Allergia al Nichel

nichel
Nichel: “metallo pesante lucente, duttile e malleabile, tenace, resistente alla corrosione, è il principale costituente del nucleo terrestre”. Curioso che molte persone siano intolleranti a ciò che costituisce il nostro pianeta…
Il metallo è un elemento della MTC (Medicina Tradizionale Cinese), le cui caratteristiche principali sono forza e perfezione. Il metallo corrisponde al cielo, alla curva della volta celeste e allo stesso tempo scorre nelle vene della terra, rendendola ricca. Il metallo è associato a fermezza, moralità, giustizia e ordine, come agli stati estremi di angoscia e inflessibilità. Polmoni, pelle, intestino crasso e naso corrispondono al metallo.
L’allergia o l’intolleranza è un processo di attacco al nemico. Ovvero, il sistema di difesa del corpo riconosce come nemiche alcune sostanze e le attacca. Non riesce ad integrarle, a farle proprie, le rifiuta, non le ritiene utili, e così attiva una guerra per distruggerle, portando l’organismo in stato di sofferenza.
Un’allergia o intolleranza al nichel descrive un soggetto che vede come nemiche le qualità di fermezza, precisione, ordine, forza e moralità. Probabilmente, il soggetto non ne può più di essere così preciso, perfetto, sempre pronto a rispondere e disponibile. La duttilità e la resistenza, l’essere un fondamento per il tutto, l’indispensabilità e l’indistruttibilità stanno diventando impegni troppo pesanti.
Per stare meglio, oltre a riconoscere il peso che il soggetto sta portando sulle proprie spalle, si possono portare nella propria vita gli elementi fuoco e acqua per bilanciare l’eccesso di metallo. Il fuoco è la vitalità (vedi aggressività repressa che sfocia nella guerra manifestata dall’intolleranza), il cuore, la gioia, il coraggio. L’acqua è la meditazione, il flusso, l’ascolto di sé, il muoversi secondo l’onda, l’acqua è il principio femminile.
E restando nel femminile, si nota che un eccesso di metallo porta la terra ad essere stanca, svuotata. Riconoscere le proprie necessità, andare con il proprio ritmo e nutrire se stessi (elemento terra) permette una produzione di metallo equilibrata ed in armonia con il proprio modo di essere, insieme ad una sensazione di benessere e pienezza.
Nella foto si può osservare il ciclo dei 5 elementi della MTC.
5 elementi
Grazie a Debora per l’entusiasmo mostratomi e a GG per lo spunto a scrivere questo articolo.
 
Buona vita
Rossella

Determinazione

La domanda di Ramsis:
“Come mantenere la determinazione anche nei momenti più difficili?”
Il tuo io sa qual è la direzione e quando ti ferma, quando ti fa venire lo sconforto, ti sta portando in un punto profondo di te, in cui vivono paure e limiti. In quel momento, il tuo io ti sta accompagnando a vedere che cosa di te non hai considerato, cosa di te lavora contro per paura. Quando sei nello sconforto, fai in modo che ti parli, che questo stato d’animo possa darti utili indicazioni. Lascia che sia una guida.
Viviamo in una società attiva, arrivista e competitiva. Mantenere l’obiettivo ed essere sempre prestanti è il requisito fondamentale per essere nel ritmo, per vincere, per restare al passo. Eppure non sempre è possibile. Ci sono i momenti di sconforto, c’è il bisogno di riposare, c’è anche la necessità di fare un giro nelle nostre parti oscure e prenderci una pausa da tutto il fare quotidiano.
È stato deciso che si lavora almeno otto ore al giorno e se fai di meno c’è qualcosa che non va. Chi svolge un’attività autonoma è generalmente ancora più costretto in questo ideale e tiene sempre la testa impegnata nel lavoro, per una sorta di dovere ad essere sempre al servizio della professione.
Quando perdiamo di vista l’obiettivo, quando ci sentiamo stanchi, quando pensiamo di non potercela fare, possiamo di certo forzarci a rimettere l’attenzione sulla meta, ma è davvero il meglio che possiamo fare? È proprio quello che il nostro io profondo ci sta chiedendo? Oppure ci vuole un momento di ritiro, un ascolto di quello che non ci piace, un affondo completo nel pozzo per grattarne il fondo e poi tornare su? Alle volte serve questo.
Alle volte è utile andare a vedere le parti oscure, il disagio e la parte che rema controcorrente, per comprendere quali sono i nodi che ci portiamo appresso e poterli sciogliere.
Quando c’è sconforto, ci si può fermare, senza prendere decisioni drastiche, ed osservare. Quelle che sono le tue mete, quelle che fanno bene al cuore, quelle che permettono di realizzare i tuoi talenti più veri, queste continuano a vibrare e restano in attesa, non esiste spreco di tempo. Esse possono attendere che tu osservi le parti oscure di te per rimetterti in viaggio più luminoso di prima.
Grazie,
Rossella
26.2.16

Assoluto e relativo

soul

Piccola guida utile per vivere sereni nella materia.

