Allergia al Nichel

nichel
Nichel: “metallo pesante lucente, duttile e malleabile, tenace, resistente alla corrosione, è il principale costituente del nucleo terrestre”. Curioso che molte persone siano intolleranti a ciò che costituisce il nostro pianeta…
Il metallo è un elemento della MTC (Medicina Tradizionale Cinese), le cui caratteristiche principali sono forza e perfezione. Il metallo corrisponde al cielo, alla curva della volta celeste e allo stesso tempo scorre nelle vene della terra, rendendola ricca. Il metallo è associato a fermezza, moralità, giustizia e ordine, come agli stati estremi di angoscia e inflessibilità. Polmoni, pelle, intestino crasso e naso corrispondono al metallo.
L’allergia o l’intolleranza è un processo di attacco al nemico. Ovvero, il sistema di difesa del corpo riconosce come nemiche alcune sostanze e le attacca. Non riesce ad integrarle, a farle proprie, le rifiuta, non le ritiene utili, e così attiva una guerra per distruggerle, portando l’organismo in stato di sofferenza.
Un’allergia o intolleranza al nichel descrive un soggetto che vede come nemiche le qualità di fermezza, precisione, ordine, forza e moralità. Probabilmente, il soggetto non ne può più di essere così preciso, perfetto, sempre pronto a rispondere e disponibile. La duttilità e la resistenza, l’essere un fondamento per il tutto, l’indispensabilità e l’indistruttibilità stanno diventando impegni troppo pesanti.
Per stare meglio, oltre a riconoscere il peso che il soggetto sta portando sulle proprie spalle, si possono portare nella propria vita gli elementi fuoco e acqua per bilanciare l’eccesso di metallo. Il fuoco è la vitalità (vedi aggressività repressa che sfocia nella guerra manifestata dall’intolleranza), il cuore, la gioia, il coraggio. L’acqua è la meditazione, il flusso, l’ascolto di sé, il muoversi secondo l’onda, l’acqua è il principio femminile.
E restando nel femminile, si nota che un eccesso di metallo porta la terra ad essere stanca, svuotata. Riconoscere le proprie necessità, andare con il proprio ritmo e nutrire se stessi (elemento terra) permette una produzione di metallo equilibrata ed in armonia con il proprio modo di essere, insieme ad una sensazione di benessere e pienezza.
Nella foto si può osservare il ciclo dei 5 elementi della MTC.
5 elementi
Grazie a Debora per l’entusiasmo mostratomi e a GG per lo spunto a scrivere questo articolo.
 
Buona vita
Rossella
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Determinazione

La domanda di Ramsis:
“Come mantenere la determinazione anche nei momenti più difficili?”
Il tuo io sa qual è la direzione e quando ti ferma, quando ti fa venire lo sconforto, ti sta portando in un punto profondo di te, in cui vivono paure e limiti. In quel momento, il tuo io ti sta accompagnando a vedere che cosa di te non hai considerato, cosa di te lavora contro per paura. Quando sei nello sconforto, fai in modo che ti parli, che questo stato d’animo possa darti utili indicazioni. Lascia che sia una guida.
Viviamo in una società attiva, arrivista e competitiva. Mantenere l’obiettivo ed essere sempre prestanti è il requisito fondamentale per essere nel ritmo, per vincere, per restare al passo. Eppure non sempre è possibile. Ci sono i momenti di sconforto, c’è il bisogno di riposare, c’è anche la necessità di fare un giro nelle nostre parti oscure e prenderci una pausa da tutto il fare quotidiano.
È stato deciso che si lavora almeno otto ore al giorno e se fai di meno c’è qualcosa che non va. Chi svolge un’attività autonoma è generalmente ancora più costretto in questo ideale e tiene sempre la testa impegnata nel lavoro, per una sorta di dovere ad essere sempre al servizio della professione.
Quando perdiamo di vista l’obiettivo, quando ci sentiamo stanchi, quando pensiamo di non potercela fare, possiamo di certo forzarci a rimettere l’attenzione sulla meta, ma è davvero il meglio che possiamo fare? È proprio quello che il nostro io profondo ci sta chiedendo? Oppure ci vuole un momento di ritiro, un ascolto di quello che non ci piace, un affondo completo nel pozzo per grattarne il fondo e poi tornare su? Alle volte serve questo.
Alle volte è utile andare a vedere le parti oscure, il disagio e la parte che rema controcorrente, per comprendere quali sono i nodi che ci portiamo appresso e poterli sciogliere.
Quando c’è sconforto, ci si può fermare, senza prendere decisioni drastiche, ed osservare. Quelle che sono le tue mete, quelle che fanno bene al cuore, quelle che permettono di realizzare i tuoi talenti più veri, queste continuano a vibrare e restano in attesa, non esiste spreco di tempo. Esse possono attendere che tu osservi le parti oscure di te per rimetterti in viaggio più luminoso di prima.
Grazie,
Rossella
26.2.16

