Assoluto e relativo

soul

Piccola guida utile per vivere sereni nella materia.

Relativo è il tempo che hai a disposizione

Assoluto è il sentimento che provi durante quel tempo

Relativa è un’ora

Assoluta è la gioia che provi in quell’ora

Relativo è il costo di un oggetto

Assoluto è come ti senti insieme a quell’oggetto

Relativo è il conosciuto

Assoluto è l’ignoto

Quando poni l’attenzione al relativo, l’estensione del tuo essere, che è assoluta (molto più che infinita – termine relativo) si vede ridotta e sofferente, limitata nel momento.

Quando ascolti il dio, il dio interiore, ovvero la tua verità, interiorità, intuizione, sentimento, stai attivando tutte le risorse dell’universo.

Non puoi occuparti del relativo, della materia. Nessuno può farlo, è un compito al di sopra delle nostre possibilità. Chi tenta di farlo si distrugge, le forze non bastano. I maestri conoscono l’assolutezza del dio, che tutto può, per questo motivo invitano ad ascoltarlo.

Nella legge di attrazione è detto di non occuparsi del come, bensì di focalizzarsi sul cosa. Il come è un compito di cui non possiamo occuparci, perché è l’assoluto a provvedere.

L’assoluto tutto può.

Il relativo è limitato.

Un’ora è relativa.

Il sentimento è assoluto.

Quando guardi l’orologio e vedi che hai un’ora di tempo – oppure guardi il portafogli e vedi che hai pochi soldi, ti viene l’ansia pensando a cosa puoi fare. L’ansia giunge perché non puoi davvero risolvere il problema del relativo se non consideri l’anima. Il relativo è solo un mezzo per compiere il tuo viaggio, non è la meta, non è la risposta.

“Se la risposta è amore,

la domanda qual è?”

cantava Luciano Ligabue.

La domanda è tutte le domande e la risposta è sempre amore, che ti riporta al tuo profondo essere.

E’ necessario contattare l’assoluto, il vero essere, perché in quell’onda le infinitè possibilità si dispiegano, l’anima si libera, la mente si apre e ogni soluzione compare.

Quando siamo nell’onda del’assoluto, non siamo più ingabbiati nel relativo (che restringe la visione) e il nostro essere può correre libero, manifestando tutto ciò che è nel suo potere.

Il relativo è il mezzo, lo strumento, non è l’obiettivo.

L’assoluto è la meta.

Questo non significa ignorare la materia o non badare all’orario di un appuntamento, bensì usare denaro e tempo come strumenti per sviluppare nella materia il potere dell’assoluto, senza limitare il pensiero al relativo e aprendolo alla visione assoluta.

Quando ti fissi su un problema relativo (il problema è sempre relativo, l’assoluto non ha problemi), sposta l’attenzione sull’assoluto, sul momento, sul sentire.

Sei in ritardo e ti preoccupi. Bene, non badare all’orologio, alleggerisci la mente e stai sul sentire, il sentimento guiderà tutto nel modo migliore.

L’anima ha tutto l’interesse a raggiungere la sua meta e metterà in moto ogni possibile risorsa affinché questo avvenga.

L’ansia nasce perché ascolti le strutture che hai creato, perché dai retta alla ragione. Nel relativo è stata creata la divisione bene-male, così quando succede qualcosa definito “male” c’è preoccupazione, paura (di morire). L’ansia frena il respiro, blocca l’ossigeno, peggiora la situazione.

Spostando l’attenzione sul sentire, viene dato spazio all’assoluto, in cui bene e male non esistono e a tutto è dato spazio di esistere, permettendo a ciò che è meglio di accadere.

Esempio: ho appuntamento all’una e mi viene spostato alle due. Mi infastidisco (mancanza di rispetto, mi ero già organizzata, e così via…). Restando nel relativo, aumenta la tensione. Se esco dal relativo, posso ascoltare come mi sento in quel momento. Magari in fondo sono sollevata perché ho tempo di rilassarmi e riposare un po’ prima dell’appuntamento oppure posso fare un giretto e mi accorgo che quello spostamento è un dono, anziché un problema.

Stare nell’assoluto (sentire) anziché nel relativo permette di trovare la verità del momento anziché la sua categorizzazione.

Ti è capitato di sentire una cosa in modo forte e poi si è avverata? Quello è il potere del sentimento.

La potenza del sentimento. E’ il sentimento che crea la materia.

Non è la materia a creare se stessa, bensì lo spirito, che si manifesta attraverso la materia.

Lo spirito è il creatore.

Generare materia con la materia richiede uno sforzo immane che non produce risultati al pari della fatica. Anzi, lascia sempre sfiniti.

Quello che fai spinto dal sentimento, ti viene facile e crea cose immense e tu ne vieni abbondantemente ed immensamente ripagato.

L’anima provvede a creare tutto ciò che è necessario per il raggiungimento della meta.

Anche pagare le bollette 🙂

Considera tutta la materia come un mezzo per raggiungere la meta dell’anima. Così, ascoltando l’anima, potrai lasciarti guidare serenamente verso la realizzazione di te.

*

Rossella Schianchi

Giovedì 25 Febbraio 2016

 

 

 

 

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