Relativo è il tempo che hai a disposizione

Assoluto è il sentimento che provi durante quel tempo

Relativa è un’ora

Assoluta è la gioia che provi in quell’ora

Relativo è il costo di un oggetto

Assoluto è come ti senti insieme a quell’oggetto

Relativo è il conosciuto

Assoluto è l’ignoto

Quando poni l’attenzione al relativo, l’estensione del tuo essere, che è assoluta (molto più che infinita – termine relativo) si vede ridotta e sofferente, limitata nel momento.

Quando ascolti il dio, il dio interiore, ovvero la tua verità, interiorità, intuizione, sentimento, stai attivando tutte le risorse dell’universo.

Non puoi occuparti del relativo, della materia. Nessuno può farlo, è un compito al di sopra delle nostre possibilità. Chi tenta di farlo si distrugge, le forze non bastano. I maestri conoscono l’assolutezza del dio, che tutto può, per questo motivo invitano ad ascoltarlo.

Nella legge di attrazione è detto di non occuparsi del come, bensì di focalizzarsi sul cosa. Il come è un compito di cui non possiamo occuparci, perché è l’assoluto a provvedere.

L’assoluto tutto può.

Il relativo è limitato.

Un’ora è relativa.

Il sentimento è assoluto.

Quando guardi l’orologio e vedi che hai un’ora di tempo – oppure guardi il portafogli e vedi che hai pochi soldi, ti viene l’ansia pensando a cosa puoi fare. L’ansia giunge perché non puoi davvero risolvere il problema del relativo se non consideri l’anima. Il relativo è solo un mezzo per compiere il tuo viaggio, non è la meta, non è la risposta.

“Se la risposta è amore,

la domanda qual è?”

cantava Luciano Ligabue.

La domanda è tutte le domande e la risposta è sempre amore, che ti riporta al tuo profondo essere.

E’ necessario contattare l’assoluto, il vero essere, perché in quell’onda le infinitè possibilità si dispiegano, l’anima si libera, la mente si apre e ogni soluzione compare.

Quando siamo nell’onda del’assoluto, non siamo più ingabbiati nel relativo (che restringe la visione) e il nostro essere può correre libero, manifestando tutto ciò che è nel suo potere.

Il relativo è il mezzo, lo strumento, non è l’obiettivo.

L’assoluto è la meta.

Questo non significa ignorare la materia o non badare all’orario di un appuntamento, bensì usare denaro e tempo come strumenti per sviluppare nella materia il potere dell’assoluto, senza limitare il pensiero al relativo e aprendolo alla visione assoluta.

Quando ti fissi su un problema relativo (il problema è sempre relativo, l’assoluto non ha problemi), sposta l’attenzione sull’assoluto, sul momento, sul sentire.

Sei in ritardo e ti preoccupi. Bene, non badare all’orologio, alleggerisci la mente e stai sul sentire, il sentimento guiderà tutto nel modo migliore.

L’anima ha tutto l’interesse a raggiungere la sua meta e metterà in moto ogni possibile risorsa affinché questo avvenga.

L’ansia nasce perché ascolti le strutture che hai creato, perché dai retta alla ragione. Nel relativo è stata creata la divisione bene-male, così quando succede qualcosa definito “male” c’è preoccupazione, paura (di morire). L’ansia frena il respiro, blocca l’ossigeno, peggiora la situazione.

Spostando l’attenzione sul sentire, viene dato spazio all’assoluto, in cui bene e male non esistono e a tutto è dato spazio di esistere, permettendo a ciò che è meglio di accadere.