Assoluto e relativo

soul

Piccola guida utile per vivere sereni nella materia.

Relativo è il tempo che hai a disposizione

Assoluto è il sentimento che provi durante quel tempo

Relativa è un’ora

Assoluta è la gioia che provi in quell’ora

Relativo è il costo di un oggetto

Assoluto è come ti senti insieme a quell’oggetto

Relativo è il conosciuto

Assoluto è l’ignoto

Quando poni l’attenzione al relativo, l’estensione del tuo essere, che è assoluta (molto più che infinita – termine relativo) si vede ridotta e sofferente, limitata nel momento.

Quando ascolti il dio, il dio interiore, ovvero la tua verità, interiorità, intuizione, sentimento, stai attivando tutte le risorse dell’universo.

Non puoi occuparti del relativo, della materia. Nessuno può farlo, è un compito al di sopra delle nostre possibilità. Chi tenta di farlo si distrugge, le forze non bastano. I maestri conoscono l’assolutezza del dio, che tutto può, per questo motivo invitano ad ascoltarlo.

Nella legge di attrazione è detto di non occuparsi del come, bensì di focalizzarsi sul cosa. Il come è un compito di cui non possiamo occuparci, perché è l’assoluto a provvedere.

L’assoluto tutto può.

Il relativo è limitato.

Un’ora è relativa.

Il sentimento è assoluto.

Quando guardi l’orologio e vedi che hai un’ora di tempo – oppure guardi il portafogli e vedi che hai pochi soldi, ti viene l’ansia pensando a cosa puoi fare. L’ansia giunge perché non puoi davvero risolvere il problema del relativo se non consideri l’anima. Il relativo è solo un mezzo per compiere il tuo viaggio, non è la meta, non è la risposta.

“Se la risposta è amore,

la domanda qual è?”

cantava Luciano Ligabue.

La domanda è tutte le domande e la risposta è sempre amore, che ti riporta al tuo profondo essere.

E’ necessario contattare l’assoluto, il vero essere, perché in quell’onda le infinitè possibilità si dispiegano, l’anima si libera, la mente si apre e ogni soluzione compare.

Quando siamo nell’onda del’assoluto, non siamo più ingabbiati nel relativo (che restringe la visione) e il nostro essere può correre libero, manifestando tutto ciò che è nel suo potere.

Il relativo è il mezzo, lo strumento, non è l’obiettivo.

L’assoluto è la meta.

Questo non significa ignorare la materia o non badare all’orario di un appuntamento, bensì usare denaro e tempo come strumenti per sviluppare nella materia il potere dell’assoluto, senza limitare il pensiero al relativo e aprendolo alla visione assoluta.

Quando ti fissi su un problema relativo (il problema è sempre relativo, l’assoluto non ha problemi), sposta l’attenzione sull’assoluto, sul momento, sul sentire.

Sei in ritardo e ti preoccupi. Bene, non badare all’orologio, alleggerisci la mente e stai sul sentire, il sentimento guiderà tutto nel modo migliore.

L’anima ha tutto l’interesse a raggiungere la sua meta e metterà in moto ogni possibile risorsa affinché questo avvenga.

