, per generare quel mondo che in origine era la favola,

l’armonia, il giusto ciclo, la morte e la vita.

Donna,

genero,

creo,

rispetto la distruzione,

scompongo e rigenero,

nell’eterno fluire di un gioco che ci scorre tra le mani

e che mai potremo possedere, ma solo respirare.

21.1.15