Esempio: ho appuntamento all’una e mi viene spostato alle due. Mi infastidisco (mancanza di rispetto, mi ero già organizzata, e così via…). Restando nel relativo, aumenta la tensione. Se esco dal relativo, posso ascoltare come mi sento in quel momento. Magari in fondo sono sollevata perché ho tempo di rilassarmi e riposare un po’ prima dell’appuntamento oppure posso fare un giretto e mi accorgo che quello spostamento è un dono, anziché un problema.

Stare nell’assoluto (sentire) anziché nel relativo permette di trovare la verità del momento anziché la sua categorizzazione.

Ti è capitato di sentire una cosa in modo forte e poi si è avverata? Quello è il potere del sentimento.

La potenza del sentimento. E’ il sentimento che crea la materia.

Non è la materia a creare se stessa, bensì lo spirito, che si manifesta attraverso la materia.

Lo spirito è il creatore.

Generare materia con la materia richiede uno sforzo immane che non produce risultati al pari della fatica. Anzi, lascia sempre sfiniti.

Quello che fai spinto dal sentimento, ti viene facile e crea cose immense e tu ne vieni abbondantemente ed immensamente ripagato.

L’anima provvede a creare tutto ciò che è necessario per il raggiungimento della meta.

Anche pagare le bollette 🙂

Considera tutta la materia come un mezzo per raggiungere la meta dell’anima. Così, ascoltando l’anima, potrai lasciarti guidare serenamente verso la realizzazione di te.

*

Rossella Schianchi

Giovedì 25 Febbraio 2016

 

 

 

 

La scarpa col tacco

red-high-heeled-valentino-shoes

 

Ritenuta dai più simbolo del femminile, la scarpa con il tacco è invece un simbolo fallico, perciò maschile. Indossare la scarpa con il tacco è un richiamo per l’uomo, o per la parte maschile. Il tacco porta verso l’alto, verso il cielo, il padre, verso il pensiero, la mente, la tensione.
Diversamente, la scarpa bassa avvicina alla terra, alla madre, alle radici, alla calma. La donna selvaggia è infatti rappresentata a piedi nudi o con calzature basse. Mentre nell’erotismo maschile, la donna può anche essere nuda, ma indossa scarpe con il tacco.

Questa e altre simbologie nel Seminario

“Perché lo faccio?”

di Domenica 6 Marzo a Faenza

con Rossella Schianchi.

Per informazioni:
info.percorsidicosapevolezza@gmail.com
pagina Rossella Schianchi – Percorsi di Consapevolezza
sito percorsidiconsapevolezza.wordpress.com

Cos’è la verità?

La verità è ciò che vibra in sintonia. Non esiste una verità unica per tutti, non esiste LA verità. Per ognuno esiste una verità differente, unica, propria. È vero per te ciò che vibra come te, che da te esce fluido, facile, spontaneo. È vero quello che sei tu, che nasce da te. Quello che è immediato. Può non essere ciò che ti aspettavi, può non corrispondere all’idea che hai di te, può rompere le tue convinzioni su cosa sia giusto e sbagliato. Può farti vedere che sei diversa da come credevi o speravi o ti obbligavi ad essere. Può farti crollare l’illusione di essere perfetta o imperfetta. Può farti vedere che sei rabbiosa quando ti forzavi ad essere accogliente e può farti vedere di essere tranquilla quando pensavi di essere ribelle. La verità può sconvolgerti. Non sempre ciò che è vero è immediatamente accettabile. Però è VERO. Ed è liberatorio. Ti libera e ti riporta a te. È così, la verità rende liberi. E ti riporta a casa.

dance

Ciò che è facile

– risposta tramite scrittura automatica alla domanda: ho una visione diversa da quella di prima, vedo ambienti più grandi, lavoro diverso. è bene cambiare strada? –

Il momento che si sta aprendo ora apre nuove strade e non ti puoi sorprendere sapendo che ogni tuo pensiero è generato dall’esperienza e dalle nuove forme che prendi ogni volta che compi un passo nella trasformazione. È normale cambiare idea ed aprirsi a nuove comprensioni e visioni di una realtà diversa e più vasta. Stai seguendo la via della conoscenza e della ricerca, questo ti porta ad andare sempre più all’essenza e perciò a togliere le limitazioni del pensiero, fornendo al tuo conscio vie più semplici seppur apparentemente enormi. Una casa grande è la cosa più semplice per te seppur nel mondo relativo possa sembrare più difficile da recuperare. Ma nella tua interiorità è semplice. La cosa più semplice e ovvia. Pensa in questi termini e vedi l’ovvietà delle cose, non limitandoti allo stretto conosciuto ed usuale, bensì aprendo la visione.