L’ansia nasce perché ascolti le strutture che hai creato, perché dai retta alla ragione. Nel relativo è stata creata la divisione bene-male, così quando succede qualcosa definito “male” c’è preoccupazione, paura (di morire). L’ansia frena il respiro, blocca l’ossigeno, peggiora la situazione.

Spostando l’attenzione sul sentire, viene dato spazio all’assoluto, in cui bene e male non esistono e a tutto è dato spazio di esistere, permettendo a ciò che è meglio di accadere.

Esempio: ho appuntamento all’una e mi viene spostato alle due. Mi infastidisco (mancanza di rispetto, mi ero già organizzata, e così via…). Restando nel relativo, aumenta la tensione. Se esco dal relativo, posso ascoltare come mi sento in quel momento. Magari in fondo sono sollevata perché ho tempo di rilassarmi e riposare un po’ prima dell’appuntamento oppure posso fare un giretto e mi accorgo che quello spostamento è un dono, anziché un problema.

Stare nell’assoluto (sentire) anziché nel relativo permette di trovare la verità del momento anziché la sua categorizzazione.

Ti è capitato di sentire una cosa in modo forte e poi si è avverata? Quello è il potere del sentimento.

La potenza del sentimento. E’ il sentimento che crea la materia.

Non è la materia a creare se stessa, bensì lo spirito, che si manifesta attraverso la materia.

Lo spirito è il creatore.

Generare materia con la materia richiede uno sforzo immane che non produce risultati al pari della fatica. Anzi, lascia sempre sfiniti.

Quello che fai spinto dal sentimento, ti viene facile e crea cose immense e tu ne vieni abbondantemente ed immensamente ripagato.

L’anima provvede a creare tutto ciò che è necessario per il raggiungimento della meta.

Anche pagare le bollette 🙂

Considera tutta la materia come un mezzo per raggiungere la meta dell’anima. Così, ascoltando l’anima, potrai lasciarti guidare serenamente verso la realizzazione di te.

*

Rossella Schianchi

Giovedì 25 Febbraio 2016

 

 

 

 

La scarpa col tacco

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Ritenuta dai più simbolo del femminile, la scarpa con il tacco è invece un simbolo fallico, perciò maschile. Indossare la scarpa con il tacco è un richiamo per l’uomo, o per la parte maschile. Il tacco porta verso l’alto, verso il cielo, il padre, verso il pensiero, la mente, la tensione.
Diversamente, la scarpa bassa avvicina alla terra, alla madre, alle radici, alla calma. La donna selvaggia è infatti rappresentata a piedi nudi o con calzature basse. Mentre nell’erotismo maschile, la donna può anche essere nuda, ma indossa scarpe con il tacco.

Questa e altre simbologie nel Seminario

“Perché lo faccio?”

di Domenica 6 Marzo a Faenza

con Rossella Schianchi.

Per informazioni:
info.percorsidicosapevolezza@gmail.com
pagina Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza
sito percorsidiconsapevolezza.wordpress.com

Cos’è la verità?

La verità è ciò che vibra in sintonia. Non esiste una verità unica per tutti, non esiste LA verità. Per ognuno esiste una verità differente, unica, propria. È vero per te ciò che vibra come te, che da te esce fluido, facile, spontaneo. È vero quello che sei tu, che nasce da te. Quello che è immediato. Può non essere ciò che ti aspettavi, può non corrispondere all’idea che hai di te, può rompere le tue convinzioni su cosa sia giusto e sbagliato. Può farti vedere che sei diversa da come credevi o speravi o ti obbligavi ad essere. Può farti crollare l’illusione di essere perfetta o imperfetta. Può farti vedere che sei rabbiosa quando ti forzavi ad essere accogliente e può farti vedere di essere tranquilla quando pensavi di essere ribelle. La verità può sconvolgerti. Non sempre ciò che è vero è immediatamente accettabile. Però è VERO. Ed è liberatorio. Ti libera e ti riporta a te. È così, la verità rende liberi. E ti riporta a casa.