Cos’è davvero facile per te? Cosa viene semplice ed immediato?

Quello che è facile è nella tua natura. Quello che ti crea complicazioni sta creando vincoli alla tua espressione, richiede uno sforzo che è perdita di forze e concentrazione che servono ad altre occupazioni. Facile è quello che corrisponde a te, che tu lo consideri giusto oppure no. Facile può essere arrabbiarti. E allora che sia. Che sia quello che è facile per te perché è la via più diretta per incontrare la tua essenza. Immagina la tua facile vita e saprai riconoscere veramente te. Ciò che è facile, è ciò che è fluido, semplice spontaneo, libero da ragionamenti e perciò vero. Senza giudicarlo, lascia che emerga, che si manifesti ciò che è facile, la via più fluida, spontanea, quella vera. Sei tu, così sei tu.

Obiettivi

Sono aperta tutto, a me va bene tutto, qualunque cosa accada va bene… molte di queste frasi vengono spesso ripetute durante il percorso di crescita personale, nel tentativo di favorire una più ampia accoglienza della vita. Intento assai nobile, è certo. Mancante però di una parte fondamentale, ovvero l’azione.

Nello stress dell’aver fatto troppo e rifugiatosi nell’accogliente abbraccio della cultura orientale, il ricercatore occidentale medio, abbandona ogni desiderio, ogni azione, ogni volontà propria, per arrendersi a quella divina.

Dimenticando, per altro, che la volontà divina è la propria. Lo dimentica perché giunge da una cultura secondo cui il dio è qualcosa di esterno, una specie di genitore che provvede a tutto. Così, traslando da una cultura all’altra, magari in tempi brevi, il ricercatore si dimentica di cambiare anche punto di vista, e porta con sé la visione di un dio esterno.

Il maestro e il dio esterni diventano così i nuovi genitori, a cui l’individuo può affidarsi.

Accade poi che dopo un po’ questa visione non soddisfi, essa priva di qualcosa, lascia a bocca asciutta e dona, seppur con estrema utilità, impalpabili risposte. Vogliamo i soldi, la casa, l’automobile, vogliamo realizzare, vogliamo lasciare un’impronta nel mondo. Ma questo viene definito sbagliato e contro lo spirito, perché di sola energia sottile si dovrebbe vivere. E così viene di nuovo permesso al dualismo bene-male di prendere il sopravvento, nonostante il concetto spirituale preveda che il divino tutto include.

Ma cambiare testa non è facile.

Così ci spostiamo dall’ovest all’est, dall’occidente all’oriente, dal maschile al femminile, dall’arrivismo all’arrendevolezza, cambiamo sponda, ci sentiamo un po’ meglio, ma non siamo completi, come è naturale. Stiamo solo dalla parte opposta a quella di prima.

Ciò che ci è necessario comprendere è che siamo composti da più parti, abbiamo in noi l’azione e la stasi, il ricevere e il dare, l’alto e il basso, abbiamo un cuore e un cervello. Abbiamo tutto e il contrario di tutto, e la fatica più grande sta proprio nel far collaborare tra loro le diverse parti che ci compongono.

Avere degli obiettivi è nella nostra natura. Gli obiettivi sono i desideri trasformati in scopi, sono le nostre mete, sono le cose belle che vogliamo creare. Crediamo davvero che l’anima sia giunta qui per starsene immobile? Magari sì. Ma non è la verità per tutti. Non per tutti il culmine dell’esperienza estatica è giacere sotto ad un albero a meditare. Per alcuni può essere stendere la pasta, o scrivere, dipingere, passeggiare, lisciare il legno o aggiustare un motore. Siamo tutti originari della stessa fonte divina, e siamo tutti diversi, proprio perché questa fonte divina possa sperimentare se stessa attraverso il nostro operato.

Gli obiettivi sono i passi che vogliamo compiere nella creazione della nostra vita, sono quelli che attivano la parte costruttrice, sono i nostri intenti messi all’opera, sono le nostre visioni che prendono forma. Avere degli obiettivi è un modo per investire noi stessi in quello che ci piace. La parte attiva di noi necessita di nutrimento come quella passiva. Azione e meditazione sono egualmente importanti.

Nessun giudizio deve attraversare la nostra mente affinché possiamo realizzare ciò che di più magnifico nasce dal nostro cuore.

Rossella Schianchi