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Ciò che è facile

– risposta tramite scrittura automatica alla domanda: ho una visione diversa da quella di prima, vedo ambienti più grandi, lavoro diverso. è bene cambiare strada? –

Il momento che si sta aprendo ora apre nuove strade e non ti puoi sorprendere sapendo che ogni tuo pensiero è generato dall’esperienza e dalle nuove forme che prendi ogni volta che compi un passo nella trasformazione. È normale cambiare idea ed aprirsi a nuove comprensioni e visioni di una realtà diversa e più vasta. Stai seguendo la via della conoscenza e della ricerca, questo ti porta ad andare sempre più all’essenza e perciò a togliere le limitazioni del pensiero, fornendo al tuo conscio vie più semplici seppur apparentemente enormi. Una casa grande è la cosa più semplice per te seppur nel mondo relativo possa sembrare più difficile da recuperare. Ma nella tua interiorità è semplice. La cosa più semplice e ovvia. Pensa in questi termini e vedi l’ovvietà delle cose, non limitandoti allo stretto conosciuto ed usuale, bensì aprendo la visione.

Cos’è davvero facile per te? Cosa viene semplice ed immediato?

Quello che è facile è nella tua natura. Quello che ti crea complicazioni sta creando vincoli alla tua espressione, richiede uno sforzo che è perdita di forze e concentrazione che servono ad altre occupazioni. Facile è quello che corrisponde a te, che tu lo consideri giusto oppure no. Facile può essere arrabbiarti. E allora che sia. Che sia quello che è facile per te perché è la via più diretta per incontrare la tua essenza. Immagina la tua facile vita e saprai riconoscere veramente te. Ciò che è facile, è ciò che è fluido, semplice spontaneo, libero da ragionamenti e perciò vero. Senza giudicarlo, lascia che emerga, che si manifesti ciò che è facile, la via più fluida, spontanea, quella vera. Sei tu, così sei tu.

Obiettivi

Sono aperta tutto, a me va bene tutto, qualunque cosa accada va bene… molte di queste frasi vengono spesso ripetute durante il percorso di crescita personale, nel tentativo di favorire una più ampia accoglienza della vita. Intento assai nobile, è certo. Mancante però di una parte fondamentale, ovvero l’azione.

Nello stress dell’aver fatto troppo e rifugiatosi nell’accogliente abbraccio della cultura orientale, il ricercatore occidentale medio, abbandona ogni desiderio, ogni azione, ogni volontà propria, per arrendersi a quella divina.

Dimenticando, per altro, che la volontà divina è la propria. Lo dimentica perché giunge da una cultura secondo cui il dio è qualcosa di esterno, una specie di genitore che provvede a tutto. Così, traslando da una cultura all’altra, magari in tempi brevi, il ricercatore si dimentica di cambiare anche punto di vista, e porta con sé la visione di un dio esterno.

Il maestro e il dio esterni diventano così i nuovi genitori, a cui l’individuo può affidarsi.

Accade poi che dopo un po’ questa visione non soddisfi, essa priva di qualcosa, lascia a bocca asciutta e dona, seppur con estrema utilità, impalpabili risposte. Vogliamo i soldi, la casa, l’automobile, vogliamo realizzare, vogliamo lasciare un’impronta nel mondo. Ma questo viene definito sbagliato e contro lo spirito, perché di sola energia sottile si dovrebbe vivere. E così viene di nuovo permesso al dualismo bene-male di prendere il sopravvento, nonostante il concetto spirituale preveda che il divino tutto include.

Ma cambiare testa non è facile.

Così ci spostiamo dall’ovest all’est, dall’occidente all’oriente, dal maschile al femminile, dall’arrivismo all’arrendevolezza, cambiamo sponda, ci sentiamo un po’ meglio, ma non siamo completi, come è naturale. Stiamo solo dalla parte opposta a quella di prima.

Ciò che ci è necessario comprendere è che siamo composti da più parti, abbiamo in noi l’azione e la stasi, il ricevere e il dare, l’alto e il basso, abbiamo un cuore e un cervello. Abbiamo tutto e il contrario di tutto, e la fatica più grande sta proprio nel far collaborare tra loro le diverse parti che ci compongono.

Avere degli obiettivi è nella nostra natura. Gli obiettivi sono i desideri trasformati in scopi, sono le nostre mete, sono le cose belle che vogliamo creare. Crediamo davvero che l’anima sia giunta qui per starsene immobile? Magari sì. Ma non è la verità per tutti. Non per tutti il culmine dell’esperienza estatica è giacere sotto ad un albero a meditare. Per alcuni può essere stendere la pasta, o scrivere, dipingere, passeggiare, lisciare il legno o aggiustare un motore. Siamo tutti originari della stessa fonte divina, e siamo tutti diversi, proprio perché questa fonte divina possa sperimentare se stessa attraverso il nostro operato.

Gli obiettivi sono i passi che vogliamo compiere nella creazione della nostra vita, sono quelli che attivano la parte costruttrice, sono i nostri intenti messi all’opera, sono le nostre visioni che prendono forma. Avere degli obiettivi è un modo per investire noi stessi in quello che ci piace. La parte attiva di noi necessita di nutrimento come quella passiva. Azione e meditazione sono egualmente importanti.

Nessun giudizio deve attraversare la nostra mente affinché possiamo realizzare ciò che di più magnifico nasce dal nostro cuore.

Rossella Schianchi

Madre

madre terra

 

Silenzio

Vuoto

Le parole non bastano

E’ il nulla

Puro sentire

 

Pulsare della vita

del sangue e del respiro

del corpo che si muove

delle cellule che operano

delle strutture che si costruiscono

e manifestano

in diverse forme

 

La potenza della natura

la sua fantasia

il suo andare oltre in ogni limite

d’immaginazione

Il suo essere Maestra

poco ascoltata

seppur detentrice del potere di scelta

tra chi resta e chi va

 

Spirito che attraversa

natura che si manifesta

nel canto degli uccelli al mattino

nella pioggia che cancella le orme

 

Ti dico che sono io che decido

nel mio cuore e nella mia saggezza

Lasciami guidarti

apriti all’ascolto

e non lasciarti distrarre

da quello che vedi fuori di te

non tutto è la verità

non tutto è la giusta via

 

Pulsa dentro di te

ascolta il ritmo

ascolta il battito

segui l’onda

e vai verso il tuo sentiero

Esplora e meravigliati

 

Sono qui per donare

e nel dono creo

Se nessuno riceve

il dono muore

e con esso

anche il donatore

e con esso

anche chi non lo riceve

 

Ricevete creature mie

che nulla vi è

di più estatico

che lasciarsi bagnare

dalle gocce di vita divina

 

Io lo so

sono la creatrice

sono colei che dona

e colei che riceve

Io sono il dono e il ringraziamento

Sono la parola e l’ascolto

Sono il suono

e il movimento che l’ha generato

Sono il sentimento

e sono l’amato

 

Sono tutto

perché tutto ho creato

 

Vi conosco, creature mie

vi abbraccio e vi sostengo

vi nutro e vi amo

vi insegno e vi porto via

quando è l’ora

 

Affidatevi

esseri generati dal miracolo

 

Abbandonatevi

alla generatrice

che in ogni momento accarezza

purifica e rigenera il vostro corpo

 

Amatevi, esseri, tra voi

e dentro di voi

 

Accogliete tutto quello che vi ho donato

e fatene altro nettare

altra creazione

altro mirabile gioco di fantasia

 

Costruite, anime mie

che io vivo in voi

Costruite e distruggete

Non abbiate paura di perdere

Non possedete, non trattenete

Non uccidete

lasciate vivere, lasciate scorrere

lasciatevi liberi

e amate

 

Amate e create

 

21.1.2015

 

Rossella Schianchi

CORPO ESOTERICO

Corpo Esoterico è un sistema di interpretazione dei messaggi che l’anima invia attraverso il corpo basato sulle corrispondenze tra corpo, Tarocchi e Albero della Vita della tradizione Cabalistica.

Ogni parte del corpo è associata ad una sezione dell’Albero e ad uno o più Tarocchi. Grazie a queste corrispondenze è possibile comprendere il messaggio dell’anima intepretando i simboli contenuti nei Tarocchi e i significati delle parti dell’Albero.

In ognuno di noi vivono simboli ed archetipi che si manifestano attraverso le nostre azioni, parole, talenti e disagi. Il loro richiamo è un modo dell’anima per farci ritornare alla nostra vera essenza.

Tarocchi e Cabala sono antichi sistemi di interpretazione della vita e comprensione dell’animo umano. Insieme portano un prezioso contributo alla ricerca interiore.

Per l’intepretazione, utilizzo il Tarocco di Thoth di Harris-Crowley e le informazioni che giungono dalla tradizione cabalistica.

 

 

CORPO ESOTERICO SI SVILUPPA IN FORMA DI SESSIONE INDIVIDUALE

Chiedo alla persona di descrivere il suo disagio e le chiedo anche di esprimere i suoi desideri del momento. Da questo estrapolo le corrispondenze ed eseguo l’interpretazione.

*

Presento l’esempio di Paolo.

Di seguito un breve estratto della consulenza per lui, così da rendere più chiara la comprensione di questo sistema.

Ecco la descrizione di Paolo:
“Il dolore è sul lato destro sul retro del collo, e sale dalla testa fino a raggiungere la parte alta dell’occhio destro. E’ una vera e propria emicrania. Quando parte, solo un antidolorifico riesce a fermarla. Ho anche spesso rigidità nel collo ed i dottori non hanno trovato nulla. L’emicrania non è per niente nuova, da bambino mi veniva spesso, sempre a destra. E’ solo peggiorata col tempo.”

 

SINTOMI

Mal di testa

Mal di collo a destra

Vertigini

Rigidità collo

 

DESIDERI

– Espressione sessuale a tutti i livelli, non soltanto quello fisico quindi (le energie sessuali devono fluire liberamente verso l’alto fino a raggiungere il chackra piu’ elevato); forse le vertigini sono dovute anche a questo.

– Influenza finalizzata a portare una rivoluzione positiva nel mondo circostante, come quella che accadde quando internet fu creato.

– Prestigio personale.

 

ASSOCIAZIONI CON GLI ARCANI

VERTIGINI XVII – XVIII

RIGIDITÀ II

OCCHIO DESTRO I

COLLO DESTRO RETRO VII

DOLORE 5

TESTA DESTRA 3 – Regine

 

INTEPRETAZIONE:

Io credo essenzialmente che ci siano poteri femminili di guarigione, stregoneria nel senso più costruttivo, intuizione, che chiamano la tua attenzione attraverso il dolore, che altro non è che una costrizione dell’energia, ovvero un’energia, un flusso, a cui viene impedito lo scorrere, e nel punto di fermo avviene il dolore, proprio perché questo flusso continua a spingere ma qualcosa lo ferma. In quel punto viene percepito il dolore.

Può essere giusta la tua interpretazione dell’energia sessuale non ancora espressa ai piani più alti, visto che questo dolore avviene nel collo e nella testa.

Analizzando la situazione a livello di Arcani, possiamo vedere un VII, perciò la partenza dell’eroe alla ricerca del Graal, impedita. Questa lotta tra spinta e resistenza genera dolore, ovvero un 5 che si diffonde anche a I e 3 – Regine. Cosa significa? Significa che l’impedimento della partenza dell’eroe, impedisce anche l’espressione di I – talenti personali, leggerezza -, di 3 – creazione – e delle Regine – energia femminile matura.

Lamenti anche rigidità, ovvero l’espressione negativa di II – il mistero del femminile. La Papessa è colei che sa, che detiene la chiave del libro della verità, colei che ascolta il suo intuito e lo realizza sul piano pratico. Il senso negativo di questo Arcano è la saccenza, il restare su piani alti credendo di sapere tutto ed avere ragione, mancando di sfruttare al meglio le proprie doti intuitive per la realizzazione di qualcosa di materiale ed utile. Ecco che qui possiamo vedere il tuo desiderio di fare qualcosa di positivo nel mondo. Anche il tuo messaggero, I, è sofferente.

Le vertigini sono un fortissimo richiamo di XVII e XVIII, due Arcani fortemente femminili, che non essendo espressi e realizzati, chiamano la tua attenzione. Ti tolgono l’equilibrio e ti fanno così vedere che senza di loro tu non stai in piedi. Senza il sogno, l’illusione, il lasciarti portare… senza l’intuizione, la notte, il perderti, incontrare le paure… senza queste esperienza la tua struttura non tiene. Diversamente da come può credere la tua razionalità che ti porta a dare più spazio alla parte maschile controllante e solare.

Il 5 mostra anche adrenalina, lotta, stress, virilismo. Situazioni che si manifestano in te, anche se non in maniera selvaggia – ad esempio un uomo che gonfia il petto e fa a botte -, bensì in forma più alta – pensieri, ragionamenti -, ma non per questo più giusta (vedi la saccenza del II). Il tuo maschile si fa notare con le abilità del cervello, ma la tua testa va in stress, duole, si irrigidisce, ti dice che c’è troppa tensione, che lavora troppo ed è messa sotto pressione.

La sessualità, l’espressione sessuale a tutti i livelli può certamente aiutarti ad aprire i canali, così come la presa di coscienza dei meccanismi che ti hanno portato a comportarti in modo distruttivo.

Solo i farmaci hanno effetto, ecco che interviene la mamma a togliere quel dolore. Mamma di cui chiedi l’attenzione mostrandoti efficiente, dotato, colto, fino ad essere sarcastico – privo di sentimento, empatia, accoglienza, pazienza, compresione, che sono doti femminili. Mi hai spesso raccontato che non c’è stata accoglienza amorevole da parte della tua famiglia, infatti porti questi sintomi fin dall’infanzia. Credo che tu stia cercando di dimostrare che hai ragione, che sei bravo, che fai tutti i compiti, che puoi raggiungere i risultati predefiniti e fare anche meglio, proprio per avere l’attenzione di quella famiglia tanto portata alla ragione. È stata la tua strategia. Ti vedevano e riconoscevano solo così. Tutto questo però ti porta in stress, perché tu sei diverso e il tuo sistema chiede altro, chiede più spontaneità.

Hai doti intuitive forti e potresti usarle per fare del bene alle persone, anziché fare loro battute che le stroncano, mentre solo il tuo ego gongola vantandosi nel suo: “Io l’avevo detto”. La Papessa può fare molto di più che questo.

In una famiglia dove l’amore è mancato e si è data molta importanza alla razionalità, è facile che il bambino vada in prestazione con la testa. Nella fase adulta, può mutare il suo atteggiamento utilizzando le sue doti per fare del bene a se stesso e agli altri. Ed in questo modo, guarire.

La rigidità del collo è espressione della Papessa che impedisce all’eroe di partire, perché vuole controllare tutto e sa che la ricerca di te stesso comporterebbe la distruzione delle strutture erette fino a questo momento e perciò un atto di umiltà e morbidezza che lei ora non si concede.

Con la tua capacità di veggenza puoi fare molto di più che prevedere disastri e poi vantartene. La tua sensibilità può essere un aiuto, così come i tuoi sogni premonitori possono essere uno sguardo verso il mondo un attimo prima, in modo da salvarlo.

Questa distruzione è la rabbia del tuo bambino, il suo bisogno di essere visto. Ora, nel tuo essere adulto, puoi utilizzare i preziosi strumenti a tua disposizione per portare quel messaggio positivo che tanto desideri.

Gli Arcani chiamati in causa dai tuoi sintomi (o meglio, gli Arcani che si stanno esprimendo attraverso i tuoi sintomi), parlano di forte intuizione e anche un grande potenziale d’amore. Parlano di vera volontà (Crowley ha scritto su questo), di potere, coraggio, giustizia, visioni, sogni. Qualità della strega (termine originariamente usato anche per gli uomini), che tu puoi risvegliare per aiutare gli altri. E naturalmente te stesso.

Accogliere il punto di vista altrui come pari al tuo, ti porta alla visione amorevole della vita. Ti regala molto rilassamento, ti toglie dall’idea di dover cambiare gli altri, di essere vittima di gente sbagliata, e soprattutto ti toglie la tensione della prestazione e ti fa sentire che tu sei giusto in ogni modo. Puoi scegliere cosa ti piace e cosa no, senza dover corrispondere ad alcun ideale, ma semplicemente ascoltando la tua intuizione, i tuoi gusti, quello che ti piace. In questo modo vedrai anche gli altri come persone libere di scegliere e ti potrai affidare all’intelligenza globale che muove il tutto.

Questo non significa fregarsene di tutto, anzi. Significa entrare nel cerchio della vita, accogliere la ciclicità e rispettare ogni essere nel punto in cui è, sapendo che questo non può ferirci se noi non lo vogliamo.

In ultima analisi, toglierti dalle aspettative su te stesso, ti permette di essere il vero creatore della tua vita, basandoti sulle tue sensazioni anziché sulle idee di qualcun altro.

Mi auguro che questa visione ti sia di aiuto.

E che sia un grande viaggio alla scoperta della tua essenza d’oro.

Rossella Schianchi

*

Questo sistema non si vuole sostituire al parere medico, bensì fornire un’interpretazione simbolica dei disagi a chi desideri conoscere ed esplorare il proprio animo.

Per chiarimenti o ricevere un’interpretazione, scrivere a info.percorsidiconsapevolezza@gmail.com

Gioia e benessere,

Rossella Schianchi

Esprimersi

“Come faccio a esprimermi?”

è la domanda che mi è stata posta poco fa da una donna durante una lettura di Tarocchi.

“Mi rendo conto che gli avvenimenti mi stanno spronando a questo, ma non so come fare”

Ho perciò estratto un Tarocco con la richiesta “Come esprimersi” ed è uscita

PRINCIPESSA COPPE

 

Esprimersi è un’onda. ES – da dentro a fuori.

Non è una prestazione o un obiettivo. Esprimere in sé è la meta, ed è nel momento in cui nasce il moto interiore. Esprimere è portare fuori  l’ispirazione, l’istinto, l’intuito, la spontaneità. E’ quel momento in cui ti viene un’idea e la scrivi o la dici, il momento in cui ti viene sonno e vai a riposare mettendo da parte i doveri, è la fame che chiama fuori orario. Esprimere è dare spazio alla voce interiore, e quando lo fai ne trai un immenso piacere.

Il piacere è nell’esprimere, non nelle sue conseguenze.

Siamo abituati a pensare che esprimere significhi fare qualcosa di grandioso e molto visibile. Questa è prestazione e non c’entra non l’espressione. Anzi. Quando svolgi una prestazione sei teso, devi corrispondere a richieste e aspettative.Quando esprimi, sei rilassato, stai bene, non c’è tensione, ti muovi facilmente.

L’espressione è un flusso, non ci sono ostacoli o spigoli.

L’espressione nasce da se stessi, in un momento. Esprimere è l’atto in sé di rendere azione un sentimento. Può essere un discorso, una canzone, un dipinto, oppure fare ordine, mettersi a dormire, guardare un film, aprire il giornale, contemplare il profilo delle colline. L’espressione è ciò che nasce da dentro. ES – da dentro a fuori.

L’espressione è molto diversa dall’omologazione.

Facciamo così fatica ad esprimerci perché siamo abituati a seguire degli schemi, dei modi di comportamento, delle norme di conversazione, dei doveri quotidiani. Così quando la voce interiore parla, noi siamo pronti a screditarla, giudicandola con i modi più crudi.

Le armi più brutali le usiamo contro noi stessi.

Così, quell’idea geniale, quel buon consiglio che viene da dentro, quella necessità profonda, vengono zittite in nome di altro che corrisponda all’idea di giustizia e regolarità a cui abbiamo dato credito.

Esprimere è seguire la propria spontaneità, l’intelligenza interiore.

E sapere che in quel modo stiamo facendo bene a noi stessi, facendo bene al tutto. Il benessere è la chiave per ogni nostra azione, fare quello che ci fa sentire bene, entusiasti, rilassati, contenti, felici, allegri, in pace e propositivi. Quando senti che una cosa ti fa bene, falla.

Il piacere ti guida nella giusta direzione.

Grazie,

Rossella